giovedì 23 ottobre 2014

Ho culo, Io

Le macchine in fila dal semaforo fino al ponte, come da copione.
In ogni macchina una sola persona, come sempre.

La prima giornata di freddo sicuramente contribuisce ad accentuare la mestizia infinita che oggi è dipinta sul loro volto.
A me questo freddo invece mi sferza la faccia e mi dà una svegliata necessaria, mentre risalgo contromano la via in bicicletta.
Li guardo in faccia uno ad uno e sembrano tutti in coda verso il patibolo, imprigionati nella loro cella su quattro ruote.
Uomini, donne, vecchi, stranieri, che siano su un suv o su una carretta non c'è alcuna differenza. La tristezza di chi alle 8.25 del mattino deve mettersi in macchina è trasversale e democratica.

Solo uno sorride con gusto.
Ha giacca e cravatta nera, la faccia simpatica e guida un carro da morto.

Nei due minuti di pedalate che mi restano, mi chiedo come mai un becchino sia più contento di tutti gli altri.

Il motivo non lo scoprirò mai.
Ma nel dubbio, sorrido anche io.


giovedì 28 novembre 2013

Caro Silvio, ma perchè il Molise?

Della serie non si finisce mai di imparare, grazie a tutta questa telenovela sulla decadenza di Silvio, ho imparato 3 dettagli simpatici.

Che chi prenderà il suo posto in Senato, tale Ulisse Di Giacomo, è un Alfaniano di ferro. Una colomba che da un po' faceva il gufo insomma.

Che l'unico altro senatore con un tasso di presenza in aula basso quanto il suo era Niccolò Ghedini, e tutto torna visto che i due hanno avuto parecchio da fare insieme ultimamente.
A ben vedere, dopotutto, l'estromissione di Silvio sembra una liberazione da un impegno sgradito. La prenderà bene, appena elaborerà il lutto.
I due, per la cronaca, si sono fermati a 1 presenza su 1803 votazioni, ultimi in classifica tra i senatori eletti.

Ma soprattutto, e qui va dato atto di una certa fantasia, che Silvio era eletto in Molise, una regione che viene dimenticata dalla gente normale dopo la terza elementare, anche dai molisani stessi. Strano che Di Pietro non abbia detto niente.

Ciao, goditi la pensione.

martedì 29 ottobre 2013

Il prediciottesimo, ovvero dell'incapacità di apparire troie pur impegnandosi parecchio

Stavo quasi per pubblicare un sentito post su quanto la condivisione della nostra vita sul web sia diventata prepotentemente importante e sempre più fuori dal nostro controllo, dalla prima foto in braccio alla mamma, fino a ben oltre il funerale.

Poi ho scoperto di essere rimasto indietro, molto indietro, sulla moda del prediciottesimo.
E allora vaffanculo.
Maledetto pivello che non sono altro.









giovedì 23 maggio 2013

Non seguire il percorso, traccialo

In tutte le storie d'amore ci sono i momenti no.
Per noi sono le nebbie e l'umidità,
i posto di lavoro che se ne vanno di giorno in giorno,
i troppi culi al caldo riservati agli amici degli amici
e qualche cattedrale nel deserto di troppo.

Ma come sempre basta poco per ritrovarci, cara vecchia Reggio.



Tante volte, raccontando a non indigeni di cosa fosse il bicibus, mi sono ritrovato di fronte a facce stupite.
E io mi emozionavo, sempre come la prima volta.



E ora vado a festeggiare iscrivendomi ai servizi online, perchè in questa città oggi "Farsi i documenti da soli non è illegale".

Grazie a tutti cittadini, continuiamo così.
In direzione ostinata e corretta.