venerdì 25 dicembre 2009

Sol Invictus

Volevo dire una cosa sulla festa del Sol Invictus, associata da qualche secolo alla festività cristiana del Natale e trasformata nel secolo scorso nella celebrazione della crescente capacità di spesa di parte della razza umana grazie ad un'intuizione della più importante multinazionale del settore beverage del mondo.

Volevo dire che ogni anno mi fa venire in mente quanto purtroppo il marketing conti incredibilmente più del prodotto a questo mondo.

Tipo, tornando al Sol Invictus (che poi è il solstizio di inverno), tutti i giornali hanno parlato nei giorni scorsi come ogni anno di Stonehenge e di quei bizzarri personaggi che si conciano come gli antichi druidi per rievocare l'antico culto del sole che rinasce.
Io a Stonehenge ci sono stato. Ok, carino. Per essere nemmanco senza una calcolatrice sono stati molto in gamba a sistemare questi pietroni in modo che la luce passasse giusto in punti precisi in concomitanza con certe fasi solari.
Però trovo poco carino che nessuno spenda una mezza parola per il sito archeologico di Newgrange in Irlanda, che è circa della stessa epoca di Stonehenge, incasinato uguale da costruire, ma che con la luce del solstizio fa un giochino molto più figo.

Praticamente il tempio di Newgrange consiste in una piccola stanza cerimoniale ricavata all'interno di una collinetta, che ha la particolarità di essere al buio più completo per tutto l'anno.
L'unico momento in cui la luce riesce a filtrare all'interno della stanzetta è all'alba del solstizio di inverno, e solo per una misera manciata di minuti. Roba che a confronto quelli di Stonehenge risultano dei dilettanti.

Tutta questa fatica nel costruire questo tempio (più di 80 anni) per celebrare il riscatto della della luce sulle tenebre, dopo mesi in cui la notte continuava ad allungarsi ai danni della durata del giorno (e credo anche che ogni anno avessero un po' di strizza che le tenebre mandassero ko il sole definitivamente).

Insomma, loro un motivo per celebrare il Sol Invictus (oggi aka Natale aka la festa di Babbo Natale) ce lo avevano per davvero.

sabato 28 novembre 2009

Metti una sera un Remondino a cena

Giovedì scorso sono finito a cena con Ennio Remondino. Per caso, tirato in mezzo per caso insieme ad altre cinque persone a seguito della presentazione a Reggio Emilia del suo nuovo libro "Niente di vero sul fronte occidentale - Da Omero a Bush, la verità sulle bugie di guerra" (edizioni Rubettino).

In realtà più che a cena siamo andati a gozzovigliare in una birreria, con davanti ciccioli, erbazzone, affettato, una bottiglia di negramaro (quasi tutta per me), una di marzemino (quasi tutta per lui). Tanto per raccontare il clima di osteria in cui abbiamo avuto il piacere di ascoltare le storie di questo grande vecchio del giornalismo di strada che ci ha accompagnato per una sera dentro i meccanismi geopolitici internazionali.

Oltre a Kosovo, Mossad e Turchia, abbiamo parlato anche di tante cose ormai scontate: di un mondo dell'informazione in coma profondo, dei giovani giornalisti che studiano alla scuola dei leccaculo, di redazioni che per politica estera intendono giusto qualche agenzia rigirata da Bruxelles o da Washington, di Minzolini. Per una volta però ascoltando la voce di chi calpesta i corridoi delle redazioni da trent'anni.

Personaggio scomodo Remondino. Che ha sempre usato nomi, cognomi e soprannomi senza tanti peli sulla lingua. Tanto che gli hanno fatto lo scalpo: spedito "al confino" in Bosnia nel '90 da Vespa dopo che aveva fatto arrabbiare qualche personaggio troppo in alto con una sua inchiesta sui collegamenti tra Loggia P2 e CIA.
Poi, in ordine sparso, c'è stato il Libano, il Kosovo, l'Afghanistan, la direzione della sede di Gerusalemme e Belgrado, dove divenne celebre come uno dei pochissimi corrispondenti dei paesi occidentali rimasti in città sotto le bombe NATO.

Oggi, alla vigilia della pensione, l'hanno messo a non far danni a Istanbul, dove dirige la sede Rai che ha la responsabilità di seguire tutta l'area dei balcani oltre alla Turchia. Peccato che in Italia quella sede mandi solo pochi servizi all'anno, perchè nessuno ne vuole trasmettere di più. Dei mega progetti sui gasdotti che passeranno dalla Turchia non c'è spazio. Di inchieste sul reale livello di "civilizzazione" della Turchia candidata ad entrare nell'Unione Europea, meglio non parlarne seriamente. E a sentire Remondino la stessa sorte tocca ai corrispondenti da Africa e sud America.

E proprio legato alla Serbia è uno dei fatti (uno dei pochi che si possono raccontare) che Remondino ha rispolverato: l'episodio (che non trova traccia nella mia memoria) del bombardamento dell'ambasciata cinese a Belgrado da parte di bombardieri NATO. Un paio di confettini sganciati con la firma della CIA perchè, secondo Remondino, poche settimane prima avevano beccato delle spie cinesi che ficcavano il naso nei piani nucleari a stelle e strisce.
I cinesi presi a sberle dagli americani come l'ultimo degli stati delle banane. Pensate solo a quanto andrebbero diversamente le cose oggi...

Qui una sua intervista interessante.

Punto sul no

Lasciando perdere le cose serie come al solito, ho un paio di curiosità personali.

Ma quelli che sentono la necessità di vedere appeso un crocifisso sui muri delle scuole dello Stato italiano, ce l'hanno un crocifisso appeso in casa loro?

E soprattutto, quel Gesù, se oggi potesse ipoteticamente dire la sua, lo vorrebbe o no il crocifisso appeso sulle pareti delle scuole dello Stato italiano?

mercoledì 11 novembre 2009

Postilla

Riguardo questa vecchia classifica e non riesco a capacitarmi di come posso aver dimenticato quel branco di scoppiati che erano gli Ugly Kid Joe. Pace all'anima loro.



Se non conoscete il loro album di esordio America's Least Wanted (1992), rimediate.

martedì 27 ottobre 2009

"E cosa racconteremo, ai figli che non avremo, di questi cazzo di anni '00?"

Che un po' per caso un po' per voglia, questi sono stati gli anni dove sono stato in qualcuno di quei posti dove nel XX secolo si sono aperte delle ferite nella storia. Che solo ora, e non sempre, si stanno rimarginando.

Bilbao, Vitoria. Belfast, Derry. Mitrovica, Klina. Taizè. Betlemme, Gerusalemme. Senza parlare delle città dell'est Europa.

E Berlino, a vent'anni da quel 1989 di speranza che ha inaugurato il nuovo millennio ben in anticipo sul calendario, è il posto migliore dove potrei inaugurare gli anni '10. Di speranza pure loro, mi auguro.

giovedì 22 ottobre 2009

The Superenalotto's Theory - Part I

Ho sognato di vincere al superenalotto. 75 milioni di euro vincevo. Ho sognato anche i numeri, ma me ne ricordo solo due: il 6 e l'80.

"Oh, ragazzi. Non ho mica problemi a darvi qualche soldo, figuratevi. Solo che voglio capire che progetti avete per questi soldi. Insomma, voglio capire se questi soldi devono servire a qualcosa" Cercavo di spiegare a chi bussava alle mie improvvisamente munifiche porte.

Con i due zii più anziani che ho, con mille problemi tranne quello di arrivare a fine mese, ci sedemmo al tavolo per un ragionamento su cosa poteva servirgli. Dopo due minuti si commossero, e ringraziandomi, mi dissero che i miei soldi non sarebbero serviti a molto.

Qualche altro parente riuscii ad aiutarlo con poche centinaia di migliaia di euro. Un mutuo estinto, degli investimenti per un negozio, roba così.
A qualche cugino e a qualche amico, grazie ad un piccolo "incentivo all'esodo", diedi l'opportunità di licenziarsi in tronco da un lavoro che odiavano. A una coppia di amici presi una monovolume perchè la loro macchina iniziava ad essere scassata.

