martedì 14 maggio 2013

Rivoluzioni in corso

martedì 12 marzo 2013

Il mio presidente del consiglio, ovvero #delriopremier

Oggi, mentre tornavo a casa dal lavoro, tutto è mi diventato chiaro per il futuro di questo Paese.
Graziano Delrio presidente del Consiglio. Semplicemente questo.

Ricapitoliamo un attimo, i punti abilitanti della sua nomination, come dicono quelli che parlano bene.

FACCIA NUOVA E VOCE FUORI DAL CORO
- A differenza di Renzi non si è sputtanato troppo in tv e nel partito. E in questa fase in cui la gente ha bisogno di facce e idee, il basso profilo non è affatto un difetto. E ragazzi, le poche volte che si è visto in tv, ha obiettivamente fatto mangiare la polvere a tutti.
- Può piacere alla gente. Il suo non essere servile alle logiche di partito lo renderebbe una figura facilmente più apprezzata rispetto alla solita rantumaglia; il suo spirito da voce libera lo ha fatto vedere in occasione della sua elezione all'ANCI, dove l'ha spuntata contro il sindaco di Bari Emiliano, candidato "ufficiale" del PD
- E' cattolico nel privato, che in Italia non guasta, ma non confonde culto e con l'amministrazione della cosa pubblica, dimostrando di non avere difficoltà a mettersi di traverso su questioni cruciali come l'IMU sui beni immobili della Chiesa.


- Oltre a non aver paura di nessuno quando crede di essere nel giusto, è uno che ci mette le proposte, oltre alle lamentele. Vedere la battaglia contro i vincoli del patto di stabilità, portata avanti da mesi e arrivata ieri all'apice con l'annuncio che "i comuni sono pronti a sforare il patto".



LE ALLEANZE
- Può piacere alla destra. E' forse tra i pochissimi a sinistra che potrebbe riuscire a strappare consensi tra le fila di PDL e Lega Nord. Più di una volta lo schieramento trasversale dei sindaci ANCI ha visto Alemanno e Tosi uniti a Delrio. E non dimentichiamo che l'elezione ANCI è avvenuta anche grazie a voti della destra, innegabile dunque la stima nella persona, per lo meno.

- Ma soprattutto, essenziale, può piacere a Grillo. E' forse l'unica figura politica attualmente attiva su cui Grillo ha speso parole benevole, magari non elogiandolo direttamente, ma portando in più di un'occasione la realtà di Reggio Emilia come buon esempio di gestione integrata dei rifiuti (qui l'inceneritore ha chiuso a favore della raccolta differenziata spinta, mica come a Parma...), frutto di un cammino intrapreso diversi anni fa e tenuto a battesimo dal comico genovese in un incontro più che cordiale con Delrio nel comune di Reggio Emilia.
Altro momento di intesa con il Movimento c'è stato recentemente sul tema dell'acqua pubblica, destinato a entrare nello statuto del comune reggiano.
Inoltre ricordiamo che Reggio Emilia è la prima città d'Italia per piste ciclabili pro capite. Un minimo di appeal per i cinque stelle questo lo dovrà pur avere!
E' l'unico che può far vacillare Grillo non blandendolo con proposte in politichese ma con proposte sulle politiche.


Obbiettivamente, quello che gli manca sono le competenze spinte su finanza e industria, (non che il salvatore della patria Renzi ne possa vantare molte di più), ma con ministri di alto profilo ce la si potrebbe quasi quasi fare.

lunedì 21 gennaio 2013

Salviamo il salvabile - Vol. 1

Tracciando il sentiero per tutte le altre regioni, nel 2011 il consiglio regionale dell'Emilia-Romagna ha stabilito una riduzione dello stipendio dei consiglieri, niente tagli clamorosi (meno 10-15%) ma sufficienti a indicare l'Emilia-Romagna come regione di riferimento per adeguare gli stipendi dei consiglieri delle altre Regioni.
Non solo, finalmente da dicembre i consiglieri, su base volontaria, possono rinunciare a percepire il vitalizio di fine legislatura (che si aggira su una media di 2200 euro per ex consigliere, per sempre e con reversibilità a vedove/i).
Giusto per farvi andare di traverso quello che state trangugiando, per questa voce si parla di una spesa mensile per la Regione di quasi 395.000 euro.

