mercoledì 7 novembre 2007

Il rospo

Di notte, quando torno a casa, sulla soglia del portone di ingresso spesso mi aspetta un rospo.



Non so se sia sempre lo stesso a darmi la buonanotte, o se sia ogni giorno uno diverso. Sta di fatto che sta lì, fiero, senza spostarsi al mio passaggio. Come a dirmi che non ha paura di me.



Ci guardiamo un po', poi entro in casa.



Mi sembra una presenza onirica, come se fosse sbucato fuori dalla mia mente; la sua presenza è ingombrante, sembra che il rospo mi chieda di rendere conto della mia giornata, o della mia settimana se stiamo un po' senza vederci. E' come essere di essere di fronte a un professore silenzioso, poi penso che più che dalla mia mente il rospo arriva dal Crostolo. E ci salutiamo.



Questa sera mi aspettavo di trovarlo, e invece non c'era. Mai fare troppo affidamento ai prodotti della fantasia.

1 commenti:

Davide Tarasconi ha detto...

io ho un gatto che mi aspetta.
o meglio, aspetta la mia auto con il cofano caldo.
non manca mai l'appuntamento, anche se torno la mattina alle 5.

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