Io ero abbastanza contento, perchè mi accorgevo che molti dei miei familiari e dei miei amici non erano in una situazione di necessità e la loro vita gli girava già abbastanza bene senza "additivi" monetari.
Gli amici avevano capito e condividevano in pieno l'idea che non ci fosse bisogno di dare dei soldi a qualcuno solo per comprarsi l'Audi nuova.
I parenti rimasti senza grano invece mi detestavano. Anche se si guardavano bene dal dirmi in faccia qualsiasi cosa che rischiava di farmi incazzare per davvero.

Poi arrivò il momento di iniziare a pensare a come (e se) spendere i soldi per davvero.
"E' un insulto alla morale se non li investi per aprire un'azienda che crei ricchezza anche per la comunità" mi disse Oscar Luigi Scalfaro (!).
"Apri un super locale di musica live e chiama gente figa da tutto il mondo. In culo all'Arci spettacoli" mi suggeriva qualcun altro con una bozza di programma già in mano.
"Goditi la vita senza lavorare e fa feste tutte le sere" fu l'ultimo consiglio che mi ricordo.

Avevo voglia di fare qualcosa di buono, ma non avevo voglia di ritrovarmi pentito nè di sentirmi sotto pressione. Allora mi convinsi a scrivere a tutte le persone che conoscevo, chiedendo loro di aiutarmi a trovare un'idea sensazionale per spendere questo fracasso di soldi.

Decisi di ingannare l'attesa progettando una casa passiva con tutte le tecnologie di risparmio energetiche più fighe del mondo, corredata da campetto da tennis/calcetto in giardino. E girando il mondo mentre la casa era in costruzione.

Il brutto è che subito prima di partire e di ricevere le risposte, sono entrato in quella fase dove ti rendi conto che sei in un sogno e il sogno finisce.

Quindi, caro Morfeo, se stanotte fosse possibile vedere la seconda puntata, mi farebbe piacere.
Grazie.

sabato 10 ottobre 2009

A esser stupidi si sta bene al mondo, diceva mia nonna



Via Reggio24ore

martedì 6 ottobre 2009

Internazionale a Ferrara '09 - Note a margine

Partecipare al festival de l'Internazionale a Ferrara, lo scorso sabato, è stata senza dubbio una bella esperienza. Tanti giovani, tante opportunità di sentire voci fuori dal coro (lo spiazzante Fred Pearce uber alles), tanti ospiti stranieri che hanno potuto constatare che in Italia sopravvive ancora qualche interesse che va oltre alle veline.

Come per tutto quanto, però, non mancano le opportunità per migliorare questo appuntamento. Con spirito propositivo butto sul piatto tre critiche, che allo stesso sono anche spunti per l'edizione 2010:
  • (piuttosto che ai bloggers) si sarebbe potuto riservare agli abbonati al settimanale un badge o un accredito che permetta di saltare le file. Sarebbe stato un gesto carino nei loro confronti, a costo e complessità zero.
  • con sforzi contenuti si sarebbe potuto pubblicare su internet (in diretta?) qualche conferenza in versione integrale. I ritorni in termini di diffusione sarebbero stati enormi.
  • anche se l'argomento era fuori tema, un incontro piccolo piccolo su Federico Aldrovandi si poteva prevedere, visto che si era ospiti nella sua città, visto che da poco è stata pronunciata la sentenza del suo processo e visto che il festival cadeva a pochi giorni dall'anniversario della sua morte.

mercoledì 30 settembre 2009

Giusto per...

Di solito il lunedì al cinema Olimpia di Reggio Emilia c'è la rassegna con i film della stagione precedente, ma lunedì prossimo no.

Lunedì 5 ottobre, ore 21, ci sarà un incontro con Romano Prodi.
Questo appuntamento inaugurerà un ciclo di discussioni intitolato "Non abbiamo bisogno di muri, ma di ponti".
Il titolo che è stato scelto per la serata invece è così brutto che non lo scrivo.

Non so se sarà meglio dei film in rassegna, ma è gratis, quindi ci vado.
Poi non capita tutti i giorni di avere un uomo dalle 27 lauree ad honorem di fianco casa.

Scherzi a parte, mi pare un bell'appuntamento.

(sotto, un'immagine che mostra come hanno fatto a convincere il professore a partecipare all'iniziativa)

domenica 27 settembre 2009

Se avessi studiato lettere forse saprei il nome di questa figura retorica

Questo nostro amico continuava a raccontare di questa beuty farm a quattro stelle dove era stato poco tempo fa, a Terento.

Era così entusiasta che prese il portatile e ci fece vedere il sito di questo posto.

Un altro, dopo aver visto l'indirizzo dell'hotel sul sito, disse: "Ah, ma allora esiste davvero un posto che si chiama Terènto. Pensavo fossi tu che pronunciavi male Trento".

Allora io feci notare che non solo c'è Terènto, ma pure Torònto e Tarànto (pronunciato un po' così).

Beh, oggi scopro che c'è pure Tirìnto. Che storia.

Turùnto, invece, per ora niente.

venerdì 18 settembre 2009

Tu vò fà l'americano

[un post incredibilmente utile, che se ne sentiva il bisogno]

Una cosa bisogna sugli americani bisogna dirla: c'hanno lo spettacolo nel sangue.
Quando ci si mettono di impegno sanno fare degli show della madonna.

Gli dai un topo e un papero e ti mettono insieme la Disney.
Gli dai un austriaco ipertrofico e ci tirano fuori Terminator uno due e tre e un governatore.
Gli dai delle elezioni che sono già decise in partenza e loro cosa si inventano? Che il futuro presidente, la persona più importante del mondo, sarà scelto tra una donna e un nero. Geniali, c'è poco da dire.

E allora, mi dico, visto che il Partito Democratico made in Italy a parole prende sempre a modello quello a stelle e strisce, magari potrebbe andare a seguire dai cugini americani un corsetto di gestione eventi, che li vedo un attimo spiazzati.

Tipo, loro (gli americani) che non sono scemi, le primarie le fanno qualche mese prima delle elezioni. Così il candidato è fresco, simpatico, non ha ancora fatto girare le scatole a nessuno e al momento delle elezioni la sua popolarità è in parabola ascendente.

Qua da noi, vabbè lasciamo perdere, nemmeno si capisce se (nella pratica, non nella toeria) chi viene eletto alle primarie dovrà fare il candidato premier alle prossime elezioni o il segretario di partito o tutti e due o il capo dei volontari alla festa dell'Unità.

Insomma, se si vota l'amministratore di condominio è una cosa, se si vota il capo della banda è un'altra, direi.

Il segretario dovrebbe essere eletto dai tesserati che hanno a cuore l'andamento giorno dopo giorno del partito, mentre (al più) il candidato premier per le elezioni potrebbe essere scelto da un futuribile "elenco degli elettori" più ampio. Questo avrebbe senso.

Con queste primarie un po' così nè carne nè pesce ne uscirà fuori solo una figura spuria, che verosimilmente arriverà alle prossime elezioni già bollita. Dalle solite divisioni interne, dai reumatismi, dalla bruttezza della società e da Emilio Fede & co.

Poi, spero di sbagliarmi e che si vada alle elezioni anticipate a cavallo delle feste come sostiene qualcuno, con un leader del centrosinistra praticamente nuovo di pacca. Allora tutto più o meno tornerebbe e la gang del PD si dimostrerebbe una manica di strateghi che neanche Eisenhower. E allora giù il cappello.

Ma siccome a Babbo Natale e derivati ho smesso di crederci da un po', penso più semplicemente che ci sia un buon 80% di improvvisazione al potere. As usual.

[saluti, con letture consigliate qui e qui, per capire che anche visto dal di dentro, queste primarie offrono più dubbi che risposte]

sabato 5 settembre 2009

Cose che avrei preferito non sapere

Se il programma degli spettacoli di Festareggio 2009 (a.k.a. Festa dell'Unità) quest'anno è più sottotono del solito* un motivo c'è.

I soldi ci sarebbero anche stati, ma in sede di definizione del cartellone gli organizzatori hanno deciso di tenere i cordoni della borsa tirati cercando di risparmiare il più possibile per investire una grossa fetta del budget su un nome di richiamo internazionale.

E questo nome erano i Faith No More, in tour dopo la clamorosa reunion a 10 anni dalla separazione.