I termini per la rinuncia al vitalizio scadevano il 15 gennaio, e su 50 consiglieri in 17 si sono persuasi a mollare il malloppo. In particolare: 

10 del PD (su 32 consiglieri)
3 della Lega Nord (su 4), uno manterrà il vitalizio fin qui maturato ma non verserà contributi dal 2013
2 (?) del Movimento 5 Stelle (su 2), uno come la Lega
1 del PDL (su 11), come il suo amico della Lega manterrà il vitalizio rispetto a quanto versatofinora
1 dell'UDC (su 1)
Assenti non giustificati gli eletti tra le fila dell'IDV (4 consiglieri, di cui uno ora nel Gruppo Misto), Federazione della Sinistra (2), SEL (2).
Non pervenuti i consiglieri reggiani Barbieri e Mori (PD), Barbati e Riva (IDV) e Filippi (PDL). L'unico a rinunciare Beppe Pagani del PD.
Standing ovation per la Barbati per questa cosa qui.
Profondo senso di compatimento per l'ignominia dimostrata dai rappresentanti della cosiddetta sinistra radicale, che ha scavato la fossa in cui seppellire gli ultimi grammi di credibilità rimasta.

Tra i consiglieri candidati in Parlamento, a colpo d'occhio, su 4 tutti hanno rinunciato al vitalizio: Richetti (motore di entrambe le iniziative) e Pagani del PD, Noè dell'UDC e Favia oggi con Rivoluzione Civile. Anche se fosse solo propaganda, almeno è buona propaganda.

mercoledì 14 novembre 2012

Io le fasi della vita le vivo sempre con 3-4 anni di ritardo, quindi ormai ci siamo


Esattamente come quando uno scrive la lista della spesa e rimane lì a pensare a cosa desiderava il giorno prima. Uno ci pensa di continuo a quella cosa così inutile e godereccia, sul tram, sul water, al lavoro. Poi appena preso il block notes o superato il cancelletto di ingresso del Conad: TAC! Il vuoto.
Come un server sotto attacco, all'ingresso del settore ortofrutta il cervello viene bombardato da miriadi di impulsi visivi che dicono ananas, carote in offerta, clementine, mango, mango, avocado, mango, mele golden. Niente da fare, le informazioni precedenti non sono più raggiungibili.
Bisogna accontentarsi del solito slot di memoria di backup che almeno fa ricordare di prendere i soliti shampoo Clear per capelli grassi e le solite tavolette di cioccolata Lindt, rigorosamente peperoncino, 70% cacao e arancia e mandorle, almeno una per tipo.
Ma il dubbio rimane. Ti sei accontentato o con Lindt e Clear è vero amore?
Invero domanda alquanto inutile. Per evitare la sega mentale fine a se stessa "Basta conoscersi e sapersi accontentare", come cantava un geniaccio.

Un po' come quando uno pensa che se il 99% dei maschi fosse composta da cinesi o da quei personaggi che di inverno vanno in giro con il cappello di pile con la visiera, le opportunità di relazioni promiscue con ragazze stupende si moltiplicherebbero per un fattore tendente a più infinito.
Eh magari. Troppo facile.
Perchè poi significherebbe che la quasi totalità delle ragazze in giro sarebbe figlia di cinesi o di ragazzi con il cappello di pile.
E vista la probabilità rasente lo zero che gente col cappello di pile possa mettere al mondo dei figli, significherebbe un mondo pieno di cinesine.
Allora, non per essere razzisti, ma forse è meglio rimanere così. Perchè diciamocelo, tendenzialmente le cinesi fanno schifo al cazzo.
Allora meglio tenersi il parco patate standard, che tanto le probabilità di combinarci qualcosa si avvicinano a quelle di trovare la cinese carina, ma almeno nel mentre uno si rifà gli occhi.
Basta conoscere il mondo e sapersi accontentare.

Una volta compreso che è il caso di fare pace con il nostro cervello e con il mondo che ci sta intorno, poi il passo per imboccare la via della felicità autentica è davvero breve. Basta solo la fortuna e la voglia di riconoscere la propria Mariateresa Bella e di capire che lei non è un ripiego: è la tua Mariateresa Bella, altro che accontentarsi!