venerdì 12 dicembre 2008

C'è davvero scritto "Contro la crisi?"

"Contro la crisi".


Contro la crisi??? Se fossi iscritto alla CGIL oggi come minimo avrei dato fuoco alla mia tessera su Youtube.

Ma come si fa a pensare uno slogan tanto stupido per uno sciopero? Beh, poi non ci vuole molto a capire perchè il movimento sindacale sia in crisi di identità.

Scioperare per ottenere un rinnovo dei contratti sta nel gioco delle parti, scioperare contro un sopruso o per far valere un legittimo diritto è giusto, scioperare contro le morti bianche è doveroso.

Ma "Contro la crisi" che cavolo c'è da scioperare?

Mah, forse con le aziende in difficoltà, sindacato e scioperanti hanno deciso che era il caso di lasciare una giornata di stipendio nelle tasche degli imprenditori, non so. Non per niente è la prima volta che vedo Montezemolo "in sintonia" con la CGIL contro la crisi.

Altre giustificazioni per un titolo così bislacco proprio non ce ne trovo, eppure mi sono impegnato.

La CGIL in questa storia sta solo scimmiottando quelle inutili manifestazioni populiste messe in piedi, un anno fa circa, da un tizio basso, ricco e indagato, che pochi mesi fa ha vinto le elezioni.

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E ora, per stemperare l'atmosfera, due storielle su scioperanti atipici:

1- Quando facevo lo stage all'ENEA di Bologna, ho conosciuto un ricercatore che era rimasto così ancorato ai suoi valori rivoluzionari da sessantottino che a 60 anni suonati portava ancora l'eskimo dei tempi andati. Era un comunista vecchio stampo, che per più di 30 anni se ne è infischiato del mondo che cambiava, del PCI che diventava PDS e del Muro che crollava.
Aveva però un'anomalia: non scioperava. O meglio, ad ogni sciopero lui andava a lavorare, ma non timbrava il cartellino.
Ci provai a chiedergli quali fossero le motivazioni alla base di quell'insolito metodo di contestazione. Ma come in ogni altra discussione che facemmo, lui finì a parlare delle sfighe del mondo, dalla globalizzazione malata al del potere oscuro della chiesa.

2- Due persone che hanno avuto esperienze in Giappone (in Toyota) mi hanno raccontato (non so se sia vero) che lì in diversi casi gli operai scioperano aumentando i ritmi di lavoro. E' un modo per dire ai dirigenti: "Visto? Se solo volessimo potremmo produrre di più (stronzi, ndr)".
Non c'è niente da fare, i giapponesi sono proprio scemi.


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