mercoledì 4 giugno 2008

0:0 = indeterminato - Ovvero della vittoria dei fatti sulla filosofia e della scelta di lasciare l'università dopo il triennio

Ecco l'ennesimo post in ritardo, precisamente di 11 giorni. L'ennesimo post che rischiava di rimanere mai scritto, l'ennesimo post che comunque, anche se pubblicato, ha superato la data di scadenza.

Era il 12 luglio 2005 quando mi proclamarono dottore in Ingegneria della Gestione Industriale. Si tratta di laurea breve, ma pur sempre dottore sono. A quel tempo ero giovane e sprovveduto.

Oggi sono passati 3 anni e 11 giorni da quella data e mi ritrovo vecchio e sprovveduto.

Ma obiettivamente con molti più soldi in tasca. Affermazione, questa, che mi aiuta ad introdurre la questione che volevo raggiungere.

Domanda: ho fatto bene a fermarmi dopo la laurea triennale?
Risposta: questa è una domanda del cavolo. Non lo so e non lo saprò mai. E' come chiedere il risultato di 0:0.

Domanda riformulata: sono soddisfatto di come sono andate le cose dopo aver deciso di lasciare gli studi?
Risposta: Sì, assolutamente. E se tornassi indietro rifarei le stesse identiche scelte.

La voglia di studiare non era un problema particolare. Me la sono sempre cavata sotto quel punto di vista.
La molla scatenante è stata la voglia di indipendenza. Non a caso sono stato assunto il 4 luglio, giorno dell'indipendenza degli USA e mia (ben 8 giorni prima della laurea, sottolineo).

E quando parlo di indipendenza non mi riferisco solo a quella economica (fondamentale), ma anche a quella culturale. Stando in Università l'ingegneritudine infatti cresce dentro di te come un verme solitario, non ci puoi fare niente. Ti ritrovi in corridoi grigi e cupi a parlare solamente di esami, di professori, di dimostrazioni, di formule, di tesi e di altre cose ancora meno interessanti, e nel frattempo anche tu ti ritrovi più grigio e più cupo.
Altri due anni di grigiore erano il prezzo da pagare per diventare ingegnere intero. Oggi sono mezzo ingegnere, ma con un po' di colorito.

Ritornando al vile denaro, pur non essendo io un suo fan, devo ammettere che grazie a lui in questi 3 anni di lavoro mi sono permesso investimenti, viaggi e piccoli sfizi che da studente avrei solamente potuto sognare di notte.

E i weekends liberi, dove li mettiamo!??! Per uno studente di ingegneria non esistono vere pause libere da pensieri. C'è sempre l'esame che aleggia, vicino o lontano.

Questi sono i lati positivi della mia scelta.
Di lati negativi, obiettivamente (e probabilmente un po' ostinatamente), non ne vedo. Vedo molte domande senza una risposta definita, ma non trovo nessun elemento certo contro la mia scelta di abbandonare l'Università dopo il triennio.

Per esempio, se avessi continuato, avrei trovato un lavoro in grado di darmi più soddisfazioni? La risposta è 0:0.
Avrei studiato cose eccezionalmente intressanti durante la specialistica? 0:0
Avrei fatto conoscenze importanti per la mia vita futura? 0:0
A fine carriera avrei guadagnato più denaro? 0:0
Sarei stato più felice? 0:0

Tutte domande inutili e mal poste a cui non ho voglia di rispondere.

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