lunedì 12 novembre 2007

Crossing fertilization

C'era un tale in Canada che aveva una società di estrazione mineraria, in particolare lui operava nel campo dell'oro.
Vantava diritti di estrazione su lande sterminate di territorio, ma questo si rivelò un boomerang, perchè i siti minerari che si rivelavano fruttuosi erano pochissimi, mentre le spese per ogni nuova esplorazione erano iperbolici.
I margini diventavano di mese in mese più ridotti, e la società rischiava di chiudere.
Con i suoi uomini e i suoi mezzi, ci avrebbe messo 150 anni ad esplorare tutti i giacimenti a sua disposizione.

Allora decise di aprire un sito internet per cercare aiuto. Senza la minima idea di che tipo di auto cercare. Questo imprenditore garantiva solo una percentuale sugli eventuali utili generati da questo supporto “esterno” (qualcosa tra il 10% e il 15%). Cercava in sostanza gente disposta a scommettere su questi giacimenti e che fosse disposta a dargli una mano in fretta. Gente disposta a lavorare potenzialmente gratis condividendo una fetta di rischio. Non importava se si trattasse di operai disoccupati, di qualcuno che gli prestasse macchinari o di un nuovo spettrometro di profondità della Nasa in grado di rilevare l’esistenza di filoni auriferi da un satellite. Tutto faceva brodo.

Il risultato è che un team di matematici elaborò il percorso ottimale delle escavazioni da tentare, e grazie alla statistica il fatturato di questa compagnia è salito del 500% in 5 anni. L’idea innovativa in questo caso non è stata quella di terziarizzare una funzione non presidiata, bensì l’affidarsi ad una tecnologia completamente estranea al loro normale campo di attività.

Questo è un caso di crossing fertilization, vale a dire di contaminazione tra differenti discipline.

A parole tutti dicono che le innovazioni vere arrivano sempre grazie a punti di vista esterni da quelli convenzionali. Ma alla fin fine di questa fantomatica contaminazione tutti la supportano a parole ma in pochi la applicano nel concreto.

Chi ha un’azienda metalmeccanica di 30 persone, cerca di strappare il segreto di pulciunella dall’azienda metalmeccanica di 150 dipendenti. Mentre invece dovrebbe andare a studiare il flusso produttivo in un’azienda agroalimentare, dove magari certe tecnologie applicabili per esempio alla logistica sono ormai già diffuse e tranquillamente trasferibili in altri settori (vedi l’Rfid). Sono queste le aziende che fanno bingo.

Solo che va a finire che il tempo per imparare qualcosa di nuovo ce l’hanno le solite aziende evolute e strutturate, e questo non fa che aumentare il tecnology divide tra grandi e piccole imprese.

Ma non volevo parlare di questo (ci sarà tempo). Volevo traslare il concetto alla società. Mi sembra poco utile per esempio che tutte le commissioni sulle pari opportunità siano costituite solo da donne, e i loro seminari siano frequentati solo da donne. O che quando si parla in ambito pubblico di volontariato, si vedano sempre le facce di chi il volontariato già lo fa. O ancora, che ai convegni sulla diffusione di Linux ci siano solo orde di incalliti geek, che chiaramente già lo usano Linux.

Chi ne giova?

Quello che davvero ci fa conoscere novità, ci permette di crescere sotto molti punti di vista, è il ricercare novità da settori “alieni” a quelli dei nostri soliti percorsi.

Questo è un promemoria valido soprattutto per me.

0 commenti:

Posta un commento

Lascia la tua verità