domenica 30 marzo 2008

Questa è rockpolitik!

Oggi per la prima volta vedo i due video elettorali "Meno male che Silvio c'è" e "I'm PD".


Sono splendidi, uno più bello dell'altro! Li voglio in heavy rotation su Mtv!











Le perle del testo secondo me sono:

Per "I'm PD":


Se Mastella non c’è tanto meglio perchè


Noi vogliamo cambiare con te!!




Per "Meno male che Silvio c'è":


Canto così


Con quella forza


Che ha solamente


Chi è puro di mente (?!?!??!?)

lunedì 24 marzo 2008

Pasquetta v. 2.008

Non riesco a capacitarmi di come siano passate così velocemente le scorse 10 ore. Talmente veloci che non sono riuscito a concludere niente.


Sveglia alle ore 11.40

Accendo il cellulare. Nessun messaggio ricevuto. Realizzo che nessuno si è preso la briga di organizzare un pranzo in compagnia. Forse è meglio così.

Mangio 2 etti di cioccolata.

Ascolto un po' di musica, dopo 10 minuti mi rompo le scatole.

Navigo un po' in internet, dopo 10 minuti mi rompo le scatole.

Suona il telefono. "Ci sei oggi pomeriggio se facciamo qualcosa?". Dico di sì, ma poi non si sente più niente, è uscito con la morosa, dicono. Forse meglio così.

Scrivo due post scontati sui SUV, dopo 10 minuti che scrivo mi rompo le scatole, ma so che se non li termino, poi non me ne libero.

Alle ore 15.40 pranzo con quello che trovo in a portata di mascella: prosciutto, provolone, pane, tiramisù e ovviamente cioccolata.

Mi faccio anche una camomilla e inizio a guardare il film Gandhi del 1982. Dopo 10 minuti mi rompo le scatole.

Mangio altra cioccolata.

Navigo su internet e dopo 10 minuti mi rompo le scatole. Rispondo a 3-4 messaggi e realizzo che qualcun altro è vivo sulla faccia del pianeta Reggio.

Alle 17.30 guardo il primo quarto di Toronto-Denver su Sportitalia con un Bargnani strepitoso (16 punti, 5/6 da 2 e 2/2 da 3). Poi dopo 12 minuti mi rompo le scatole, tanto avevo già letto nel mattino come è andata a finire.

Rispondo ad un altro paio di messaggi. C'è chi mi chiede se sono innamorato. Risposta negativa.

Inizio un lavoro al pc. Nel mentre passa un amico in visita. Sono le 18.40. Mi chiede per stasera. Io ci sono, ma mi raccomando limitiamo gli stimoli per rispettare il trend della giornata.

Alle 20 tutti si svegliano.

1. "Se andiamo a mangiare fuori ci sei?". No, sono gonfio e poi dillo prima.

2. "Cosa facciamo stasera?". Mah, all'altro ho detto al solito posto alle 9. Saremo in 4-5.

3. "Abbiamo delle paste da finire a casa nostra, passi?". Magari passo, ma per le paste non fate affidamento su di me, ribadisco che sono gonfio.

Provo a pubblicare frettolosamente il presente post su Tumblr, ma questo è il triste risultato. Ripiego sul solito affidabile blog-catorcio.

A proposito, sono le 20.53 e devo andare.

I SUV e la miopia delle normative antitraffico

Nel comune di Reggio Emilia il giovedì è stato imposto il blocco del traffico, che prevede le seguenti disposizioni antitraffico, che immagino siano simili a quelle di numerose altre città italiane. In sostanza le Euro 4 girano, le altre no.

Concretamente, se guidi un SUV BMW X5 Euro 4 puoi girare tranquillamente bruciando un litro di benzina per percorrere 7.3 kilometri. Se guidi una Toyota Yaris Euro 3 che nello stesso percorso brucia nemmeno mezzo litro di benzina, devi lasciare l’auto in garage. Se hai uno scooterone 250 Euro 2 che in 8 km brucia 0,3 litri di benzina, lo stesso.

È ridicolo che chi ha un SUV Euro 4, nei giorni di “blocco” del traffico possa percorrere 100 km in città e chi ha un’utilitaria Euro 3 non possa fare 5 km.

