venerdì 10 ottobre 2008

L'inizio della fine - L'Islanda sta fallendo

I Tg non ne parlano, ma l'Islanda sta fallendo.

L'Islanda è un paese di 320.000 abitanti, con un Pil di 12 miliardi di dollari.
Robetta, insomma, guardando i numeri.

E' come se fosse in bancarotta una provincia come Sassari. Basterebbe annetterla all'Italia e non ce ne accorgeremmo neanche, una provincia in rosso in più non ci farebbe un baffo, a noi che siamo abituati a gestirne a manciate.

Scherzi a parte, la storia di questo piccolo Paese, implica una serie di conseguenze che riguardano tutto il mondo. Potrebbe essere la prima falla di una diga costruita male. L o credo davvero.

Islanda, l'ex paese più vivibile del mondo
Un anno fa l'Islanda era considerato il paese dove si viveva meglio.
Questo non significa (necessariamente) che se la prima in classifica sta crollando presto toccherà anche a tutte le altre. Ma è un segno abbastanza perentorio del fatto che il modello economico occidentale, dove si scambia il benessere con l'opulenza, non è sostenibile.

Un'economia piccola come quella islandese è sicuramente più semplice da mandare in crisi. Lì basta che fallisca una banca (ne avranno due...) e una delle principali imprese (ne avranno 20), che praticamente il 50% del Pil va a farsi benedire.
Altrove c'è sicuramente più margine di manovra, ma bisogna iniziare a farle certe manovre, che piacciano o no (e qui rimandiamo la discussione, che è meglio).
Perchè se saranno i giganti a crollare, il tonfo sarà ben più violento.

Yankee go home?
In aiuto dell'Islanda si è proposta la Russia, che è adata in soccorso dell'economia dell'isola con 4 miliardi di euro.
A prima vista non sembrerebbe una notizia sensazionale. Invece lo è.

Perchè l'Islanda è uno dei pochi Stati senza esercito (probabilmente il più strategico per posizione geografica e importanza economica, insieme a Panama), e fino ad oggi affidava la propria difesa all'esercito degli Stati Uniti, pagando una sorta di canone annuo.
L'alleato storico dell'Islanda, insomma, sono gli stati Uniti. Anche se forse sarebbe meglio iniziare a dire erano.

Una nazione minuscola, strategica per il controllo dell'Artico, amica degli States, soccorsa dalla Russia. Ditemi voi se non vi pare una notizia questa (anche se certo non può competere con la rivista Gusto del TG5).

Dopo l'attacco della Georgia e dopo l'aver piantato una bandiera russa sul fondale dell'Artico, questo è il terzo grande schiaffo che la Russia dà agli USA in pochi mesi.

E tra non molto, con la Groenlandia che diventerà indipendente, non mi meraviglierei di vedere nuovamente lo zampino russo spuntare.

Segnali piuttosto chiari: la Russia non si sente intimorita. E hanno una ragione fottuta a crederlo, loro che possono lasciare dall'oggi al domani l'Europa senza metano.

Per oggi ho finito,
buona Apocalisse a tutti!

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