mercoledì 12 novembre 2008

Marketing a Palazzo Madama

Ora, lavoriamo un po' di fantasia.
Ipotizzate di essere un sindaco.
Ipotizzate di organizzare un concerto con il Cesare Cremonini della situazione per la festa dell'Unità del paese.
E ipotizzate che vostra figlia quindicenne sia iscritta al fan club di Cesare Cremonini.

(Sono ipotesi di partenza, quindi non sono ammesse obiezioni tipo "nel mio comune non ci sarebbe la festa dell'Unità ma la festa della Padania" oppure "io i soldi per la tessera del fan club a mia figlia non li darei", portate pazienza)

Dicevo, ammesse queste tre condizioni, vi sembra di buon gusto far salire vostra figlia sul palco per farle chiudere il concerto insieme a Cesare, o le fareste piuttosto conoscere il suo idolo nel backstage?

Ecco, questo per dire che io a vedere Silvio che porta i suoi giocatori brasiliani a Palazzo Madama a fare le foto ricordo insieme a Lula ci sono rimasto di merda.
Non che sia una cosa grave di per sè, chiaro. Ma è un segnale penoso di come il nostro premier non abbia il benchè minimo riguardo nei confronti del suo ruolo istituzionale. Ancora una volta ha dimostrato di non avere nessun freno inibitore nell'usare la sua posizione pubblica per alimentare il suo privato egocentrismo.


Sarebbe bastato poco. Chiamare anche i brasiliani della Roma, per esempio, che a Roma c'erano pure già. Il livello di tristezza sarebbe già sceso di qualche tacca. Ma invece no.

Se non altro i ragazzi non indossavano la divisa ufficiale del Milan, almeno quello.
E' dura tifare Milan di questi tempi. Molto dura.

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Rimanendo su Silvio e sul suo ego, ma parlando di cose un po' più serie (su cui già fiumi sono stati scritti), volevo segnalare che l'analisi più centrata che mi è capitata sotto mano è quella di Luca De Biase, leggetela che merita.


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