La normativa Euro 4 impone che le vetture emettano meno di 0,08 g di NOx per km, mentre la normativa Euro 3 ha un limite circa due volte più alto. Ma la quantità di NOx emessa nell’aria è proporzionale ai km, quindi sarebbe certamente meglio adottare una sorta di Carbon Tax (o al limite di NOx Tax, se si vuole rimanere aderenti alle normative Euro IV) che imponga che i cittadini possano “consumare” x litri di benzina al giorno a testa o che possano percorrere in auto x km a testa.

Il meccanismo funzionerebbe ancora meglio se prevedesse un premio o un incentivo ai virtuosi. Non è utopia, si potrebbe attuare attraverso un controllo annuo sui consumi. La prova è che alcune assicurazioni già oggi fanno tariffe diverse in base ai km percorsi annualmente.

Un post moralista e illiberale contro i SUV

S.U.V. significa Sport Utility Vehicle.

La parola Sport sta ad indicare che se vuoi guidare tra coline, ruscelli e fango, probabilmente questa è la vettura che fa per te. Ma se hai queste necessità probabilmente avrai già un piccolo Suzuki Vitara con cui divertirti (il SUV poi si sporcherebbe).

La parola Utility spiega che se ti serve spazio per trasportare grondaie da due metri e mezzo, o se devi portare le bici dei bambini in vacanza, questo mezzo è particolarmente utile. Se usi di norma l’auto per queste cose, immagino che avrai già un Renault Kangoo (il SUV poi si rovinerebbe).

Se invece usi l’auto in città per andare al lavoro in ufficio o per andare a cena fuori con la famiglia, ti basta un’utilitaria, una berlina di lusso o un monovolume se proprio hai una famiglia numerosa.

Guidare un SUV in questi contesti comporta solamente:

- occupare una superficie maggiore di asfalto sia in marcia che in posteggio (tradotto significa più traffico e più difficoltà nel trovare parcheggio)

- consumare più carburante rispetto ad ogni altro modello (cioè più inquinamento, più spese per la sanità pubblica, conto più salato dal benzinaio e un contributo all’accelerazione del prezzo del petrolio)

Insomma, se hai un SUV rifletti e vergognati.

Per questo vorrei che venisse introdotto un mega-ultra-super bollo per i SUV (ben più pesante di questo) . Talmente alto da disincentivare l’acquisto e la vendita di massa di questi bisonti.

Quindici anni fa i nostri politici facevano pagare incredibilmente il superbollo a chi aveva l’auto a GPL, oggi sarebbe ora di cambiare rotta in maniera decisa, non solamente a chiacchiere.



E intanto le vendite di SUV volano anche nel 2007.




In Italia si sta male
Si sta bene si sta male
In Italia si sta male
Si sta meglio si sta peggio
Si sta bene anziche' no
In Italia c'è l'amore
Da quando nasce a quando muore
Se sei brutto o se sei bello
Se sei quasi sempre quello
Se sei ricco oppure no

(In Italia si sta bene – Paolo Rossi/Rino Gaetano)

martedì 18 marzo 2008

Summer in rock

Facendo un po' di foresight sui concerti che mi interessano da qui all'estate, mi accorgo che sarà bene iniziare a fare un po' di selezione, soprattutto visti i prezzi.





Alex Britti
lunedì 21 aprile @ Mantova a teatro (17 €)

Jovanotti sabato 10 maggio @ Rimini (32,2 €)

Rage Agains The Machine sabato 14 giugno @ Modena (36,8 €)

Lenny Kravitz domenica 13 luglio @ Pistoia (36,5 €)

R.E.M. lunedì 21 luglio @ Verona (34,5€)

Metallica martedì 22 luglio @ Bologna (63,25 €)

Ben Harper 24 luglio @ Verona e 25 @Arezzo (32 €)


Poi, quasi per caso, scopro che il concerto dei Subsonica a Modena di venerdì 21 marzo è stato spostato a data da definire, se lo spostano nel giorno giusto ci faccio un pensierino.



