mercoledì 17 settembre 2008

Volevo leggere Lansdale

L'altroieri entro in biblioteca pensando solamente ad un obiettivo: leggere il mio primo libro di Joe Lansdale, uno scrittore che mi affascina da mesi.

Ma capita che a fine agosto, in Portogallo, conosco un ragazzo di Milano che mi fa ascoltare 2 canzoni degli Offlaga Disco Pax, il gruppo reggiano dove suona il commesso del negozio di musica a 200 metri da dove lavoro. Sono bravissimi. Mi sento cretino, perchè ne avevo sentito parlare, eppure non me li ero mai cagati nemmeno di striscio.

Capita che torno dal Portogallo il giorno prima del loro concerto alla Festa dell'Unità. Sono rimasto così colpito dal gruppo che il mattino prima del concerto compro un loro cd (il secondo, Bachelite) per non arrivare al completamente digiuno all'evento.

Capita che il concerto mi piace così tanto che decido di supportare fino in fondo questo gruppo reggiano, e mi compro anche il loro primo disco (Socialismo tascabile, 2005) al banchetto che c'è nell'arena. Per un totale di quindici più tredici, ventotto euro in dischi in mezza giornata. Roba che fino a Natale più niente.

Capita che però non riesco mai ad ascoltare questo loro primo disco fino in fondo. Situazione tipica per molti, immagino. Quando hai un nuovo cd che non conosci lo ascolti molte volte, ma quasi sempre dall'inizio. Poi c'è sempre qualcosa per cui ti tocca interrompere l'ascolto, così le ultime tracce rimangono ignote per settimane.

Capita che gli ultimi due pezzi li riesco ad ascoltare solamente lunedì sera, a 19 giorni dall'acquisto. Giusto la sera prima di andare in biblioteca.

E capita che la penultima traccia, Piccola Pietroburgo, parli del “paese dove è nata Orietta Berti”. Che notoriamente vive a Montecchio con la famiglia piena di nomi che iniziano con la O, ma che scopro essere nata a Cavriago.

E capita così che mi si accende una spia in testa, che proprio non mi si spegne fino a quando non prendo sonno. Come è possibile che in un buco di culo come la provincia di Reggio siano nati Ligabue, Zucchero, i Nomadi, i CCCP e tutti gli altri gruppi di Giovanni Lindo Fa i Rutti, I Giardini di Mirò, Benny Benassi e gli Offlaga Disco Pax? E già che ci siamo ci mettiamo dentro anche Orietta Berti, Iva Zanicchi e Demo Morselli.

Se qualcuno si prendesse la briga di calcolare il numero di dischi venduti da artisti reggiani e di rapportarli al numero di abitanti della provincia, sono pronto a scommettere che abbiamo il valore più alto d’Italia. E se si scoprisse che è il più alto d’Europa non mi meraviglierei poi molto (indagherò).

Ecco, questa la doverosa e breve premessa. Ora arrivo al punto.

Capita che ieri in biblioteca, dopo aver diligentemente preso in prestito un libro di Lansdale (Una Stagione Selvaggia, per la cronaca), mentre vado verso l'uscita l'occhio mi cade sui volumi in vetrina, dove vedo un libricino di Gianluca Morozzi. L'Emilia o la dura legge della musica, si chiama.

Lo prendo in mano e sul retro di copertina ci trovo scritto:
Francesco Guccini ha detto: “Spesso mi chiedono se c'è un motivo per cui in questa zona nascano molti cantanti e musicisti. Ognuno ha la sua teoria. Lucio Dalla sostiene che è merito della via Emilia, che lega tutte le città che attraversa, creando un’unica metropoli che va da Piacenza a Rimini. Io penso invece che c’entri la civiltà contadina, dove storicamente si canta molto. Ognuno di noi è cresciuto in famiglie canterine, con la passione per la musica e l’ascolto.”
Non provate un fastidio incredibile, quando vi arrovellate per esprimere un concetto e poi arriva quello più bravo che vi spiega le cose in mezzo minuto?
Ecco, di fronte alla perfezione dell'ingranaggio cosmico che mi ha condotto fino a questo libro, non mi resta che inchinarmi.

Tanti saluti Lansdale. Ci si rivede tra un paio di settimane come minimo.



2 commenti:

joshuavox ha detto...

Bella riflessione, assolutamente vera in effetti.
Certo noi abbiamo Giovanni Scialpi, ma magari questo è meglio tenerlo nascosto :P
Sono veramente tanti i "nomi" che provengono da Reggio. Non sapevo di Benny Benassi (non che sia un grande fan, ma qualcosa ho di lui) e i GDM li collocavo in Emilia ma non ricordavo dove precisamente.
E dell'Orietta lo sapevo, che era nata a Cavriago ma abita a Montecchio. Cioè io una volta ho pure visto un suo concerto al parco Enza di Montecchio, a una vecchia festa dell'Unità. Tu chiamale se vuoi emozioni ecco :D
Vabbè, chiudo.

Bugaz ha detto...

i Giardini di Mirò sono proprio di Cavriago.

Poi ci sono personaggi che ho volutamente lasciato fuori come Jenny B, Andrea Griminelli e i Julie's Haircut, che scavallano tra Reggio e Sassuolo.

Comunque, ripensando al rapporto (dischi di artisti locali/popolazione locale), stavo valutando stamattina che forse Liverpool ci batte, eh...

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