venerdì 29 febbraio 2008

Englishman in Reggio

Nelle ultime settimane ho lavorato ai fianchi una mia amica per convincerla a trascorrere una serata intera parlando in inglese (lei è bravissima e io ho bisogno di rinverdire un po’ il mio vocabolario). Ieri sera ce l’abbiamo fatta, finalmente.

Io propongo una birreria del centro. “Magari è meglio un posto con meno gente” propone lei, timorosa di farsi vedere in pubblico a parlare in inglese come una spostata. “Tranquilla, chi vuoi che ci sia di giovedì sera?” ribatto io.

Arrivati in birreria ci mettiamo in una stanzetta con 5 tavolini da 2 posti, nel posto più riparato di tutti. Lei conosce la cameriera, ma a parte quello eravamo soli. Iniziamo così a parlare inglese a manetta.

Due minuti dopo arriva una coppia. Io conosco lei, la saluto. E i due, con tutta la sala libera si piazzano proprio nel tavolino di fianco al nostro (che sfiga…). “Alle non parliamo più in inglese, li conosci…” fa lei. “You can play the role of a foreign girl, because they don’t know you” proseguo io in inglese come se niente fosse.

Due minuti dopo arriva un'altra coppia. “Li conosco – fa lei – con loro non posso far finta di essere straniera, li vedo tutti i giorni in biblioteca”. Cionostante, con una discreta faccia di bronzo (lo vedo che non è convinta, ma faccio finta di niente), la convinco a continuare. Tempo 5 minuti e anche gli altri due tavolini si erano riempiti. Ma ce ne siamo fregati. Abbiamo continuato a parlare inglese. Anzi per dirla tutta io continuavo e lei mi correggeva se dicevo qualche fesseria.

L’importante è che alla fine ce l’abbiamo fatta. Siamo stati abbastanza fuori di testa per resistere a parlare in inglese in mezzo a una birreria del centro storico di Reggio. Alla faccia degli orecchi indiscreti.

Sono piccole cose, ma siamo stati grandi.

PS – Per rimanere in tema, oggi ho prenotato per Dublino. Ma com’è che vado sempre in ‘sti posti famosi per le birre, proprio io che non bevo birra?

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