martedì 22 aprile 2008

Menefreghista 2.0

Era il primo o forse secondo anno di università quando scoprì l’esistenza dei blog. Non ci diedi molto peso. Li avevo bollati come cagate. Pensavo insomma che tutti i blog fossero tipo il mio.

L’epifania sulle potenzialità dei blog per me arrivò il 12 aprile 2006, che era il giorno dopo le penultime elezioni politiche (quelle della vittoria di Prodi, per capirsi).

Ero al lavoro e l’unico mezzo che avevo per seguire lo spoglio era il web. Peccato che tutti i siti dei quotidiani on-line fossero inevitabilmente piantati. Trafficando in internet trovai finalmente quello che cercavo su Wittgenstein, il blog di Luca Sofri, che commentava (a modo suo) in tempo reale tutti i nuovi dati sulle proiezioni dei risultati.

Rimasi subito colpito da due cose:

1) dal fatto che avevo trovato in un sito personale informazioni che grandi organizzazioni non erano riuscite a darmi

2) dalla facilità con cui si poteva entrare in relazione (seppur indiretta) con persone “famose”

E per famose intendo sia a famose per davvero, sia persone che non sono famose per il grande pubblico ma “che hanno qualcosa da dire” nei loro settori di riferimento.

Se Luca Sofri fu l’epifania, Beppe Caravita fu l’innamoramento. Pochi mesi dopo Wittgenstein infatti scoprii il grintoso blog di Beppe, perché doveva venire a Reggio come moderatore ad un’iniziativa sulle auto ibride che organizzavo e volevo dare un’occhiata al personaggio (azzeccatissimo, tra l’altro).

Beh, tutto questo sproloquio per dire che oggi ho tagliato i feed di Wittgenstein, e che quelli di Beppe non li leggo con attenzione da un mese.

I motivi sono semplici da intuire: troppi aggiornamenti, pochi dei quali realmente interessanti, poco tempo per leggerli, bla bla.

Il punto

Ma il punto non è questo. Il punto è che mi comporto in maniera identica anche nella vita reale, lo so da sempre. Quando trascorro troppo tempo con una certa persona, con cui penso di trovarmi bene, arriva inevitabilmente un punto dove inizia la parabola discendente del rapporto. E’ solo questione di tempo.

Inizio a litigare senza motivo. Metto a fuoco tutti i difetti di quella persona. Non la reggo più così agevolmente. Ho bisogno di aria. Cerco di evadere. Chiedo il time-out. La metto in difficoltà. Divento insopportabile.

Non pensavo che mi sarei trascinato dietro questi atteggiamenti anche sul web, e invece… La differenza sostanziale però è che di grossi danni in internet non dovrei farne. Qua le relazioni si possono veramente accendere e spegnere a proprio piacimento con un click.

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