domenica 7 ottobre 2007

Votiamo per Mario Adinolfi - Il 14 ottobre sarà il nostro V-Day

Tra una settimana ci saranno le elezioni primarie del Partito Democratico. Sulla carta ce le hanno vendute come una delle massime espressioni di democrazia dal basso. Nella realtà si stanno rivelando un’occasione per tenere bloccato un panorama politico popolato di zombie.



Veltroni e Bindi, gli unici nomi veramente accreditati per vincere le primarie, sono residuati dello scorso secolo. Entrambi facevano i ministri già dieci anni fa, nel primo governo Prodi.



La poltrona per Veltroni sembra già pronta, perché allora sono state organizzate queste primarie pagliacciata? Probabilmente per dare un contentino alla gente. Perché gli elettori di centrosinistra godono nel sentirsi protagonisti attivi della vita politica, a contrario di quelli di destra, che più semplicemente sono per la linea del “vivi e lascia morire”.



Ma gli amici del centrosinistra hanno fatto un errore. Hanno sottovalutato l’intelligenza del loro elettorato. La fiamma dell’ardore politico ormai si affievolisce ogni giorno di più di fronte all’immutabilità di un sistema politico che puzza di muffa. Un sistema politico contornato da un’accozzaglia di personaggi che si permettono indisturbati di fare da ago della bilancia della stabilità di una legislatura, che oggi si chiamano Mastella, Capezzone, Giordano, mentre ieri rispondevano ai nomi di Bossi e Follini. Questo per dire che non è un problema di colore politico, ma di sistema politico.



Se ci fosse volontà vera di rinnovamento, prima avrebbero almeno cercato di risolvere seriamente (in maniera bipartisan) il problema della governabilità del Paese, poi avrebbero scelto a chi affidare le chiavi di un partito veramente nuovo.



Fatte così, invece, queste primarie non porteranno a nessuna novità. Per designare Veltroni alla guida del PD, ci potevano pensare da soli i capetti dell’Ulivo. Così come potevano evitare di scegliere “La nuova stagione” come slogan elettorale di Walter Veltroni. Quello mi ha fatto proprio girare le palle, mi sembra una vera presa per i fondelli dei propri elettori.



Anche se destituite di un reale valore per il futuro del PD, queste primarie daranno un altro importante tipo di risultato: diranno quanto l’elettorato di sinistra è vicino ai propri partiti.

Se le primarie saranno un successo di numeri, Prodi avrà la sua boccata d’ossigeno.
Viceversa, se le primarie avranno un’affluenza scarsa di votanti, Berlusconi andrò su tutti i giornali sbraitando che questa sinistra non riesce neppure a convocare al voto i propri elettori.



In questa chiave di lettura, meglio andare a votare dunque. Però, per far sentire la propria voce, e far sentire che siamo incazzati con questa classe politica, occorre votare Mario Adinolfi.



Il nome di Adinolfi non è stato pronunciato sulle reti Rai per ben 26 giorni consecutivi (mentre curiosamente sul Times è molto citato). Perché? Semplicemente perché è già stato deciso a tavolino che il confronto vero debba riguardare Veltorni e Bindi, con Enrico Letta a fare da paggetto.



Sarebbe bello poter scegliere tra tutte le alternative possibili, ma la realtà è che il 99% degli italiani non ha modo di scegliere liberamente perché non sa nemmeno che esiste il candidato Mario Adinolfi. Il punto allora è questo, occorre far casino, per urlare la nostra voglia di sentirci informati, di non sentirci vittime degli organi di (dis)informazione dei potentati.



Mario Adinolfi per esempio propone un ruolo attivo degli Under40 in politica, ma questo chi lo sa? Ad Adinolfi, per cavilli burocratici, non sarà data la possibilità di presentare le proprie liste in tutti i seggi, ma questo non diventa un problema degno di nota se Adinolfi viene annullato dalla scena mediatica a priori. Meglio estirpare il problema ala radice, avranno pensato, non si sa mai che poi raccolga anche dei consensi.



E allora votiamo tutti Adinolfi con rabbia, non tanto perché le sue idee sono migliori di quelle degli altri, ma come atto di protesta. Per urlare il nostro personale Vaffanculo verso chi vuole censurare i candidati minori delle primarie e verso chi vuole bendare gli occhi dei propri elettori. Per far capire ai padroni del centrosinistra che non resteremo spettatori inerti tutta la vita, e che se si presenterà un’alternativa seria (perchè il problema in Italia attualmente è questo, col Berlusca dall'altra parte), potremmo anche cambiare partito alle prossime elezioni.



E speriamo che Floris o Santoro, in questa ultima settimana di campagna elettorale, facciano un confronto con tutti i candidati alla segreteria del PD.

0 commenti:

Posta un commento

Lascia la tua verità