martedì 25 dicembre 2007

Elwood e Joilet Jake Blues

Ho finalmente colmato una delle più grandi lacune culturali della mia esistenza. Ho visto “The Blues Brothers”. Ci ho messo talmente tanto tempo per decidermi a guardarlo che ho poi dedicato un’attenzione spasmodica ad ogni fotogramma. Quindi è il caso di sbrodolare un po’ di pensate che mi sono fatto durante il film.

L’intreccio fa pena. Ma la colonna sonora e l’interpretazione di Dan Aykroyd e John Belushi sono memorabili. Penso che siano questi gli unici due motivi che l’hanno fatto diventare un cult.

Ho provato a cercare un qualche significato profondo dietro la storia di questi due fratelli cafoni e bugiardi, ma sinceramente non l’ho trovato. Il pensiero che dietro alla folgorazione di Jake ci sia un messaggio del tipo “la Parola del Signore è per tutti, soprattutto per i più disgraziati” non mi convince per niente. Se proprio devo scegliere dico che anzi il regista vuole mettere alla berlina le sovrastrutture religiose che ci controllano, mostrando il comportamento illogico di due invasati “in missione per conto di Dio”.

Forte e chiaro è invece il messaggio di uguaglianza tra bianchi e neri. Non a caso tutti i cammei più prestigiosi sono di grandi artisti neri come Ray Charles, Cab Colloway, Aretha Franklin e James Brown.

Poi c’è un aspetto che proprio non ho capito: perché così tanta violenza “cattiva” in una commedia come questa? Nell’ordine ci sono i due Blues che distruggono decine di vetrine in un centro commerciale, una palazzina piena di gente che crolla e una pompa di benzina che salta in aria. E sono sempre scene che non vengono sdrammatizzate, ma raccontate con immagini abbastanza dure. Si tratta di un riferimento al nichilismo della natura umana, alla violenza della società americana, o forse all’Apocalisse? Mah…occorre approfondire.

Altra cosa che mi piacerebbe chiedere a John Landis è come mai sia Jake che Elwood appaiono senza occhiali da sole una sola volta a testa in tutto il film. È un caso o c’è un motivo preciso?

Infine, segnalo che il doppiaggio in italiano è raccapricciante. Hanno scelto di dire sempre Illinoy invece di Illinois e di pronunciare broders anzichè di braders. Erano proprio messi maluccio con l’inglese una trentina di anni fa.

In ogni caso, se questo film vi manca, guardatelo. O per lo meno ascoltatevi la OST.


(salendo sulla macchina, mentre un centinaio di poliziotti li sta inseguendo)

Elwood: «Sono 126 miglia per Chicago. Abbiamo il serbatoio pieno, mezzo paccheto di sigarette, è buio e portiamo tutti e due gli occhiali da sole».

Jake: «Vai!»


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