venerdì 30 maggio 2008

Sconsigli per gli acquisti - Lancia Musa

Ecco 5 buoni motivi per non comprare "il monovolume compatto più venduto in Italia":

1. visuale posteriore è INESISTENTE. Il lunotto è minuscolo e soprattutto è posizionato troppo in alto. Se c'è un ostacolo a media altezza state sicuri di centrarlo. In caso di manovra in retromarcia, chiudere gli occhi e sperare.


2. La pedaliera. Che incubo! Il pedale dell'acceleratore e quello del freno sono praticamente attaccati l'uno all'altro. Chi ha un numero di scarpe superiore al 37 è sicuro che in fase di rilascio dell'acceleratore toccherà involontariamente il pedale del freno (fastidiosissimo!!!). Questa è la dimostrazione che la Musa è una macchina progettata da un branco di designer figehtte per autiste fighette. Inoltre hanno avuto la grande idea di fare un passaruote obliquo, giusto per non far stare troppo comodo il guidatore.

3. Visuale anteriore sui lati limitata. I montanti del parabrezza sono (inspiegabilmente) giganteschi e coprono un angolo di visuale troppo elevato.Difficilissimo uscire da un vicolo e sbirciare sui lati.

4. La colonna del cambio, che si erge nel mezzo dell'abitacolo, è enorme. Ergo occorre guidare con le gambucce stratte strette per non sbatterci contro (d'altronde è una macchina da fighette...).

5. Non danno in dotazione Carla Bruni insieme alla vetura. Peccato.

Comunque, se proprio decidete di comprare una macchina di questo tipo, consiglio la Fiat Idea. Il motore è lo stesso, la carrozzeria all'80% è la stessa (le producono in Polonia nello stesso stabilimento), è meno fighetta e, soprattutto, costa meno.

giovedì 29 maggio 2008

Centauro

Oggi mi fermo in scuola guida.

Obiettivo: la patente per la moto.
I tempi sono maturi.

Amen

venerdì 23 maggio 2008

Il soldatino Angelino



Prima di questo governo in pochissimi avevano sentito parlare di Angelino Alfano, il nuovo ministro della Giustizia. Il più giovane ministro della Giustizia della storia della repubblica.



Io invece un ricordo ce l'ho, e molto nitido.



Era il maggio 2005, il giorno dopo la disfatta del centro destra nelle elezioni regionali, quando 12 regioni su 14 finirono al centrosinistra.



Io facevo zapping e come sempre mi fermai un po' anche nel salotto di Bruno Vespa, per tributare al programma un giusto e doveroso carico di insulti.
Durante tutta quella giornata, postapocalittica per il centrodestra, nessun dirigente di riferimento di Forza Italia, di AN o della Lega, si era fatto vedere in giro.



Sulle bianche poltrone di Vespa, invece, Forza Italia qualcuno mandò. E chi fu il prescelto di Silvio, l'agnello sacrificale che doveva farsi sgozzare in diretta tv?
Ma sì, proprio lui, il fedele Angelino, che a distanza di qualche anno ha raccolto i frutti di quella serata di passione.



Ricordo ancora che quella sera guardando con un amico questo ragazzone siciliano che, poveraccio, non sapeva cosa dire, ribattezzammo Angelino "L'Uomo Pesce".
Un po' per l'espressione sveglia che madre natura ha deciso di regalare al suo faccione, un po' perchè non ce la faceva a mettere insieme una frase di senso compiuto, con di fronte tutto il centrosinistra che lo prendeva per il culo.



Auguri Uomo Pesce, e magari non baciare più mafiosi, che non sta bene una volta che si è diventati Ministri della Giustizia.

lunedì 19 maggio 2008

Agusta Westland & me

Giovedì scorso sono stato a visitare Agusta Westland. L’azienda di Varese leader mondiale nella progettazione e produzione di elicotteri. Quella che per capirci fa gli elicotteri per il presidente degli Stati Uniti.

