giovedì 30 ottobre 2008

L'annoso problema dei moduli predisposti alla cazzo di cane

Se vi capita di compilare un modulo cartaceo (che si tratti di un modulo per l'iscrizione in palestra, per ordinare un bonifico in banca, per iscriversi al torneo di calcio balilla in parrocchia o per chiedere un preventivo per far sterilizzare la gatta non c'è differenza), nel 90% vi troverete di fronte ad una irritante seccatura.

Lo spazio dedicato all'inserimento dell'indirizzo email è quasi sempre minuscolo. Spesso è uguale allo spazio lasciato per inserire i numeri di telefono e fax.

E' una roba che mi manda in oca*.

Perchè chi è sfigato come me e ha un indirizzo email di 31 caratteri (sul lavoro pure peggio, 36) deve slogarsi il polso ogni volta che deve compilare uno stupido modulo?

Cosa ci vuole ad allungare lo spazio per l'inserimento dedicato agli indirizzi email? Ve lo dico io, un minimo di intelligenza. Ecco cosa ci vuole.

Occorre far partire una crociata contro questi moduli preparati da gente poco sveglia (un esempio a caso qui).

Siamo nel 2008, eccheccavolo!

* Mi fa incazzare, per i non reggiani


martedì 21 ottobre 2008

Arci pigliatutto

Notizia di un paio di giorni fa: a inizio novembre a Reggio riapre il cinema Alcorso in centro storico. La gestione della sala sarà dell'amministrazione comunale per qualche mese, poi a gennaio dovrebbe esserci un bando di gara per designare i nuovi gestori.

Notizia di oggi: chiude il cinema Cristallo, gestito da anni dall'Arci.

Non ci vuole molto a indovinare chi sarà il vincitore del bando per la gestione del nuovo cinema, che sarà l'unico di tutto il centro storico di Reggio Emilia.

Che l'Arci abbia gestito il Cristallo in una maniera ai limiti della decenza, beh, conta poco.
Se tra i pretendenti c'è poi anche un gruppo di giovani che è riuscito a far andare bene ben due cinema in questi anni di crisi, dimostrando una capacità decisamente superiore di quella dell'Arci, questo conta ancora meno.
In questi casi, di solito, basta scrivere per benino il bando inserendo qualche vincolo formale per far rimanere in gara solo i concorrenti graditi (cioè uno).

domenica 19 ottobre 2008

Un carroarmato di rock per me

Ieri sera mi sono ricordato perchè non andavo al Calamita da 4 anni.

Ha un'acustica che definire penosa (nel senso di pene) è un complimento. E per un locale di musica dal vivo non è proprio un fattore secondario.

In più ci aggiungiamo che il concerto è iniziato alle 23.50 e che i volumi erano talmente alti che occorreva stare ad almeno 4-5 metri dalle casse (in un locale che sarà lungo una dozzina di metri) per finire la serata con entrambi i timpani integri.

Insomma, più che un concerto, una sofferenza.

Nonostante tutto, però, Il Teatro degli Orrori sono veramente forti.


venerdì 17 ottobre 2008

La finanza islamica

Come insegnano gli Offlaga, i regimi, più che con i carrarmati, si impongono con i dollari e gli euro.

Qualche mese fa, su Nova24 (il settimanale del sole24Ore che parla di innovazione a 360°), c'era questo maxi dossier che parlava degli scenari economico-sociali-ambientali previsti per il 2020. Lo speciale era frutto di un'intervista a non so quale guru americano dello sviluppo sostenibile (da qualche parte dovrei anche avere conservato il paginone, boh... magari lo cerco).

Le informazioni presentate erano tutte interessanti, a partire da quelle sul futuro delle energie rinnovabili. Ma le uniche previsioni che veramente mi colpirono furono due.

1) La fine del pesce
Stiamo rastrellando i banchi di pesce degli oceani, le attività dei pescherecci diventeranno presto antieconomiche, con buona pace di capitan findus e dei dietologi che dicono di aumentare il pesce nella nostra dieta.

Ok, ma questo non era l'argomento del post.
L'argomento voleva essere:

2) Le regole di finanza islamica saranno lo standard
Cioè gli sceicchi, dopo essersi arricchiti con il petrolio, ci comprano. E pretenderanno di utilizzare le loro regole.
La principale regola della finanza islamica: non ci sono gli interessi. Ma questa è solo la più semplice e riduttiva.

Per chi è interessato a quello che ci aspetta, un paio di letture consigliate, semplici semplici giusto per partire, sono questa e questa.

