venerdì 9 maggio 2008

Gli ultimi saranno i primi

Prima del volo, in aeroporto, scatta sempre il momento in cui si vedono frotte di persone scattare in piedi all'unisono per mettersi in fila davanti al gate d'imbarco.

Di solito io mi alzo, do un occhiata all'inizio della fila e noto che in realtà nessuno si sta imbarcando, perché l'hostess non è ancora arrivata al desk.



Bravi pirla.



Capita allora sempre che entro in aereo per ultimo e mi siedo all'interno, verso il corridoio, in uno dei pochi posti liberi.


All'atterraggio, nuovo delirio collettivo, tutti in piedi nei primi 4 secondi dopo l'atterraggio. Quelli seduti dalla parte dei finestrini (sempre loro, quelli che hanno vinto la gara per imbarcarsi per primi), scalpitano e smaniano. Non ce la fanno ad aspettare. I più educati chiedono di poter passare verso il corridoio, gli altri ti passano sopra direttamente. Unico risultato ottenuto: l'aeromobile intasato.



Cazzi vostri, io resto seduto.



Scendo per ultimo dall'aereo. Come conseguenza salgo per ultimo sul pullman che ci porta in aeroporto.
E guarda un po' che succede? Sono il primo a scendere dal pullman e il primo a passare dalla dogana.



Ma chi se lo aspettava, eh?

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