L'accordo con Mike Patton e soci era vicinissimo, il concerto si sarebbe dovuto tenere lunedì 31 agosto, tra il loro concerto di Leeds del giorno prima e quello di Tel Aviv del giorno successivo.
Poi tutto è sfumato e non se ne è fatto niente. E perchè?

Perchè il lunedì è il giorno di chiusura della festa.


* Il concerto di Omar-La voce del cuore, in programma stasera domenica 6 settembre, credo esemplifichi piuttosto bene cosa intendo.

sabato 15 agosto 2009

Prove tecniche di cattocomunismo dossettiano

La settimana scorsa dall'Irlanda mi era capitato di incappare in questa notizia, ma mi ero fermato al titolo e poco più.

Poi ieri, al rientro in terra reggiana, ho scoperto che il fattaccio che ha innescato polemiche a ripetizione, una messa in suffragio di un brigatista morto 30 anni fa, si è svolto nella mia parrocchia domenica scorsa.

Ieri ho incrociato il mio prete per strada e mi ha spiegato un po' come sono andate le cose. Tutto molto semplice.

Ha trovato un volantino che ricordava il trentennale della scomparsa del brigatista Fabrizio Pelli con a fianco la poesia di Bertold Brecht "In morte di un combattente per la pace" affisso alla bacheca parrocchiale. Non gli è piaciuto molto il messaggio della poesia, e allora, piuttosto che togliere il volantino, piuttosto che non dire nulla, ci ha aggiunto una sua nota di poche righe (qua sotto).


Poi, nell'ambito della messa domenicale ha fatto una preghiera per le vittime e per i carnefici di quella stagione di sangue. Stop.

Non sembrerebbe nulla di eccezionale, eppure questa storia si è guadagnata articoli sul Corriere e ha scomodato almeno 5 tra deputati e ministri (dalla D'Antona a Rotondi), che hanno voluto dare la loro opinione in merito a questa questione scatenata da un volantino su una bacheca parrocchiale in un'afosa città mediopadana praticamente deserta.

Potenza di agosto.

Anche se una buona parte del merito è da condividere con i soliti moschettieri locali del PdL, che avendo battezzato il mio parroco come "il prete rosso", hanno deciso di bastonare a mezzo stampa con cadenza quindicinnale il nipote omonimo del più celebre Giuseppe Dossetti, con risultati solitamente autolesionisti.

Quel che più conta è che a seguito di questa polemica agostana due delle famiglie coinvolte, quella di Pelli e quella di una delle persone che ha ucciso, hanno contattato don Dossetti per i doverosi chiarimenti del caso, trovando sostanzialente un punto di equilibrio. E lasciando gli scontri agli altri.

Sempre tragicomico, comunque, vedere che quando un politico tira in ballo come un incantesimo Dio o il proprio "essere cattolico", lo fa o per sostenere cose che tipicamente sono diametralmente opposte alla visione cattolica, o per sostenere stronzate in ordine sparso.

E comunque, che si sappia: i panini del McDonald fanno schifo. E lo dico da cattolico.

venerdì 14 agosto 2009

L'onda del vicino è sempre più verde

A Trafalgar Square, proprio davanti alla National Gallery, a Londra, a tutte le ore del giorno si trova un gruppo di iraniani, rappresentanti dell'associazione "Organization of women of March 8th", che distribuiscono volantini informativi sui disordini in Iran di questi ultimi mesi.

Dopo aver scambiato qualche battuta con un paio di loro, mi hanno spiegato che sono quasi tutti iraniani fuggiti dal loro paese quasi 30 anni fa, durante i primi anni della Repubblica Islamica. Insomma, gente con il dente avvelenato contro lil regime degli ayatollah da ben prima di queste elezioni, e forse fuori dal coro rispetto anche a chi sta protestando in Iran.

Ciò non toglie, anche se non sono da prendere come oro colato, che le opinioni di questo gruppo di esuli sono da leggere. In estrema sintesi sostengono che:
  • Moussavi negli anni '80 è stato il braccio armato del regime degli ayatollah, usato per imporre con la forza la Repubblica Islamica;
  • La famosa "Onda Verde" altro non è che una gigantesca misificazione messa in atto dai rappresentanti della fazione politica di Moussavi, che hanno legato il loro brand ai movimenti di piazza, che non sarebbero pro-Moussavi.
Di seguito alcuni passaggi del loro documento.

Su Moussavi:
purtroppo, Ahmadi Nejad non è l solo a minare lo spirito della gente. Dall'altra parte, anche Hossein Moussavi è impegnato a garantirsi la benevolenza dei mullah, salvaguardando il sistema islamico. Nei suoi recenti discorsi, ha infatti dichiarato che [...]: "occorre attenzione a non cadere nella trappola degli slogan contro il regime. Dovremmo convertirci all'Islam, il puro Islam introdotto da Maometto; dovremmo convertirci alla legge, alla costituzione". E ha esemplificato la stessa costituzione partendo dal presupposto che il popolo è come un gregge di pecore e il potere sacro è il pastore; commettendo di fatto discriminazioni religiose (tra sciiti e altre minoranze religiose).

Moussavi, negli anni '80, fu primo ministro e molto vicino a Khomeini; il suo governo fu strumentale nell'affermazione e nel consolidamento della Repubblica Islamica. Era chiamato il primo ministro dei massacri, prchè durante il suo mandato i prigionieri politici venivano giustiziati in massa [...].

Nel corso della campagna elettorale ha dichiarato: "il mio obiettivo è quello di tornare alle origini della Repubblica islamica così come dovrebbe essere"; ha sostenuto che il periodo migliore del sistema islamico era ai tempi di Khomeini, quando l'Iran era all'apice dello proprio sviluppo e della propria giustizia sociale.

Sull' Onda Verde:
Nele ultime settimane, quando giovani radicali erano impegnati nelle strade contro la forza della soppressione, i leader dell'Onda Verde erano nascosti al sicuro nelle loro case o nelle moschee.

Si stanno avvantaggiando della mancanza di conoscenza tra i giovani e l'opinione pubblica. Quasi ovunque hanno decorato i raduni e le dimostrazioni con striscioni verdi esageratamente vistosi, nella speranza di islamizzare la mente e le idee delle persone partecipanti. Hanno fermato, a volte molto duramente, l'uso di slogan anti-islamici.

La maggior parte degli occidentali non sa che il verde è il colore della parte sciita dell'Islam, un colore usato da una fazione contro l'altra.

Sul popolo della rete:
Il suporto alla battaglia del popolo iraniano non si sostiene esponendo una bandiera verde o colorando di verde una manifestazione. Si sostiene chiedendo insieme a loro: la separazione tra stato e religione; l'annullamento delle leggi discriminatorie nei confronti delle donne, dei movimenti sindacali e di altri diritti sociali; libertà di parola e di stampa; rilascio di tutti i prigionieri politici; eliminazione delle leggi discriminatorie contro le minoranze.

lunedì 20 luglio 2009

Chiuso per Banksy

Questo post è per far venire un po' di invidia a quel sottinsieme (vuoto?) di lettori che sa chi è Banksy, visto che domani il sottoscritto andrà a Bristol per la sua mostra.
E per fornire un minimo di supporto cognitivo ai restanti elementi svantaggiati.

Questo post è per far sapere che sempre il qui presente, che poi da Bristol si sposta a Londra per 5 giorni, non è poi così preoccupato dell'influenza suina.
Dopotutto, mal che vada sarebbe pur sempre un'esperienza da raccontare negli anni a venire: "Ehi, sai che un anno ho passato agosto in quarantena!" (se non addirittura "Sai che sono stato il primo morto italiano per H1N1!").

Questo post è per dire che l'allarmismo scatenato per questa ondata di raffreddore estivo probabilmente è un po' esagerato.
Ma da ignorante, 80 cents per una mascherina mi sembrano ben spesi.

Questo post porterà sfiga, sicuro.
Ma la speranza è che la sfiga arrivi qui sul blog invece che su chi scrive.

(via Ack Ack Ack)

giovedì 16 luglio 2009

Barack:balls=Silvio:hats

Forse fin troppo facile, no?