Mi hanno spiegato le caratteristiche delle trasmissioni delle pale degli elicotteri (che sono il vero cuore mezzo), sono entrato in elicotteri in linea di assemblaggio e ho toccato con mano decine di elicotteri finiti. Da quello di un riccone svizzero, con i pomelli in oro, fino a quello dei vigili del fuoco. Tutte cose abbastanza curiose, insomma.

Ma la cosa più interessante è stato conoscere la storia di questa azienda. Una storia che si porta dentro delle lezioni fondamentali, che tutti dovrebbero imparare.

Dal ’91 a oggi

Nel ’91 l’azienda era in amministrazione controllata, sull’orlo del fallimento. Oggi è la numero uno al mondo nel suo settore.

Nel ’91 Agusta aveva 9000 dipendenti e produceva un fatturato di 350 milioni di euro, un disastro, in sintesi. Dopo Mani Pulite per la prima volta arrivò a capo dell'azienda un amministratore delegato "tecnico". Fu così che in quegli anni partì una ristrutturazione globale dell’azienda che portò a una drastica riduzione del personale, a causa della pesante situazione di crisi. In un anno ci furono addirittura 2800 licenziamenti (incredibilmente senza un giorno di sciopero).

Nel 1999 arrivarono ad avere 5000 dipendenti per un fatturato di 1200 milioni di euro

Oggi Agusta ha un fatturato di 3000 milioni di euro, con margini operativi incredibilmente alti.

Come è stata possibile una crescita così fulminante?

Fu possibile perché i dirigenti che ristrutturarono l’azienda negli anni difficili a cavallo del ’95 decisero di puntare sul reparto di ricerca e sviluppo. Non a parole ma con i fatti. Così, mentre tutti gli uffici dell'azienda soffrivano e subivano ridimensionamenti, la R&D fu l'unico reparto che venne mantenuto stabile, costantemente sulle 900 unità circa. Il che fu una bella scommessa per un'impresa che ha ridotto il personale del 45%.

Tale decisione, apparentemente azzardata, nasce da una considerazione ben precisa. I tempi di sviluppo di un nuovo prototipo in elicotteristica sono infatti lunghissimi (si parla di un time to market di 8-9 anni). Se non altro però, un elicottero ha poi una vita media e un tempo di obsolescenza dei modelli molto alti (anche 40 anni). Quindi possiamo dire che l'attuale successo mondiale di Agusta è in gran parte frutto di quegli anni difficili, durante i quali l'azienda ha rischiato le penne. Chapeau.

Con un filo di retorica, possiamo dire che per Agusta "la miglior difesa è stata l'attacco".

Il futuro

Ho sempre ritenuto che vision, mission & co. fossero cose poco serie, utili solo a riempire brochure aziendali e powerpoint. Ma Agusta è riuscita quasi a farmi cambiare idea. Ha una vision fulminante:
By investing in new products and partnerships, AgustaWestland is focusing on its strategic vision of being synonymous with helicopters and vertical lift.
Vogliono diventare "sinonimo di elicottero e volo verticale". Una cosa da niente.

A parte questo, per i prossimi anni Agusta sconvolgerà l’idea stessa di elicottero con qualche fuoco d’artificio. Per esempio, abituatevi all'idea di vedere in giro per i cieli robe come queste (li chiamano convertiplani):






Il dopoguerra

Un'ultima chicca: Agusta iniziò a costruire moto quasi per caso. Dopo sconfitta nella seconda guerra mondiale in Italia non si potevano più costruire velivoli, quindi tutte le aziende aeronautiche convertirono la propria produzione chi sugli elettrodomestici, chi sulla meccanica agricola, chi su altro ancora.

Fu così che Agusta si buttò sulle moto (e Giacomo Agostini ringrazia ancora).

domenica 11 maggio 2008

Brevi ma intense dall'Irlanda

Qui ho lasciato la storiella del mio viaggio in Irlanda, nella speranza che qualcuno possa trarre qualche consiglio utile dal racconto dei miei 1400 km in auto in 4 giorni e dei 3 giorni seguenti passati a Dublino e dintorni. Diciamo che l'ho fatto per un senso di dovere, dopo tutte le volte che io ho succhiato informazioni da Turisti per caso.



