mercoledì 26 novembre 2008

La curiosità della settimana #2 - Il concetto di spaziotempo per Robin Hood

All'inizio del film "Robin Hood - Principe dei ladri" Kevin Costner e Morgan Freeman, di ritorno dalla crociata, arrivano in barca in Inghilterra nei pressi delle scogliere di Dover.

Kevin, dopo essersi un po' rotolato per terra e aver baciato la sabbia, esclama:
Azeem, entro stasera saremo a casa. Solo 5 miglia ci separano.
Bene.

Nottingham dista da Dover 196 miglia, percorribili a piedi in 2 giorni e 17 ore.
La foresta di Sherwood dista da Dover 210 miglia.
Robin abitava a Locksley, che non si sa dove sia di preciso. Comunque è lì intorno, su questo non ci piove.

E poi qualcuno si meraviglia che i giovani americani non sanno la geografia. Suvvia, chi semina vento raccoglie tempesta.

PS - Sempre sia lodata Google Maps.


Hillary e Bill in salsa postcomunista

In America hanno Bill e Hillary, noi non meno modestamente abbiamo l'Antonella e Uris.

Bill, 62 anni, capigliatura folta, amante del jogging, 2 volte presidente degli Stati Uniti. Sempre al fianco della compagna di vita e di partito Hillary nella di lei campagna elettorale per la medesima poltrona. Belli, brillanti, intelligenti, amati dai cittadini, e, nonostante tutto, immagine della coppia ideale (in grado di lavar via anche le macchie più ostinate). Sempre lì al centro dei giochi di potere, e incredibilmente, ancora molto stimati, dopo tanti anni. Anche dopo il sorpasso di Obama, affrontato da veri signori.

Noi a Reggio abbiamo l'Antonella e Uris, che non sono da meno. Lei detta "la zarina", 50 anni passati a lunghi tratti con la sigaretta in bocca e per 3 volte lider maxima di Reggio Emilia. Il suo lui è Uris, classe 1950, qualche anno e qualche capello in meno di Bill. Ex PCI di ferro, figlio di PCI di ferro, immagino. Ce lo dice il nome: Uris. Perchè i veri comunisti scelgono i nomi giusti per i loro figli ("niente nomi di santi da lunario", cit.). Un amore sbocciato forse nelle sezioni del Partito, ma mai ufficializzato con un matrimonio, roba da cattocomunisti moderati.

Uris, dopo 15 anni passati al timone della multyutility cittadina AGAC (poi Enia) come DG e AD, nel 2006 si è dimesso. Appena 8 mesi dopo le elezioni che hanno posto fine all'ultradecennale mandato da sindaco di Antonella. Strano come gira il mondo.

Oggi un altro pezzo di questo parallelismo in salsa emiliana si sta per aggiungere. Da più parti si dice che Uris, a qualche anno di distanza, si candiderà per prendere il posto che era della sua compagna. Proprio come Hillary e Bill.

Quello che non torna tanto è che la zarina pare avere adesso più amici a destra che a sinistra, nel suo attuale ruolo di presidente della fondazione bancaria cittadina, e che Uris, se si candiderà, sarà il candidato del blocco ex Democrazia Cristiana.

Questo è un po' meno da Bill e Hillary.


martedì 25 novembre 2008

Motorola puzza

Ecco una notizia che ha avuto troppo poco risalto in giro (via Beppe Caravita): il centro R&D Motorola di Torino chiude. Almeno pare.

Notizia che brucia molto, anche perchè, come dice Chiamparino:
"La Motorola ha ingannato la città. Ha ottenuto, in via indiretta, 11 milioni di finanziamenti pubblici, ha goduto di una serie di vantaggi per insediarsi a Torino e nel giro di due giorni ha deciso di chiudere baracca e burattini". (Repubblica)
E per aggiungere al danno la beffa:
"Fino alla scorsa settimana i dirigenti locali discutevano con il vicesindaco sulla possibilità di ampliare l'insediamento: chiedevano fino a 2000 metri quadrati in più".
Torino all'inizio del millennio si era giocata a lungo con Bologna l'insediamento della multinazionale e aveva creato la fondazione Torino Wireless, per diventare la capitale italiana dell'ICT.

Non era una brutta idea.


venerdì 21 novembre 2008

Coreya

Mercoledì prossimo, 26 novembre al Maffia, storico circolo Arci di Reggio, suoneranno i Coreya, che in quest'occasione presenteranno il loro primo album "Al silenzio".

A prescindere che i Coreya sono tutti amici che abitano tra 300 metri e 1500 metri da casa mia, sono un gruppo davvero interessante. Con diversi pezzi orecchiabili già al primo ascolto, alcuni brani con ottimi testi e finalmente, dopo anni di gavetta e di feste dell'Unità con palchi macabri e fonici raccapriccianti, uno spettacolo live quasi da "pro".
Su Myspace hanno una loro pagina dove si può ascoltare qualcosa: una visita è vivamente consigliata.