(e non finisce qui, il giovanotto pare già pronto per l'invasione di campo)

"Italy is the country of sky, sun, and sea. [...]"

Questo il roboante esordio del sito Italia.it in inglese.

Credo che addirittura uno sceneggiatore dei film dei Vanzina avrebbe saputo metterci più fantasia.


La prossima volta consiglio a Maria Vittoria Brambilla di andare a prendere appunti dal collega marocchino.

venerdì 10 luglio 2009

Infectious: stay away

Fino al 17 luglio presso la Science Gallery del Trinity College di Dublino si svolge Infectious, una mostra dedicata ai meccanismi di trasmissione dei virus e più in generale alle forme di contagio.

La mostra è gratis, ma con qualche servizio VIP a pagamento. Per esempio, potete farvi prelevare ed analizzare un campione del vostro DNA per cinque euro, o potete fare il kiss-test per altri tre euro. Si tratta semplicemente di baciare un vetrino con (credo) qualche sostanza reagente e vedere quanti batteri avete in bocca. Tutti i campioni prelevati dalle labbra e dalle lingue dei visitatori sono allegramente esposti.
Qui ho imparato che è mediamente più sano baciare i piedi che la bocca della gente.

Ma l'attrazione che mi ha colpito di più nella mostra è stato un aggeggio che permette di spostare una pallina di metallo su una apposita corsia elettrificata solamente grazie agli impulsi elettromegnetici del nostro cervello. Una roba da vera fantascienza.
E' un'attrazione da provare in coppia: ci si mette questa fascia con tre elettrodi attorno alla testa poi, seduti uno di fronte all'altro, si deve cercare di "spingere" la pallina verso l'avversario utilizzando come unica arma il nostro cervello. Al termine dell'esperienza si può poi guardare il diagramma con la propria attività cerebrale. Notevole.

Update: ecco il video di una battaglia cerebrale epica.



giovedì 2 luglio 2009

Shamrock

Magari si tratta di una di quelle cose che già tutti sanno all'infuori di me, tipo che nella mortadella ci finiscono le cartilagini, gli occhi e le altre parti molli del maiale (appreso un paio di anni fa con sommo disgusto), ma oggi ho scoperto una cosa nuova. Mi hanno raccontato come mai il trifoglio, che qui si chiama shamrock, e non clover come nei paesi avanzati, è il simbolo nazionale dell'Irlanda.

San Patrizio, che da queste parti nel quinto secolo ha convertito tutte le bestie presenti ossia bambini, donne, mucche, pecore e uomini in rigoroso ordine alfabetico, usava spiegare il mistero della santissima trinità facendo un'analogia con le foglie del trifoglio.

Tutto qui.


martedì 30 giugno 2009

Qualche bit per l'Iran

Senza troppe pretese, linko una storia a fumetti di 10 pagine che ripercorre sommariamente la storia delle elezioni e degli scontri in Iran di queste ultime settimane. Personaggi e ambientazione sono ispirati alla graphic novel Persepolis di Marianne Satrapi, da cui il fortunato film dell'anno scorso.

Non so molto di Mousavi. Non so se sarebbe stato un buon presidente nè so come si sia comportato durante i suoi 8 anni da primo ministro dal 1981 al 1989.

Non ho la certezza che sia lui il legittimo vincitore delle elezioni iraniane, ma i morti quelli sì che sono una certezza, così come gli arresti dei dissidenti.

E qualche bit usato per tornare a parlare di loro e contribuire nel mio piccolo a chiudere la parentesi aperta dai media di tutto il mondo (blog compresi) per il requiem di Michael Jackson mi sembra davvero il minimo.

Altri link sulla questione:

giovedì 18 giugno 2009

Il mio Rock in Idro - Finalmente i Faith No More

Un concerto atteso più di dieci anni si materializza sotto i miei occhi.
Un paio di pezzi bastano per perfezionare i suoi, poi i Faith No More sono semplicemente perfetti. E i "nonnetti" saliti sul palco in giacca e cravatta danno lezioni di concerto rock ai Limp Bizkit, che escono demoliti dal confronto.

Come scrive Valido:
i Bizkit sono il classico esempio di band il cui sound rappresenta un periodo ben preciso, un anno - massimo due - in cui furono la cosa giusta al momento giusto, per poi diventare rapidamente superati. I Faith No More sono invece la storia opposta, sono e rimangono dannatamente avanti, e non solo perché tecnicamente facevano la stessa cosa (crossover rap/metal) da più o meno 15 anni prima. Come si faccia, nel 2009, a suonare più obsoleti di una band che ha oltre il doppio dei tuoi anni di carriera, è esattamente il tipo di domanda davanti a cui Fred Durst probabilmente si tappa le orecchie e spara il suo classico "shut the fuck up".
Tornando ai FNM, lo show è stato studiato nei dettagli e goduto dalla stessa band, e da Mike Patton in particolare, che si è divertito come un matto a sparare idiozie in italiano (lui che abitava almeno 6 mesi all'anno a Bologna).

Piccoli difetti:
- solo 19 pezzi (minimo del tour) per colpa, credo, degli organizzatori (problemi di orari).
- Hanno suonato 13 dei 23 pezzi della mia scaletta ideale, poteva andare peggio. Ma non aver sentito Cuckoo for caca e Falling to pieces ha fatto davvero male.

Alcune perle della serata:

Evidence in italiano (Mike: "Dai, è un po' Eros...però") + Poker Face come intro di Chinese Arithmetic


Midlife Crisis + Introduce Yourself (occhio al min 2:20)

martedì 16 giugno 2009

Il mio Rock in Idro - Intermezzo

Giusto per permettere di identificare le coordinate spaziotemporali di quello che scrivo:

Sì, sono tornato in Italia per qualche giorno per i Faith No More.
E per l'ipotetico ballottaggio + referendum.
E per prendere il sole.
E già che ci sono per ascoltare Daniele Silvestri sabato 20.
E per quello che verrà.*

Tornando al Rock In Idro, come tutti saprete doveva tenersi all'Idroscalo, ma poi pare che la Provincia di Milano non abbia concesso l'utilizzo di quella location. Baruffe, accuse reciproche tra organizzatori e istituzioni, e alla fine si è fatto al piccolo e vecchio PalaSharp. Il Filaforum, più capiente e adeguato, era impegnato per le finali scudetto di basket tra Milano e Siena (che a posteriori, Milano avrebbe fatto più bella figura a non giocare e darla vinta a tavolino).

Risultato: 40 gradi all'interno del palazzo con umidità del 99%.
Ma nonostante le condizioni improbe, io e la mia amica Laura (ci teneva a essere citata), ci siamo fatti tutto il concerto dei Limp Bizkit nella bolgia sudante. Menzione d'onore.
Poi i Faith No More li ho visti dalla gradinata, un po' perchè volevo godermeli da una visuale ottimale, un po' perchè ero rimasto senza energie (il mio weekend era stato un po' troppo pesante tra spostamenti, pomeriggio nella canicola di Milano e troppo poco cibo).

* In realtà avevo anche una cosa un po' più seria da sbrigare, ma per niente poetica.

Il mio Rock in Idro - Part I

Vi ricordate questo post? Per una strana congiunzione degli astri è sucesso che in un giorno solo, lo scorso 14 giugno, due dei miei desideri che credevo "impossibili" sono stati esauditi, nel corso del Rock In Idro. Sprecare una manciata di byte su questo blog per raccontare l'evento mi sembra davvero il minimo.

In questo post i protagonisti sono i Lacuna Coil e i Limp Bizkit. Stasera o domani arriverà il resto.

