sabato 15 marzo 2008

Peregrinazioni - Aragona e Paesi Baschi

Con una settimana di ritardo, pubblico le note da turista per caso sulla 4 giorni spagnola. E non finisce qui.


Zaragoza – Venerdì 7 e lunedì 10 marzo

In piena effervescenza per l’expo 2008, si ritrova con un aeroporto e una stazione ferroviaria appena inaugurate e con tanti cantieri aperti che probabilmente non riusciranno a chiudere entro i termini prestabiliti (così si dice). A parte questo di Zaragoza si ricorda per il traffico e il relativo smog, perché è nel deserto (la città più vicina è a 3 ore), per i palazzoni vecchi di almeno 40 anni e per i negozi di caramelle gommose Rincon ad ogni angolo di strada (ci si chiede come facciano gli aragonesi ad essere così in forma)

La vita notturna è uno spasso, almeno per quanto la nostra estudiante Erasmus Teresita ci ha fatto vedere venerdì sera (dare un’occhiata al blog della francese Sophie, album 7 mars)

Da vedere c’è la chiesa della Madonna del Pilar, una chiesa maestosa che architettonicamente ricorda un castello; l’Aljaferia, una fortezza moresca del XI secolo poi occupata dai cristiani, bella ma un po’ “plasticosa”, perché più che una ristrutturazione ha subito una vera e propria riostruzione; La Seo, cattedrale di Zaragoza (non pervenuta, miserere nobis).

Bilbao – Sabato 8 e domenica 9 marzo

A guida del Touring Club la descrive “grigia come tutte le città industriali”. Tutte balle. Basti pensare che la mascotte della città è Puppy, il cagnolino di 13 metri fatto di fiori che si trova all’ingresso del Museo Guggenheim. Bilbao, chiamata amorevolmente “buco di culo” dai suoi abitanti è piccola (sui 250.000 abitanti, ma lo splendido museo Guggenheim, la metro, il ponte di Calatrava e tante altre infrastrutture d’avanguardia danno alla città un respiro internazionale.

Il Casco Viejo (centro storico, dove c’è la movida), quando ci sono stato io era un po’ più smorto di quello di Saragozza, ma forse solo perché il giorno prima c’era stato un attentato dell’ETA a 30 km, o forse perché c’era un branco di femministe incazzate (reduci da una manifestazione per l'8 marzo) che hanno fatto scappare tutti entro le 2 di notte. Da notare che la città era tappezzata di manifesti e volantini che sostenevano l’indipendenza dei Paesi Baschi e che incitavano all’astensionismo nelle elezioni della domenica.

Ah, dimenticavo…il Guggenheim Museum è da giù di testa. Stupefacente mi sembra l’aggettivo più appropriato. Sia come opera architettonica sia per la collezione esposta. Di mio gusto soprattutto il terzo piano, quello dedicato al surrealismo, con opere di Dalì, De Chirico, Magritte e Mirò. Per il resto, mi ha fatto piacere vedere tanti artisti presenti anche alla Collezione Maramotti.

Vitoria – Domenica 9 marzo

Vitoria è la capitale dei Paesi Baschi. Allo stesso modo di Bilbao è ricca e si vede. Ne sono un esempio le 6 scale mobili continuamente in funzione per portare le persone alla parte alta della città. Se Bilbao è tappezzata di manifesti nazionalisti baschi, Vitoria ne è letteralmente invasa, in alcuni casi anche con manifesti piuttosto violenti e inquietanti (salvo poi trovare sul balcone dell’amyuntamiento, cioè del comune, un lenzuolo gigante con la scritta NO ETA).

La cattedrale e la piazza principale erano “fasciate” per lavori di ristrutturazione, peccato. La città è comunque molto bella e ricorda nemmeno troppo vagamente le nostre cittadine medievali della Toscana. Immaginatevi Siena, con le sue vie e i suoi palazzi medievali, con i suoi su e giù, ma un po’ meno magica (senza Piazza del Campo e il duomo): ecco, avrete una fotografia piuttosto fedele del centro storico di Vitoria.

Qui ci sono un po' di foto, quelle pubblicabili senza che nessuno si offenda.

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