Genere dei ragazzi? Per essere il più nazionalpopolare possibile li battezzo come un incrocio pericoloso tra Linkin Park e Negramaro. Anche se loro probabilmente avrebbero preferito essere accostati a Marlene Kuntz e Deftones.

Dimenticavo, mercoledì è gratis!

Due giorni dopo, su quello stesso palco, suoneranno gli Offlaga Disco Pax. Ossia il turbamento esistenziale del mio autunno/inverno 2008.

Per chiudere, visto che non c'è due senza tre, consiglio un altro gruppo reggiano: i Lineaviola. Loro uno dei migliori dischi italiani che ho sentito negli ultimi anni: Maledetto Copernico (2004). Questo è il video de "Il portavoce".

Ah, dimenticavo. Se siete personaggi avanti (?) potete segnalare la vostra partecipazione al concerto sugli eventi creati su Facebook e Lastfm.

mercoledì 19 novembre 2008

Cannibalizzazione tecnologica

Domani vado ad un convegno sul Wi-Max, organizzato dal Sole 24 Ore e da Aria, la società che ha vinto il bando per la gestione della rete Wi-Max in Italia.

Sono certamente interessato a saperne di più in generale, ma soprattutto vorrei capire come cercheranno di arginare i rischi di cannibalizzazione tecnologica che arriveranno con una nuova tecnologia come il Wi-Max*, che sembra poter funzionare con costi fissi bassissimi per i gestori della rete.

Se il Wi-Max funzionerà come promettono, che fine faranno tutte quelle società che solo qualche anno fa hanno speso centinaia di milioni di euro per stendere chilometri di fibra ottica sotto le strade delle nostre città, visto che credo proprio che non siano ancora rientrate dai loro investimenti?

Facile che per i primi tempi il Wi-Max sarà disponibile a prezzi non molto più bassi di quelli degli altri operatori via fibra, altrimeti Telecom e Fastweb salterebbero in aria in pochi mesi senza possibilità di correre ai ripari.
Probabilmente il Wi-Max partirà facendosi strada soprattutto nelle zone non servite da Adsl (montagna e campagne sperdute) per non dare un'altra mazzata stile Parmalat all'economia italiana, certo che però sarà dura tenere la museruola al mercato. Soprattutto per un'azienda come Aria, che pare avere le spalle più che coperte (da Goldman Sachs) e può permettersi di non aver paura di nessuno. Qui un interessante intervista all'AD di Aria.

Forse, i grandi player delle telecomunicazioni sono stati un po' miopi qualche anno fa. Se solo fossero riusciti a guardare avanti di qualche anno magari avrebbero evitato di cablare mezza Italia. Se avessero previsto l'avvento così rapido di una tecnologia come il Wi-Max, forse avrebbero cablato solo le zone che commercialmente promettevano di più, i grandi centri insomma, cercando banalmente di minimizzare gli investimenti e massimizzare i profitti.
Forse sarebbe stato ancora meglio far diffondere mainstream il Wi-Max, per poi andare a cablare solo quelle zone ad alta intensità di traffico dati, dove la fibra ottica può dare ancora quel quid in più (zone industriali, ospedali, Pubblica amministrazione). Ma il progresso non aspetta, nemmeno per 7-8 anni. Sebbene 7-8 anni, nella storia dell'umanità siano come una goccia nel mare.

Senza parlare poi dei cellulari. Se davvero internet sarà ovunque, a cosa serviranno le teleonate tradizionali e gli operatori di telefonia mobile tradizionali? Basterà una connessione flat per essere connessi con tutti via Voip. Addio addebiti per le telefonate, gli sms e tutto il resto.

Prevedo cazzi acidi per i nostri amici delle telecomunicazioni.

(Promemoria del giorno: non comprare azioni Telecom o Fastweb)

* Wi-Max in 3 parole per chi non ne ha mai sentito parlare: Internet senza fili.
Integrazione di 33 parole: differente rispetto alla tecnologia wi-fi, perchè questa prevede una rete locale (es. una piazza o un condominio), mentre il Wi-Max prevede una rete estesa, come per la tv o per la copertura telefonica.

sabato 15 novembre 2008

La curiosità della settimana - Una rubrica ad alto tasso di inutilità #1

Antonio Egas Moniz, medico portoghese che nel 1936 svolse il primo intervento di lobotomia (leucotomia prefrontale il termine scientifico), ricevette il premio Nobel per la Medicina nel 1949 proprio per questi suoi studi.

Motivazione ufficiale: "per la scoperta del valore terapeutico della leucotomia in alcune psicosi".

Oggi la lobotomia è considerata una pratca barbara, soprattutto grazie ai disastri provocati da qualche medico americano macellaio, che lobotomizzava chiunque fosse un po' iperattivo, riducendo persone assolutamente sane a manichini ambulanti.

Celebre il caso di Rosemary Kennedy, sorella di Bob e John Kennedy. Qui la sua tragica storia.

Negli ultimi anni alcuni parenti statunitensi di lobotomizzati hanno chiesto l'annullamento del premio a Moniz, ma non se ne è fatto nulla.