Su questo blog invece scriverò le solite cazzate che fregano a me.



Tipo queste inutili perle sull'Irlanda:
  • Forse l’Irlanda è un Paese più bigotto dell’Italia.
  • Hanno introdotto il divorzio nel 1995
  • L’aborto è vietato per legge.
  • I prezzi di alcolici e tabacco sono volutamente altissimi. Ma come deterrente non funziona molto.
  • La sanità è privatizzata. Quando vai là in vacanza ti conviene pregare.
  • Gli irlandesi sono un popolo che è sempre stato preso a sberle da tutti. Romani, normanni e inglesi.
  • In Irlanda ci sono fondamentalmente 3 cose: mucche, pecore e prati.
  • Peccato che il 90% degli irlandesi non sia in grado di cucinare decentemente tutta quella carne che si ritrova.
  • In alcuni monasteri i monaci avevano l’imposizione di “limitarsi” a un gallone (4,55 litri) di birra a testa al giorno. In altri monasteri invece, potevano bere finché volevano, ma dovevano rimanere sempre in grado di recitare i salmi ben scanditi.
Fine primo tempo



Ringrazio calorosamente la coppia di giovani emigranti reggiani che mi ha ospitato come un fratello in quel di Dublino, a suon di crepes, di buona musica e di tanta simpatia. Questo è il loro blog, dove si può trovare anche un simpatico video, che sembra tratto da Silent Hill, con me medesimo come guest star.



Secondo Tempo

  • A Dublino c'è puzza di gomma bruciata.
  • A Dublino c’è una concentrazione di belle donne spaventosa, mentre nel resto dell’isola le donne sono veramente brutte.
  • A Dublino c’è un boom economico notevole che dura dall’inizio degli anni ‘90, perché moltissime multinazionali hanno stabilito lì il loro headquarter europeo (si parla inglese ma i costi sono più contenuti che in UK). L’economia del resto dell’Irlanda è basata sulla vendita di manzo.
  • Dublino non ha niente a che fare con il resto d'Irlanda.
  • Tutti vi diranno che Dublino è cara e che in Irlanda piove tutti i giorni. Io sono stato immune a queste due profezie di sventura.

venerdì 9 maggio 2008

Gli ultimi saranno i primi

Prima del volo, in aeroporto, scatta sempre il momento in cui si vedono frotte di persone scattare in piedi all'unisono per mettersi in fila davanti al gate d'imbarco.

Di solito io mi alzo, do un occhiata all'inizio della fila e noto che in realtà nessuno si sta imbarcando, perché l'hostess non è ancora arrivata al desk.



Bravi pirla.



Capita allora sempre che entro in aereo per ultimo e mi siedo all'interno, verso il corridoio, in uno dei pochi posti liberi.


All'atterraggio, nuovo delirio collettivo, tutti in piedi nei primi 4 secondi dopo l'atterraggio. Quelli seduti dalla parte dei finestrini (sempre loro, quelli che hanno vinto la gara per imbarcarsi per primi), scalpitano e smaniano. Non ce la fanno ad aspettare. I più educati chiedono di poter passare verso il corridoio, gli altri ti passano sopra direttamente. Unico risultato ottenuto: l'aeromobile intasato.



Cazzi vostri, io resto seduto.



Scendo per ultimo dall'aereo. Come conseguenza salgo per ultimo sul pullman che ci porta in aeroporto.
E guarda un po' che succede? Sono il primo a scendere dal pullman e il primo a passare dalla dogana.



Ma chi se lo aspettava, eh?

giovedì 8 maggio 2008

This cocktail makes Bugaz drunk

  • 46,8% di Centro Destra alle elezioni politiche 2008

  • 8 giorni immerso in un paese civile (Irlanda)

  • 5 adolescenti che uccidono un ragazzo per fanatismo a 100 km da casa mia

  • 10 minuti di un agghiacciantevideo di Matrix (è la parte 1, se non si dovesse collegare subito al video giusto) sull'ignoranza degli studenti italiani

  • una spruzzatina di Gino Strada ascoltato al Fuori Orario


Neanche due margaritas di fila mi stendono così.