Prima di allarmarsi e iniziare a urlare "Mamma li turchi", magari è bene informarsi. E forse in molti comprenderanno che alcune delle regole della finanza islamica in questa fase diventano necessarie e che spesso fanno riferimento nient'altro che al buon senso. E si accorgeranno che noi certe norme non le applichiamo più solo perchè quello (il buon senso) l'abbiamo perso di vista da un bel pezzo.

Certo che il parallelismo arabi-terroristi che il buon George ci ha ripetuto per anni non faciliterà questa fase.

venerdì 10 ottobre 2008

L'inizio della fine - L'Islanda sta fallendo

I Tg non ne parlano, ma l'Islanda sta fallendo.

L'Islanda è un paese di 320.000 abitanti, con un Pil di 12 miliardi di dollari.
Robetta, insomma, guardando i numeri.

E' come se fosse in bancarotta una provincia come Sassari. Basterebbe annetterla all'Italia e non ce ne accorgeremmo neanche, una provincia in rosso in più non ci farebbe un baffo, a noi che siamo abituati a gestirne a manciate.

Scherzi a parte, la storia di questo piccolo Paese, implica una serie di conseguenze che riguardano tutto il mondo. Potrebbe essere la prima falla di una diga costruita male. L o credo davvero.

Islanda, l'ex paese più vivibile del mondo
Un anno fa l'Islanda era considerato il paese dove si viveva meglio.
Questo non significa (necessariamente) che se la prima in classifica sta crollando presto toccherà anche a tutte le altre. Ma è un segno abbastanza perentorio del fatto che il modello economico occidentale, dove si scambia il benessere con l'opulenza, non è sostenibile.

Un'economia piccola come quella islandese è sicuramente più semplice da mandare in crisi. Lì basta che fallisca una banca (ne avranno due...) e una delle principali imprese (ne avranno 20), che praticamente il 50% del Pil va a farsi benedire.
Altrove c'è sicuramente più margine di manovra, ma bisogna iniziare a farle certe manovre, che piacciano o no (e qui rimandiamo la discussione, che è meglio).
Perchè se saranno i giganti a crollare, il tonfo sarà ben più violento.

Yankee go home?
In aiuto dell'Islanda si è proposta la Russia, che è adata in soccorso dell'economia dell'isola con 4 miliardi di euro.
A prima vista non sembrerebbe una notizia sensazionale. Invece lo è.

Perchè l'Islanda è uno dei pochi Stati senza esercito (probabilmente il più strategico per posizione geografica e importanza economica, insieme a Panama), e fino ad oggi affidava la propria difesa all'esercito degli Stati Uniti, pagando una sorta di canone annuo.
L'alleato storico dell'Islanda, insomma, sono gli stati Uniti. Anche se forse sarebbe meglio iniziare a dire erano.

Una nazione minuscola, strategica per il controllo dell'Artico, amica degli States, soccorsa dalla Russia. Ditemi voi se non vi pare una notizia questa (anche se certo non può competere con la rivista Gusto del TG5).

Dopo l'attacco della Georgia e dopo l'aver piantato una bandiera russa sul fondale dell'Artico, questo è il terzo grande schiaffo che la Russia dà agli USA in pochi mesi.

E tra non molto, con la Groenlandia che diventerà indipendente, non mi meraviglierei di vedere nuovamente lo zampino russo spuntare.

Segnali piuttosto chiari: la Russia non si sente intimorita. E hanno una ragione fottuta a crederlo, loro che possono lasciare dall'oggi al domani l'Europa senza metano.

Per oggi ho finito,
buona Apocalisse a tutti!

mercoledì 8 ottobre 2008

Bologna brucia


Oggi a Bologna, per puro caso, mi sono trovato in Piazzetta Marco Biagi.
Era la prima volta che passavo di lì.

Tornando in stazione, ho trovato il solito orologio che segna le 10.25 e il solito squarcio sulla parete della sala d'attesa.

Il tutto, scopro stasera, mentre concedevano la libertà condizionata a Francesca Mambro.

Il giudice può anche avere fatto la scelta più corretta possibile, non lo metto in dubbio perchè non conosco la vicenda.
L'unica cosa certa è che ai parenti delle vittime (quelli che sono rimasti, verrebbe da dire), a 28 anni dalla strage, non è il caso di andare a dire che il tempo sistema le cose.

martedì 7 ottobre 2008

Perseveranza

C'è una persona che conosco da anni che ho sempre considerato viziata, egoista e xenofoba.