Jovanotti a Rimini lo do per definitivo, anche perchè mi hanno promesso un weekend al mare annesso. E' in una sorta pacchetto all-inclusive, vincolante per entrambe le parti, proponente e contraente (lo so che leggi, quindi niente scherzi). Poi in fondo Jovanotti mi piace, diciamocelo. E dal vivo ci sa pure fare molto bene.



Gli altri che sentirò sicuramente saranno i RATM (riuniti pare, nella line-up storica). Come per gli Smashing Pumpkins, mi ero sempre rammaricato di non averli potuti sentire live. Mancarli sarebbe dunque una pugnalata a tradimento verso il 14enne che alberga ancora in me, tanto più perchè sono a 30 minuti da casa mia.




Infine, Metallica e R.E.M. se la giocano. Andare ad entrambi i concerti è improponibile (in realtà sono improponibili anche i 63 euro per i Metallica). Occorre valutare meglio*.




Agli altri tanti saluti e arrivederci agli anni a venire, I suppose.




*Addendum: mentre scrivo ragiono e il duello in questo istante lo stanno stravincendo i R.E.M.

domenica 16 marzo 2008

Urban adventures in Spain

Il volo per Saragozza ha due ore di ritardo, un ottimo inizio per il nostro weekend lungo in terra spagnola.

Il giorno prima di partire sappiamo da Terry, l’amica che fa l’Erasmus a Saragozza, che per puro caso, nello stesso nostro weekend, anche un’altra ragazza di Reggio volerà a Saragozza per trovare un’amica in Erasmus lì. “Se vedete una tipa sola e un po’ spaesata in aeroporto, provate a presentarvi” è il suo suggerimento. L’unica ragazza sola che vediamo in aeroporto è una tizia mingherlina che si aggira con una colomba pasquale e con un grande zaino da trekking. Scatta il toto-personaggio, ma non la avviciniamo. Alla fine non era lei la nostra donna.

La vera reggiana la conosciamo venerdì sera ad una cena di amici di amici di amici in comune (perché in Erasmus tutti si conoscono e si vogliono bene) in cui ci troviamo catapultati. A questa cena, a casa di una ragazza che fa veterinaria a Parma, scopro che in quello stesso appartamento dove io stavo mangiando, solo una settimana prima era passato il nostro amico Fillo, sempre studente di veterinaria che ora fa l’Erasmus a Tolosa (Francia). Incredibile, Reggio ci segue ovunque in giro per il mondo.

Finita la cena, dopo mezzanotte, si esce per andare in centro. Mando un sms ad una ragazza di Saragozza conosciuta su Myhappyplanet (prima avevamo dovuto annullare il nostro incontro, previsto per prima di cena, per il ritardo del volo). Sono in centro, stiamo andando al Cucaracha, le scrivo senza troppe pretese. Ci facciamo un paio di giri di shots, poi esco un attimo a prendere aria, perché in Spagna si fuma ancora all’interno dei locali e io ho un’autonomia lì dentro di 20 minuti. Appena esco, mi vede e mi chiede “Alessandro?”. Incredibile, si è presa su alle 2 di notte per venirmi a trovare, fantastica. Io e i miei amici trascorriamo con lei il resto della serata, fino alle 4. Ultra disponibile, accompagna anche me e Albi al nostro ostello.

Il giorno dopo, la Hertz non accetta la mia carta di credito, allora a Bilbao ci si va in pullman (e tanti saluti a San Sebastian). Lo stesso pullman su cui lascerò il mio cellulare. Arrivati a Bilbao, ci imbattiamo in una mega manifestazione femminista (era l’8 marzo) che ha bloccato la città. Tra cartelloni Nosotro mujeres tenemos derecho a decider para el nuestro cuerpo arriviamo al Casco Viejo, dove l’unico ostello libero ci propone una camera da 3 dove aggiungere un quarto letto.

Dopo la doccia mi accorgo di aver perso il cellulare, ma la prendo tutto sommato bene, che tanto il mio cellulare fa pena.