Lacuna Coil
Non li conosco molto, ma la loro performance live è stata di assoluto rispetto, soprattutto grazie all'incredibile voce della cantante Cristina. Un bell'esempio di rock made in Italy che sta facendo successo in giro per il mondo ma rimane sconosciuto ai più in Italia. Il mio rapporto nei loro confronti comunque rimarrà di stima e nulla più, sono troppo metallari per i miei gusti.
(Devo ancora capire se la cover di Enjoy the silence mi è piaciuta o se è solo un reato di lesa maestà)

Limp Bizkit
Il chitarrista Wes Borland (più pitturato che mai) è tornato e la curiosità di vedere una delle band tra le principali artefici, ormai 10 anni fa, dello sdoganamento planetario del nu-metal era tanta.
A conti fatti, Durst e compagni il minimo sindacale l'hanno fatto, ma da celebrità simili ci si aspetta sempre qualcosa oltre all'ordinario, e questo è mancato.
Certo My generation e Take a look around (pezzi che hanno rispettivamente aperto e chiuso il concerto) sono state notevoli, come pure Rollin'. Ma in mezzo ci sono anche stati brani storici come Breakstuff e Nookie che sembravano suonati al rallentatore. Inoltre la voce di Fred dopo mezz'ora di concerto ha dato evidenti segni di cedimento, salvo poi riprendersi, ma solo nel finale (cioè: si è deliberatamente risparmiato). La scaletta è stata buona anche se piuttosto scontata, ma per questo credo che a colpa sia degli organizzatori, che hanno incastrato i Limp in uno spazio di un'ora e venti che non lasciava molto margine di manovra.
La cosa forse più deludente è stato vedere come il loro spettacolo live non sia stato studiato nei minimi dettagli. Al termine di ogni canzone c'era una pausa, un po' di cazzeggio, una battuta, qualcuno che accordava uno strumento, e poi si ripartiva con un altro pezzo. Mai uno stacco particolare studiato a tavolino, mai un'intro speciale, sempre e solo i pezzi in fredda serie... e questo sa molto di compitino (leggi marchetta) svolto senza troppa passione per il proprio lavoro e per il proprio pubblico.
Mezza delusione, ma sono comunque contento di averli visti dal vivo, almeno per una volta.


mercoledì 10 giugno 2009

Italiani all'estero: risultati elettorali anomali in Europa dell'est - Rischio brogli?


Usualmente la percentuali di affluenza al voto dei cittadini italiani che vivono all'estero sono molto inferiori rispetto a quelle della madre Patria. Per le ultime elezioni europee qui in Irlanda per esempio ha votato il 9,95% degli italiani aventi diritto, in UK, Germania, Spagna e Francia i risultati sono stati anche inferiori, mentre in altri Paesi come Portogallo, Paesi scandinavi, Austria e Slovenia si è superato il 10%, ma difficilmente si è superato il 20% di affluenza.

Poi, andando a leggere le statistiche ufficiali del Ministero degli Interni, si scoprono dei dati che hanno dell'incredibile riguardanti diversi Paesi dell'est Europa.

Nella circoscrizione dell'Italia centrale in Repubblica Ceca, risulta che ha votato più gente di quanta ne avesse diritto (il 103%!). Casualmente in questa circoscrizione il PdL raggiunge la maggioranza assoluta (56%).
Ce n'è abbastanza per parlare di risultati truccati? Decisamente, se qualcuno non è in grado di fornire una spiegazione.

Questo è solo il caso più eclatante, per il quale mi auguro che qualcuno alzi la voce al più presto, ma non è finita:
- In Bulgaria il PdL vola sopra il 60%, e "stranamente" nelle circoscrizioni Italia Centrale e Insulare della Bulgaria vota praticamente il 100% degli aventi diritto (tutti tranne un'unica persona).
- In Lituania, Lettonia ed Estonia i dati sull'affluenza sono rispettivamente 100%, 100% e 77,6%.
- A Cipro vota il 74% degli aventi diritto, con il PdL al 60%

Ok, si tratta in totale di qualche centinaio di voti, ma la questione è ben più basilare. E' possibile che qualcuno abbia manomesso i risultati elettorali?
Se in questa mezza dozzina di casi si è trattato davvero di brogli, chi ci assicura che non è avvenuto lo stesso in altre decine di casi?

Se sono io che mi sono perso qualcosa me lo spiegate per favore?

(grazie a Matia e a CircoloPraga per le info)



lunedì 8 giugno 2009

Il polpettone postelettorale (ma con poche calorie)

Ok, due giorni fa mi ero divertito a sparare numeri come al bingo sui risultati delle elezioni amministrative riguardanti il comune di Reggio Emilia. Un po' per gioco, soprattutto per esorcizzare i miei timori di un ballottaggio.

Sul riconfermato Delrio (52,6%) mi sono sbagliato di circa 6 punti percentuali. 6 punti che si sono spartiti quasi equamente le destre (complessivamente al 32,8%), la lista dell'ex sindaco Spaggiari (6,8%) e gli altri "pesci piccoli" (7,7%).

La cosa che mi ha sorpreso e non poco è stato il sorpasso della Lega (18,0%) nei confronti del PdL (14,8%). Ok che Filippi era un candidato debole e che davvero non si riusciva ad ascoltare quando parlava, ma davvero non me l'aspettavo.

Quasi 1 elettore su 5 a Reggio Emilia ha votato per la Lega Nord.

Non riconosco più la mia città. O forse avevo solo bisogno che qualcuno mi svegliasse.

Come conoscere i Joy Division con troppi anni di ritardo

Se una sera avete voglia di un film biografico, magari su un gruppo musicale, magari con una colonna sonora spettacolare, Control è il film che fa al caso vostro.

E' una pellicola del 2007 sulla vita di Ian Curtis, cantante e leader dei Joy Division.

A chi ha intenzione di guardare il film consiglio di evitare di andare a leggere la storia della band su Wikipedia, se non la conoscesse già.
Si fa in tempo anche dopo.

sabato 6 giugno 2009

Perchè io conosco la mia città

E dico che per il Comune di Reggio la corsa per la poltrona di sindaco finirà così:

Delrio (PD) 58,8%
Filippi (PdL) 17,2%
Alessandri (Lega Nord) 13,5%
Spaggiari (Reggio Città cAttiva) 3,9%
Altri 5,7%
Nulle 0,9%

giovedì 28 maggio 2009

Un TG4 diverso dal solito

TG4 è un'emittente televisiva irlandese (l'unica in lingua gaelica, con i sottotitoli in inglese) che l'altroieri sera mi ha causato un discreto senso di vergogna nei confronti dei miei coinquilini irlandesi.

TG4 ha infatti trasmesso un lungo documentario sulla grande ribalta che stanno avendo i movimenti di estrema destra in Europa. Nel corso del programma si è parlato per il 70% del tempo di Italia, per il 25% di Germania e per il 5% di Francia.

I protagonisti miei connazionali di questo reportage (che poi ho scoperto essere stato realizzato da CanalPlus) erano, in ordine sparso, Mario Borghezio (su cui cala pesante il giudizio del redattore: "quest'uomo è la dimostrazione che il fascismo può ritornare in Europa"), Flavio Tosi, Gianni Alemanno, Roberto Fiore, Gianluca Iannone e altri ancora.

Insomma, nomi e volti già tristemente noti anche in Italia. Ciononostante questo documentario è davvero ben fatto e rappresenta un ottimo esempio di giornalismo di inchiesta. Le notizie riportate non erano le solite due note rimasticate e copiaincollate da Wikipedia, ma erano frutto di un reale sforzo di approfondimento, che si porta dietro decine di interviste, viaggi e riprese inedite.

Inoltre sono rimasto colpito dalla durezza dei vari ceffi intervistati, che al cospetto dei media stranieri hanno rilasciato dichiarazioni ben più nette e pesanti rispetto a quelle lisciate e accomodanti che sono soliti riservare ai media italiani (ad esempio, ricordo un Flavio Tosi ad Annozero che sembrava quasi una personcina moderata e un Borghezio particolarmente tiepido a Tetris poche settimane fa).

Una sintesi più ricca del documentario si può trovare qua. Purtroppo non trovo alcun link che porti al video del reportage. Ma se vi capitasse di incrociarlo, guardatelo.

(update, un piccolo stralcio l'ho trovato. Grazie Gio)

Per chiudere, un paio di flash sparsi che mi sono rimasti impressi:
- Enrico Brignano, che cantava insieme a un energumeno rabbioso "Io ho un cuore nero" a un ritrovo di una formazione neofascista.
- Mario Borghezio, che durante un comizio a Colonia si ritrova con il microfono muto. Lui pensa ad un guasto invece è stata la polizia a chiudere di forza l'audio a tutela dell'ordine pubblico, perchè per i loro gusti l'eurodeputato ci stava andando giù troppo pesante.


martedì 26 maggio 2009

Non è un paese per giovani

Il giorno della mia partenza, in radio c'era un'intervista al sindaco Delrio con domande fatte direttamente dai cittadini al telefono. Delle sei domande, ben quattro riguardavano cimiteri. Rimasi attonito.

