mercoledì 12 marzo 2008

Gita in Spagna - Condizioni al contorno

In Spagna, lo scorso weekend, le elezioni sembravano una pura formalità. La riconferma di Zapatero sembrava più scontata che mai. Mariano Rajoy recitava solo la parte della vittima sacrificale.

Vedere un intero popolo contento del proprio governo è stata un'esperienza inedita per un italiano come me. Di solito in Italia vige l’alternanza ad ogni costo, mentre in Spagna Zapatero ha ottenuto addirittura più seggi che alla scorsa tornata elettorale.

Difficile peraltro dare torto agli spagnoli. Qui in Italia tutti ci ripetono da mesi che la Spagna ci sta superando a livello di PIL, di reddito procapite, e in un sacco di altri indici che piacciono tanto agli analisti. Beh, per quanto visto a Saragozza e nei paesi baschi, le mie impressioni confermano questi dati. E aggiungo che gli spagnoli ci superano anche nella classifica più importante: quella dell’indice di serenità, con il risultato che la gente è mediamente più cordiale e meno arteriosclerotica che in Italia.

Certamente Saragozza, Bilbao e Vitoria non sono un campione indicativo dell’intera Spagna, perché queste sono tre città più ricche della media delle città spagnole. Mi hanno spiegato infatti che i Paesi Baschi vorrebbero l’indipendenza proprio perché sono una regione particolarmente ricca (più che per le tanto sbandierate differenze culturali). A Saragozza invece questo è anno di vacche grasse, in quanto è lì che si svolgerà l’attesissimo Expo internazionale sul tema dell’acqua; per questo motivo stanno rivoltando la città come un guanto, costruendo nuove infrastrutture ad ogni angolo, come per esempio il nuovo aeroporto e la nuova mastodontica stazione ferroviaria 'las Delicias' (tra l’altro ingiustificata per una città di 650.000 abitanti).

L’attentato

Venerdì, appena arrivato in Spagna, mi dicono che l’ETA, a due giorni dalle elezioni, uccide un membro del partito socialista nei Paesi Baschi, proprio dove sarei dovuto andare sabato e domenica.

Solo tornato a casa ho scoperto che Mondragon, la cittadina dell’attentato, si trova a 30 km sia da Bilbao che da Vitoria, le mie due, ultranazionaliste, mete basche.

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