Il giorno dopo, la domenica, ancora in estasi post-Guggenheim, scopriamo che il pullman delle 15.30 che doveva riportarci a Saragozza è completo. Quello delle 16.45 pure. La frase “potevamo prenotare ieri, a pensarci” riecheggia nell’aria. “Ma tanto chi se ne frega, che noi siamo in vacanza al cazzeggio” penso io. Nel frattempo ritrovo il cellulare presso l’ufficio della compagnia dei bus, incredibile. Poi prenotiamo sul pullman che parte alle 20.30 da Bilbao, ma prima decidiamo al volo di andare a Vitoria con un altro bus, tanto si trova sulla strada e il bus per Saragozza passa anche di lì.

A Vitoria non succede nulla, salvo che faccio la figura dell’italiano cabron perché lascio la guida (della biblioteca) in un bar dal quale siamo usciti perché il barista era troppo maleducato. Sono dovuto tornare dentro e farmi insultare in basco, prima di riavere la guida.

In sostanza, questo viaggio è stata una goduria continua e senza sosta. Se proprio vogliamo andare per il sottile, l’unico difetto è che ho mangiato da schifo, costantemente per tutto il viaggio (maledette caramelle gommose).

PS - La tipa della colomba c'era anche sul volo di ritorno. La colomba invece non c'era più.

sabato 15 marzo 2008

Peregrinazioni - Aragona e Paesi Baschi

Con una settimana di ritardo, pubblico le note da turista per caso sulla 4 giorni spagnola. E non finisce qui.


Zaragoza – Venerdì 7 e lunedì 10 marzo

In piena effervescenza per l’expo 2008, si ritrova con un aeroporto e una stazione ferroviaria appena inaugurate e con tanti cantieri aperti che probabilmente non riusciranno a chiudere entro i termini prestabiliti (così si dice). A parte questo di Zaragoza si ricorda per il traffico e il relativo smog, perché è nel deserto (la città più vicina è a 3 ore), per i palazzoni vecchi di almeno 40 anni e per i negozi di caramelle gommose Rincon ad ogni angolo di strada (ci si chiede come facciano gli aragonesi ad essere così in forma)

La vita notturna è uno spasso, almeno per quanto la nostra estudiante Erasmus Teresita ci ha fatto vedere venerdì sera (dare un’occhiata al blog della francese Sophie, album 7 mars)

Da vedere c’è la chiesa della Madonna del Pilar, una chiesa maestosa che architettonicamente ricorda un castello; l’Aljaferia, una fortezza moresca del XI secolo poi occupata dai cristiani, bella ma un po’ “plasticosa”, perché più che una ristrutturazione ha subito una vera e propria riostruzione; La Seo, cattedrale di Zaragoza (non pervenuta, miserere nobis).

Bilbao – Sabato 8 e domenica 9 marzo

A guida del Touring Club la descrive “grigia come tutte le città industriali”. Tutte balle. Basti pensare che la mascotte della città è Puppy, il cagnolino di 13 metri fatto di fiori che si trova all’ingresso del Museo Guggenheim. Bilbao, chiamata amorevolmente “buco di culo” dai suoi abitanti è piccola (sui 250.000 abitanti, ma lo splendido museo Guggenheim, la metro, il ponte di Calatrava e tante altre infrastrutture d’avanguardia danno alla città un respiro internazionale.

Il Casco Viejo (centro storico, dove c’è la movida), quando ci sono stato io era un po’ più smorto di quello di Saragozza, ma forse solo perché il giorno prima c’era stato un attentato dell’ETA a 30 km, o forse perché c’era un branco di femministe incazzate (reduci da una manifestazione per l'8 marzo) che hanno fatto scappare tutti entro le 2 di notte. Da notare che la città era tappezzata di manifesti e volantini che sostenevano l’indipendenza dei Paesi Baschi e che incitavano all’astensionismo nelle elezioni della domenica.

Ah, dimenticavo…il Guggenheim Museum è da giù di testa. Stupefacente mi sembra l’aggettivo più appropriato. Sia come opera architettonica sia per la collezione esposta. Di mio gusto soprattutto il terzo piano, quello dedicato al surrealismo, con opere di Dalì, De Chirico, Magritte e Mirò. Per il resto, mi ha fatto piacere vedere tanti artisti presenti anche alla Collezione Maramotti.