Oggi arrivano le foto della presentazione del programma della coalizione di centrosinistra per le elezioni comunali. Sono solo persone anziane.

(courtesy of grazianodelrio.it)

Tutto quadra alla grande, se si pensa che l'Italia è uno dei Paesi con l'età media più alta di tutti.

Il bacino elettorale dei politici è composto da vecchi, soprattutto. E le proposte politiche devono convincere i vecchi, soprattutto.

E i vecchi tendezialmente non votano un Obama, per capirci. E non ragionano neanche come un Obama.

Eccetera, eccetera, eccetera.

Momento positività
Comunque io, a Graziano, lo adoro. E' l'eccezione che conferma la regola. E' proprio una persona per bene e che ama la sua gente. E anche se gli tocca parlare soprattutto di cimiteri poi i progetti buoni li fa (raccolta differenziata dei rifuiti porta a porta, piste ciclabili, più cultura, servizi informatizzati ai cittadini, etc.). Solo che non li può promuovere troppo, se no poi perde dei voti, ho paura.


giovedì 21 maggio 2009

La mia telenovela preferita: "I candidati reggiani"

Guardare le schermaglie politiche della propria piccola città da una capitale del nord Europa è davvero una buona forma di intrattenimento.

Inutile sprecare molte parole per raccontare della ricandidatura di Antonella Spaggiari, ex sindaco rosso di lungo corso di Reggio Emilia e oggi cavallo di Troia del centrodestra, perchè ci ha già pensato in maniera egregia l'inviato di Repubblica Alberto Statera. Da aggiungere c'è solo l'interessante notizia che l'Italia dei Valori richiederà una verifica formale per valutare l'ineggibilità della zarina, in quanto attuale presidente della Fondazione bancaria cittadina.
Ah...poi ci sarebbe anche da fare un plauso a Fabio Filippi e ai suoi creativi, che sono riusciti a ideare un manifesto che indirettamente inneggia ai tempi del fascismo e pare biasimare coloro che l'hanno spazzato via, anche a caro prezzo. Autentici genii.

Dal punto di vista entertainment molto più interessanti sono invece le peripezie dell'editore reggiano Tiziano Motti, che ha deciso di candidarsi alle europee. La società del nostro sul suolo reggiano pubblica il quotidiano locale "Il Giornale di Reggio" e in giro per l'Italia cura volumi sullo stile delle Pagine Utili. Inoltre lui, in qualità di presidente dell'associazione "Europa di diritti" appare di tanto in tanto nei programmi di Trecca su Rete4.

La campagna elettorale di questo personaggio è bizzarra non solo perchè si è consumata principalmente in giro per discoteche a fianco di vip bolliti come Jerry Calà e Valter Nudo, ma soprattutto perhcè il buon Motti ha tappezzato Reggio (e a quanto leggo anche tutto il nord-est) di manifesti elettorali... senza il simbolo di alcun partito (almeno fino alla data della mia partenza, 4 maggio 2009). Questa cosa nei mesi scorsi non mi faceva dormire la notte, "Ma con chi si candiderà Motti?". Il mistero si chiarì quando un giorno lessi proprio sul suo giornale di un incontro politico locale dove avrebbe partecipato anche "Tiziano Motti, candidato alle elezioni europee per il PdL". Ok, se l'ha scritto sul suo giornale sarà così, mi sono detto. Sarà stato un mese e mezzo fa circa.

E invece no. Negli ultimi giorni cosa apprendo? Che a fine aprile si è candidato con l'UDC come undicesimo nome in lista per il distretto nord-est. Anzi, forse sarebbe meglio dire che è stato accettato come candidato nelle file dell'UDC. Perchè pare che il buon Tiziano sia stato costretto a ripiegare sul partito di Casini perchè "fatto fuori" dalle liste PdL a vantaggio di una meteorina. Ovviamente sono arrivato tardi come al solito, perchè a percularlo ci hanno già pensato un po' tutti, dalla Gazzetta di Parma, al PD, a numerosi blog.

Ma come si conviene per i personaggi poliedrici come Motti, gli spunti non finiscono mai, ed ecco allora che a tenermi compagnia ci pensa il magazine online Reggio24Ore, diretto da Nicola Fangareggi, già ex direttore del Giornale di Reggio, che evidentemente ha il dente un po' avvelenato con il suo ex datore di lavoro e che puntualmente pubblica divertenti storielle che hanno come bersaglio indiretto il povero editore. Come questa, ma soprattutto come quest'altra, dove si parla dei collegamenti con la P2 del mentore televisivo di Motti, il Trecca.

Ecco, io oggi al mio insegnante di inglese gli ho detto che "In Italy there is no difference between entertainment and politics" e lui si è messo a ridere.
Ma la mia mica era una battuta.

(per la foto grazie a Nipresa, via PTWG)

martedì 19 maggio 2009

Pene e solitudine

Feci una lista. Che sono ordinato, io.

La prima, quella giovane, la portai ad un concerto.
E lei si portò un tizio. Che a metà del concerto iniziò a palpeggiarle il sedere.

La seconda era la più intelligente di tutte.
Infatti non mi prese minimamente in considerazione.

La terza, la riccia, ci stava.
- "Se non ti dà fastidio, però" mi disse "intanto mi vedo anche con lui"
- "No figurati"
E andò che la dava un giorno a me e un giorno a lui.
Poi un giorno a lui e un giorno a lui.

La quarta votava Berlusconi. Ed era vegetariana.
Obiettivamente troppo per le mie forze.

La quinta non aspettava altri che me. Ma per far passare il tempo frequentò un corso di cucina e mise su 26 chili.

La sesta era molto sensibile. Mi mandò affanculo con una delicatezza mai sperimentata prima.

domenica 26 aprile 2009

IMHO

La mia professoressa di italiano del triennio, al liceo, lasciava un po' a desiderare.

Non che fosse impreparata, ma ormai aveva perso la voglia di insegnare (se mai l'avesse avuta) ed era entrata in una fase di letargo pre-pensione.

I compiti scritti negli ultimi tempi non li correggeva neanche e i voti li dava sulla base della "reputazione globale" dello studente: condotta, andamento storico dei voti, risultati nelle altre materie.
Il mio rank mi garantiva un 6/7 fisso, per esempio. Con buona pace dell'etica del lavoro.

Eppure una gran cosa me la insegnò.
Un giorno mi disse che in forma scritta giudizi e opinioni si devono esprimere senza appoggiarsi a espressioni come 'a mio parere', 'secondo me' o 'secondo la mia modesta opinione'.
Perchè è già sottinteso che l'autore riporti il suo pensiero e non quello del suo vicino di casa.

Per colpa di questo imprinting un po' tardivo qua sopra non troverete mai 'imho' o simili, tranne che in questo post. Il massimo che mi concedo sarà qualche 'credo che' qua e là, se proprio.

Portate pazienza, è un periodo un po' così.


domenica 19 aprile 2009

Una Deprimente Certezza

Con il solito ritardo propongo un bel giochino made by Paul The Wine Guy.
Divertitevi.


Le creazioni migliori:

- L'inarrivabile poesiola del Dr. Pruno

- Un Divorziato Cattolico (LaVyrtuosa)

Fuori gara una menzione speciale va assegnata all'acrostico Unione Dei Carcerati, coniato da Marco Travaglio già diversi anni fa. Geniale ed essenziale.

Addendum (24 aprile 2009)
Stavolta tocca al PD.



mercoledì 15 aprile 2009

Una bucolica sporta di fatti miei

Oggi era uno di quei 15-20 giorni all'anno che la pianura padana regalava un esperienza climatico-paesaggistica godibile. A metà mattina la temperatura era di 21 gradi, gli alberi erano in fiore, il sole splendeva e il suo tepore era accompagnato da una lievissima brezza che accarezzava i campi.

Ero a Rolo per lavoro, nello spigolo nord-est della provincia reggioemiliana (come direbbe Santiago Calatrava), e per tornare in città ho deciso di evitare le arterie principali e di percorrere esclusivamente strade di campagna, orientato solo dalla mia bussola interna. E con i Quintorigo come colonna sonora.