Un giorno, la vidi accostare con la sua auto lussuosa in mezzo alla strada. Eravamo in periodo natalizio.
Scese con un panettone in mano e lo lasciò a un mendicante che chiedeva l'elemosina alla colonna di un semaforo.

Oggi la mia opinione su quella persona non è cambiata nemmeno un po'. E che io abbia ragione o che mi stia sbagliando, non ha molta importanza.
L'unica cosa che conta davvero è l'odiosa etichetta che le ho appiccicato in fronte, ben visibile.

Per non confondermi, che non si sa mai.

sabato 4 ottobre 2008

Vrrrooooommm!

Stamattina ho preso la patente per guidare la moto.
Si chiama patente A3, per la precisione. In gergo patente per moto superiori.

L'esaminatore era Rizziello, il più fetente di tutta la motorizzazione. Un meridionale che va in giro con la camicia aperta sul petto anche a dicembre. Che come auto ha una Subaru ribassata con i cerchi dorati. Che fuma un pacchetto in mezza giornata. Che sfotte chiunque, di continuo. E, soprattutto, che agli esami sega più di un falegname. Uno molto simpatico agli esaminandi, insomma.

Talmente gustoso che, si racconta, una sera a Sassuolo, all'uscita da una pizzeria, abbia trovato la sua auto in fiamme. Ricordino di qualche camionista a cui non ha passato il camion alla revisione, o questo almeno vuole la leggenda urbana.

Mister Simpatia mi aveva già bocciato all'esame per la patente auto. E aveva ragione lui, all'epoca.

Oggi se fossi stato al suo posto mi sarei bocciato, forse. Lui invece mi ha promosso.

2-0 per lui, si potrebbe dire. Mai stato così felice di perdere.


venerdì 3 ottobre 2008

Va bene così come viene

Ingegneria a Reggio funziona, ci mancherebbe. E’ una facoltà che serve, le aziende fagocitano ingegneri e i docenti sono mediamente di buon livello. I ragazzi escono piuttosto preparati e bla bla bla.

Però…

Però, perché guardando il manifesto degli studi di Ingegneria Gestionale – anno accademico 2008/09 – devo vedere che il corso di Gestione dell’innovazione vale 6 crediti, come quello di Scienze delle costruzioni?

Il rapporto tra ore studiate per il primo e per il secondo esame, come ben sa ogni studente che ha superato quei due esami, è circa di 1 a 15. Stiamo affondando a piene mani nel ridicolo.

Quello è solo il caso più eclatante. Ce ne sarebbero almeno altri 5-6 analoghi. Sistemi organizzativi (gran bell’esame), per esempio, che vale 6 crediti come Fisica tecnica (l’inferno). Qui si può parlare di un rapporto di studio 1 a 10.

Sono cose che si potrebbero correggere in 10 minuti, penso. Per di più senza dare fastidio a nessuno.

E ora, il pezzo forte.

L'inglese
Circa un anno e mezzo fa partecipai ad una riunione che doveva servire ai coordinatori dei corsi di laurea per recepire i suggerimenti e le esigenze formative del mondo delle imprese. Ricordo che c’era anche una sorta di valutatore della CRUI, quindi non ci andai giù molto pesante, anche perché obiettivamente, la Facoltà gira e i rapporti con loro sono buonissimi.

Più che altro mi impuntai sull’inglese. Un ingegnere, soprattutto un gestionale, senza inglese, nel 2008, è monco. Vorrei bagni di sangue agli esami di inglese. Invece diciamo che è un esame un po’ troppo tranquillo.

Sei mesi fa circa ci fu un’altra di queste riunioni. Stavolta qualche pezzo grosso dell’Università riuscì a coinvolgere direttamente la regina degli imprenditori emiliano-romagnoli, ossia proprio A.A. in persona, che il giorno prima di partecipare mi incontrò, giusto per uno scambio di battute e per raccogliere qualche spunto. Non cambiai le mie argomentazioni: inglese, inglese, inglese.

Lì per lì mi sembrava anche di fare un servizio all’Università: voglio dire, ti do un suggerimento che ti fa crescere il valore del tuo corso, che ti cambia poco a livello organizzativo, che ti farebbe avere quel quid in più rispetto a Parma e che per di più è gratis. Che vuoi di più?

La risposta
Oggi leggo la risposta della Facoltà direttamente dal manifesto degli studi 2008/09.

I 24 esami obbligatori del Corso di Laurea in Ingegneria della Gestione Industriale valgono tutti 6 crediti, tranne uno.

Inglese, infatti, ne vale 3.

P.S. amaro – Se qualcuno se lo chiede: no. Non sono previsti esami di inglese nel corso di laurea specialistica.