Vitoria – Domenica 9 marzo

Vitoria è la capitale dei Paesi Baschi. Allo stesso modo di Bilbao è ricca e si vede. Ne sono un esempio le 6 scale mobili continuamente in funzione per portare le persone alla parte alta della città. Se Bilbao è tappezzata di manifesti nazionalisti baschi, Vitoria ne è letteralmente invasa, in alcuni casi anche con manifesti piuttosto violenti e inquietanti (salvo poi trovare sul balcone dell’amyuntamiento, cioè del comune, un lenzuolo gigante con la scritta NO ETA).

La cattedrale e la piazza principale erano “fasciate” per lavori di ristrutturazione, peccato. La città è comunque molto bella e ricorda nemmeno troppo vagamente le nostre cittadine medievali della Toscana. Immaginatevi Siena, con le sue vie e i suoi palazzi medievali, con i suoi su e giù, ma un po’ meno magica (senza Piazza del Campo e il duomo): ecco, avrete una fotografia piuttosto fedele del centro storico di Vitoria.

Qui ci sono un po' di foto, quelle pubblicabili senza che nessuno si offenda.

mercoledì 12 marzo 2008

Gita in Spagna - Condizioni al contorno

In Spagna, lo scorso weekend, le elezioni sembravano una pura formalità. La riconferma di Zapatero sembrava più scontata che mai. Mariano Rajoy recitava solo la parte della vittima sacrificale.

Vedere un intero popolo contento del proprio governo è stata un'esperienza inedita per un italiano come me. Di solito in Italia vige l’alternanza ad ogni costo, mentre in Spagna Zapatero ha ottenuto addirittura più seggi che alla scorsa tornata elettorale.

Difficile peraltro dare torto agli spagnoli. Qui in Italia tutti ci ripetono da mesi che la Spagna ci sta superando a livello di PIL, di reddito procapite, e in un sacco di altri indici che piacciono tanto agli analisti. Beh, per quanto visto a Saragozza e nei paesi baschi, le mie impressioni confermano questi dati. E aggiungo che gli spagnoli ci superano anche nella classifica più importante: quella dell’indice di serenità, con il risultato che la gente è mediamente più cordiale e meno arteriosclerotica che in Italia.

Certamente Saragozza, Bilbao e Vitoria non sono un campione indicativo dell’intera Spagna, perché queste sono tre città più ricche della media delle città spagnole. Mi hanno spiegato infatti che i Paesi Baschi vorrebbero l’indipendenza proprio perché sono una regione particolarmente ricca (più che per le tanto sbandierate differenze culturali). A Saragozza invece questo è anno di vacche grasse, in quanto è lì che si svolgerà l’attesissimo Expo internazionale sul tema dell’acqua; per questo motivo stanno rivoltando la città come un guanto, costruendo nuove infrastrutture ad ogni angolo, come per esempio il nuovo aeroporto e la nuova mastodontica stazione ferroviaria 'las Delicias' (tra l’altro ingiustificata per una città di 650.000 abitanti).

L’attentato

Venerdì, appena arrivato in Spagna, mi dicono che l’ETA, a due giorni dalle elezioni, uccide un membro del partito socialista nei Paesi Baschi, proprio dove sarei dovuto andare sabato e domenica.

Solo tornato a casa ho scoperto che Mondragon, la cittadina dell’attentato, si trova a 30 km sia da Bilbao che da Vitoria, le mie due, ultranazionaliste, mete basche.

martedì 4 marzo 2008

Provvidenza

Diciamo che tra lavoro, Milan e una mezza influenza che mi ha aggredito oggi non è stata una gran giornata…l’unico modo per andare a letto sereno è pensare che nel weekend sarò in Spagna.

Venerdì sera prima tappa Saragozza, poi sabato con una Clio della Hertz a noleggio (all’ottimo costo di 72 euro diviso 4 persone) si parte per una due giorni a Vitoria (capitale dei Paesi Baschi) e Bilbao (per vedere l’oceano e il Guggenheim museum). Domenica si torna a dormire a Saragozza e lunedì pomeriggio si torna a casa.

Chiaramente il tutto è in forse. Può essere che all’ultimo Bilbao diventi San Sebastian.

Unico punto d’appoggio: l’amica T. in Erasmus a Saragozza (che poi si dice Zaragoza). Senza auto, senza internet e pare senza soldi sul cellulare.