Un'ottima scelta. Raramente mi ero goduto così tanto la mia pianura natale.

Mentre mi avvicinavo a Correggio da una piccola frazione agricola, vedo un signore distinto con una sporta della spesa in mano che cammina verso la mia direzione. E' il deputato Maino Marchi, ex segretario dei DS reggiani, detto Mai No per le sue tendenze cerchiobottiste. Quasi quasi mi fermo e gli chiedo se vuole un passaggio, ma proseguo.
Nei pressi di un'altra frazione di Correggio, vedo un indiano con il turbante e la tunica bianca che cammina a piedi verso non si sa dove. Gli chiedo se vuole un passaggio e mi dice di no. Non lo biasimo: perchè negarsi una passeggiata al sole, se può permettersela?

Poi sono arrivato in città e l'armonioso intermezzo primaverile è finito nella maniera meno degna.
La macchina parcheggiata di fianco alla mia era una Punto color lavanda con i sedili leopardati.


martedì 14 aprile 2009

BNL Portfolio Immobiliare Crescita - Risparmiatori nel dimenticatoio

Pensavo che l'acquisizione di BNL da parte del gruppo francese BNP Paribas avesse comportato solo vantaggi e potesse portare una ventata di sana concorrenza nel sistema bancario italiano, ma forse mi sbagliavo.

Visto che sono stato così munifico di complimenti quando se li erano meritati, credo che ora sia giunta l'ora di contribuire nel mio piccolo a portare a galla una grossa "falla" del sistema BNL-BNP, falla che si chiama Portfolio Immobiliare Crescita.

Nel 2001 BNL lanciò sul mercato il fondo Portfolio Immobiliare Crescita, gestito da una sua società controllata (BNL Fondi Immobiliari SGR p.a.).
Il prodotto era intelligente: il piccolo risparmiatore sottoscrive piccole quote del valore di 2500 euro (vincolate per 7 anni), il fondo investe in importanti immobili ad uso commerciale in grandi città, il valore degli immobili cresce negli anni, BNL rivende i locali ad un buon prezzo e scaduti i 7 anni (cioè a dicembre 2008) liquida i sottoscrittori delle quote, felici e contenti.
Un prodotto perfetto per l'italiano medio, che è da sempre poco incline al rischio e che ama restare ancorato ai vecchi e sani principi come quello della speculazione edilizia.

Ai quotisti BNL tutti gli anni ha mandato un libricino patinato e aggiornato con le foto di tutti i palazzi acquisiti dal Fondo e il relativo valore stimato della singola quota. A parte la carta sprecata, era tutto molto bello; un po' perchè il valore degli immobili cresceva un sacco di anno in anno (3797 euro a giugno 2008, +52% sul valore iniziale), ma soprattutto perchè uno poteva andare in giro a raccontare che possedeva 1 metro quadro della sede di quel negozio a Milano o il cesso di quel centro commerciale di Firenze.

Poi succede il casino (descritto per bene qui):
- dopo l'estate08 arriva la crisi. Il settore immobiliare è tra quelli più nella melma.
- BNL-BNP non sembra essersi molto organizzata per risarcire i quotisti entro il termine stabilito del 31/12/2008.
- Anzi per essere più precisi a settembre08 non aveva venduto nemmeno un palazzo e si ritrova nella difficile situazione di dover (s)vendere tutti i palazzi nel bel mezzo della crisi.
- BNL-BNP chiede un periodo di grazia di 3 anni alla Banca d'Italia. Cioè in considerazione del difficile momento economico, chiede 3 anni in più per vendere e risarcire i titolari delle quote.
- La Banca d'Italia boccia la richiesta e impone ai signori di BNL-BNP di liquidare i quotisti entro il 30 giugno 2009.
- BNL-BNP decide di non comunicare nulla di tutto ciò ai quotisti (se non attraverso comunicati stampa alla portata di pochissimi addetti ai lavori), che i primi di gennaio 2009 si aspettavano qualche soldino in più sul conto corrente e invece ciccia.

A questo punto la situazione prende una piega ancora peggiore.
Pare infatti che ad oggi, a 3 mesi dalla scadenza del 30 giugno, ancora non siano riusciti a vendere nemmeno un immobile. Ci sono state diverse aste, ma sono tutte andate deserte.
Evidentemente i possibili acquirenti hanno fiutato l'affare e come avvoltoi aspettano che la preda sia esangue.

(ADDENDUM 24 aprile: a Roma uno stabile sono riusciti a venderlo a +36,8% del valore storico. Uno solo su nove, per precisione.)

(ADDENDUM 28 aprile: ad ogni quotista è stato riconosciuto un dividendo di quasi 290 euro a quota, credo riconducibile alla vendita del primo immobile. Evidentemente liquideranno poco alla volta man mano che venderanno gli immobili. E' già un passo avanti, almeno un quotista ha ora una vaga idea di quello che l'aspetta.)

(ADDENDUM 29 maggio: in data 21 maggio i quotisti hanno ricevuto un altro dividendo di 1200 euro per quota. Complessivamente siamo a 1490 euro liquidati per ogni quota., a cui vanno aggiunti 215 euro versati nel 2007. Previsioni finali sulla liquidazione: 2950 euro per quota).

Altro fatto che lascia quanto meno allibiti (via forum di Finanzaonline.com) è che pare che BNL-BNP ad oggi non abbia messo inserzioni di vendita sui principali siti di annunci per grandi investimenti immobiliari (come questo).

(ADDENDUM 24 aprile: qualche pubblicità in giro l'hanno messa, fortunatamente. Sole 24 Ore e altro.)

I quotisti possono solamente rimanere nel dubbio, perchè nessuno è in grado di dire loro con sicurezza come e quando verranno liquidati. Al momento ci sono solo voci e supposizioni che vanno nelle direzioni più disparate.

L'unica certezza è che i signori di BNL-BNP sono stati inefficienti, anche se affermano il contrario. E per questo si è addirittura parlato di commissariamento della società di gestione.

Ora, è chiaro che al mondo ci sono problemi ben peggiori, ci mancherebbe. Ma c'è un sacco di gente che su quei pochi soldi, magari messi da parte con qualche fatica, ci contava per il 2009. Un cassintegrato, uno che si deve sposare, che cavolo ne so.
Il problema non è solamente il valore della quota (comprensibilmente crollato), ma l'incertezza sui tempi e sui modi di liquidazione. Al momento il colosso BNL-BNP non sa dire niente di preciso. Migliaia di famiglie che avrebbero potuto dare una mano a "far ripartire l'economia" che sono impossibilitate a pianificare piccole e grandi spese.

Ripeto, credo che queste inefficienze non siano un dramma per i più. Ma un minimo di ampificazione su casi di disservizio come questo è salutare. Per tutti, clienti e banche.

A tutti i quotisti del Fondo che si troveranno a passare di qua, infine, consiglio di visitare il sito dell'Associazione ATPIC (Associazione Tutela sottoscrittori Fondo Portfolio Immobiliare Crescita) e di valutarne l'adesione, che è gratuita.
L'obiettivo dell'associazione è quello di "intraprendere nei prossimi mesi tutte le iniziative legali e di comunicazione con la finalità di veder valutato il proprio investimento correttamente, prima che l’inattività della SGR pregiudichi l’esito".

Perchè come dice il presidente dell'associazione:
"Se avessero gestito il Fondo senza ridursi all'ultimo momento per vendere gli immobili, a dicembre avremmo incassato tra i 3600 e i 3800 euro a quota. Vogliamo la somma che ci spetta. Anche perchè alla SGR sono stati versati 35 milioni di euro di commissioni di gestione in sette anni, somma pagata perchè svolgessero il proprio lavoro"

venerdì 10 aprile 2009

Terremotati dentro

A seguito del terremoto che ci fu in Umbria nel 1997, andai per 10 giorni nell'estate successiva in un campo di lavoro allestito dalla Caritas a Casebasse, frazione di Nocera Umbra.

L'emergenza sfollati era ovviamente terminata, ma il lavoro non mancava perchè in quei mesi si era nel pieno dei lavori di ricostruzione, ristrutturazione e trasloco.