Se avete appena mangiato, consiglio di leggervi la pagina di Wikipedia sulla lobotomia.

(spunto arrivato leggendo "Economia della felicità di Luca De Biase)

mercoledì 12 novembre 2008

Marketing a Palazzo Madama

Ora, lavoriamo un po' di fantasia.
Ipotizzate di essere un sindaco.
Ipotizzate di organizzare un concerto con il Cesare Cremonini della situazione per la festa dell'Unità del paese.
E ipotizzate che vostra figlia quindicenne sia iscritta al fan club di Cesare Cremonini.

(Sono ipotesi di partenza, quindi non sono ammesse obiezioni tipo "nel mio comune non ci sarebbe la festa dell'Unità ma la festa della Padania" oppure "io i soldi per la tessera del fan club a mia figlia non li darei", portate pazienza)

Dicevo, ammesse queste tre condizioni, vi sembra di buon gusto far salire vostra figlia sul palco per farle chiudere il concerto insieme a Cesare, o le fareste piuttosto conoscere il suo idolo nel backstage?

Ecco, questo per dire che io a vedere Silvio che porta i suoi giocatori brasiliani a Palazzo Madama a fare le foto ricordo insieme a Lula ci sono rimasto di merda.
Non che sia una cosa grave di per sè, chiaro. Ma è un segnale penoso di come il nostro premier non abbia il benchè minimo riguardo nei confronti del suo ruolo istituzionale. Ancora una volta ha dimostrato di non avere nessun freno inibitore nell'usare la sua posizione pubblica per alimentare il suo privato egocentrismo.


Sarebbe bastato poco. Chiamare anche i brasiliani della Roma, per esempio, che a Roma c'erano pure già. Il livello di tristezza sarebbe già sceso di qualche tacca. Ma invece no.

Se non altro i ragazzi non indossavano la divisa ufficiale del Milan, almeno quello.
E' dura tifare Milan di questi tempi. Molto dura.

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Rimanendo su Silvio e sul suo ego, ma parlando di cose un po' più serie (su cui già fiumi sono stati scritti), volevo segnalare che l'analisi più centrata che mi è capitata sotto mano è quella di Luca De Biase, leggetela che merita.


lunedì 10 novembre 2008

I trend che cambiano

Gerusalemme, 2008 - Militari che cercano di fermare una rissa tra religiosi.
Uhm...Ma non sarebbe più logico il contrario?

martedì 4 novembre 2008

4 novembre - Giornata in memoria dei Caduti di tutte le guerre

In seconda elementare avevo una maestra che si chiamava Gigliana. Quello era il mio primo anno di scuola, visto che feci la primina.

Ricordo che il 4 novembre ci fece uscire dalla scuola, ci fece attraversare la statale 63 e ci portò nella minuscola piazza di Cadelbosco Sotto, dove c'era un cippo commemorativo con i nomi delle persone del paese Cadute durante la seconda guerra mondiale.

All'epoca non capii molto bene il perchè di quell'uscita al freddo di novembre. Oggi, mi rendo conto che è l'unico ricordo definito di quel mio primo anno di scuola.

La Gigliana fu anche la maestra di mio padre, a Santa Vittoria, pochi chilometri più verso il Po e tanti anni prima. Sono pronto a scommettere, anche se non ne ho la certezza, che pure tanti anni prima avesse portato i suoi bambini di allora al cippo di Santa Vittoria.

Alla fine di quell'anno scolastico andò in pensione. Al suo posto arrivarono tre maestre. Tutte brave e tutte più giovani.

Ma nessuna di loro ci portò mai "in gita" al cippo commemorativo.


lunedì 3 novembre 2008

Una città di morti

Ho finito di leggere Il sergente nella neve il 2 novembre, il giorno dei morti. Strana coincidenza.

Per chi non lo sapesse, questo è un libro che racconta, attraverso l'esperienza diretta del sergente maggiore Mario Rigoni Stern, la tragica mattanza di alpini italiani in Russia, nel 1943. Soldati mandati a morire con mezzi inadeguati e con armi che si inceppavano di fronte all’inverno russo.

Mi venne una gran voglia di leggere questo libro dopo aver visto in tv il monologo teatrale di Marco Paolini, trasmesso in diretta senza interruzioni pubblicitarie da la 7, circa un anno fa. Soprattutto perchè mi scoprii un perfetto ignorante su un pezzo grosso di storia del nostro paese che ha coinvolto chissà quante famiglie (le cifre ufficiali parlano di 26115 morti e 63684 dispersi senza contare i feriti, come se domani scomparisse una piccola città). E mi sembrava doveroso recuperare.

In realtà il libro non parla per niente di quello che c’è dietro la grande ritirata di Russia e della scelta scellerata di mandare sul fronte russo 220.000 italiani al macello sul Don. Parla di piuttosto di odori, di luci, di amicizie, di proiettili, di lettere dalla morosa ricevute in trincea e dell’umanità tra soldati nemici.

Le informazioni storiche che cercavo non le ho trovate, ma appena ho finito l’ultima pagina mi sono reso conto di aver letto un capolavoro.