I ricordi di quell'esperienza che in questi giorni sono più insistenti riguardano gli anziani.
I giovani e chi ha una famiglia almeno possono pensare a come rialzare la testa, alle cose da fare per ripartire.
Gli anziani no. Il futuro non è affar loro. E con il terremoto che ha spazzato via ogni traccia del loro passato, per loro rimane solo il limbo della rassegnazione.
Finchè la morte non se li verrà a prendere. Per la seconda volta.

Per questi anziani, spesso persone semplici cresciute in qualche paesino isolato dell'appennino, vedere della gente arrivare da fuori per dare una mano a mesi di distanza dalla disgrazia, è quasi un miracolo. Una bella sorpresa su cui mai avrebbero scommesso.

E allora, anche per loro, rimbalzo l'appello di Blondeinside:
Chiamate la Caritas della vostra provincia (o qualsiasi altro ente che faccia parte della protezione civile) e date la vostra disponibilità a partire.
Basta dare il proprio nome e cognome, un recapito telefonico e quantificare la disponibilità di tempo.
Io l’ho appena fatto. Non so se mi chiameranno e quando, non so fare praticamente nulla di particolare quindi, probabilmente, il mio nome andrà in fondo alla lista. Credo però che anche chi non ha nessuna qualifica specifica potrà comunque dare una mano.
Chiamate. Rendetevi disponibili a partire, che sia un giorno, un week-end, una settimana o un mese. Chiamate anche se vi sembra di non saper fare niente.
Facciamo qualcosa. Nel nostro piccolo.


mercoledì 8 aprile 2009

Non si esce vivi dagli anni '90

Quando qualcuno con più di 14 anni mi dice "abbiamo iniziato a messaggiare" per spiegarmi che un feeling amoroso sta nascendo, rimango allibito.

La tecnologia di comunicazione più arida mai inventata e la nascita di un sentimento. Non dovrebbero stare insieme queste due cose, si capisce subito.

Gli sms hanno ammazzato il romanticismo così come l'avvento della televisione ha bloccato la crescita demografica.



lunedì 30 marzo 2009

Quando il cuggino del ristoratore gioca a internèt

Dalla pagina su 2spaghi del ristorante Vispa Teresa@Ostuni:

Commento mio:
L'ambiente è molto affascinante (in stile orientale), ma per il resto non c'è nulla di particolarmente positivo da segnalare.
Io ci sono stato in estate e non mi sono trovato molto bene. Sia perchè la qualità e soprattutto la quantità delle pietanze lasciava un po' a desiderare, sia perchè il servizio è stato molto lento. Anche i prezzi, seppur non stratosferici, ci erano sembrati più alti del dovuto.
Inoltre ricordo chiaramente che non emisero scontrino fiscale e che uno della compagnia tornò alla cassa e ne fece esplicita richiesta.

Commento di Gioffy:
Ristorante da sconsigliare. Innanzitutto tempi di attesa lunghissimi e mal riferiti. Pizza di qualità medio bassa ma la chicca è la bottiglia di acqua "minerale" arrivata al tavolo (non solo al nostro perchè mi sono informato) già stappata, senza neppure il tappo sopra, con l'etichetta consumata, riempita sicuramente con acqua di rubinetto e fatta pagare come Acqua Minerale...In bocca al lupo

Commento di wivi:
Sconsiglio. Tempi di attesa lunghissimi; dicevano"tra 10 minuti",ogni 10 minuti e alla fine ci siamo seduti dopo53 minuti cronometrati!(Quanto costa dire la verità???). L'acqua è arrivata stappata al tavolo (chi mi assicura che non fosse di rubinetto? L’etichetta era rovinata…). Tovaglioli e tovaglia sporchi. Pizza non particolarmente buona; per fortuna c'erano gli ingredienti (e nemmeno tutti, visto che ad una pizza avevano dimenticato perfino di aggiungerne uno!); l'impasto non aveva sapore. Salvo solo l'habitat nel quale si trova e le salette interne,che sembravano carine, ma il terrazzo non è nulla di che…

Commento di Luna:
VI CONSIGLIO DI ANDARE E NN ASCOLTARE LE ALTRE CONSIDERAZIONI XKE SI MANGIA VERAMENTE BENE ED E MOLTO INTIMO E RAFINATO ANNO DA POCO RISTRUTURATO POI FATEMI SAPERE

venerdì 27 marzo 2009

Le FAQ irlandesi

1. Quando parti per l'Irlanda?
Il 4 maggio (una settimana dopo la data inizialmente prevista, cose che capitano).

2. Quanto tempo rimarrai in Irlanda? Vuoi trasferirti là per sempre?
L'idea di partenza non è quella, conto di tornare in Italia per settembre-ottobre. Ma magari mi rompo le scatole e torno per fine luglio, o magari trovo un contratto di lavoro fino a dicembre e rimango lì qualche mese più del previsto.

3. Ti sei licenziato?
Sì, ho dato le dimissioni. Rimarrò sotto le ali dell'useo confederal fino al 30 aprile.

4. Ma sei rincoglionito?
Credo di no. O comunque non più del solito.

5. Perchè non hai chiesto l'aspettativa?
Perchè voglio cambiare lavoro. Prima è nata l'idea di cambiar lavoro, e poi mi sono convinto a ficcarci in mezzo qualche mesetto all'estero tra un lavoro e un altro. Chiedere l'aspettativa non mi sembrava corretto, di questo ne faccio un punto d'orgoglio. Davvero.

6. Perchè hai scelto l'Irlanda?
Nell'ordine: perchè è un Paese anglofono, perchè è facilmente raggiungibile, perchè lì ho un appoggio (di cui spero di non abusare), perchè Dublino è un po' meno cara di Londra, perchè Dublino è la capitale con l'età media più bassa d'Europa. Però la tentazione di fare qualche mese negli USA è stata forte.

7. Cosa farai in Irlanda?
Studierò inglese un paio di mesi. Il resto sono solo fatti miei, come diceva quel tale.

8. La crisi non ti spaventa?
Sì, è l'unica cosa che mi spaventa. Tutto il resto mi pare fin troppo logico e ponderato.
So anche che in Irlanda la crisi picchia più che in Italia. Ma non vado là per cercare (a tutti i costi) un lavoro.

9. Auspici?
a) Imparare l'inglese
b) Rimetterci pochi soldi in questo soggiorno al confino

10. Considerazioni finali
Ah, quanto mi piacerebbe fare una bella filippica su quello che non va in Italia, come un vecchio catarroso al bar... ma poi divento pesante e dico cose che sanno già tutti. Quindi la faccio breve e saluto così (beh, fate finta che non ci sia il simbolo del PD dai, che non c'ho voglia di star lì a modificare l'immagine):

sabato 21 marzo 2009

Il Parma Workcamp, a caldo

Appena rientrato dal mio primo barcamp, a Parma.

Giusto qualche impressione alla rinfusa:
  • Appena rientrato a casa mi sono iscritto a FriendFeed. Colpa di un mezzo pranzo passato con Nereo e Postoditacco.
  • Faceva un freddo bastardo, e il pranzo era all'aperto. Comunque organizzazione a 4 stelle.
  • C'era un sacco di gente che ha macinato parecchi chilometri per esserci. Pazzesco.
  • Le bloggeurs che sui loro blog sembrano gnocche, sono effettivamente gnocche.
  • A parte un paio di interventi oggettivamente cacofonici, si è sentita della roba interessante. E soprattutto, anche le cose non del tutto condivisibili, sono state presentate da bei personaggi.
  • Si poteva conoscere più gente, ma va bene così. Ho finalmente incontrato Joshuavox e ho almeno stretto la mano al deus ex machina della baracca Fran e alla desaparecida Stella.
  • Ebbene, Paul The Wine Guy non si è manifestato pubblicamente. Credo.

mercoledì 18 marzo 2009

Mettiamo le cose in chiaro

Qualche giorno fa mi hanno chiesto: "Ma poi lo continui il tuo diario on-line quando vai in Irlanda?".
(Eravamo al cinema, prima che iniziasse un film. Così l'autore dell'improvvida domanda si può riconoscere)

Ma questo non è un diario. E' un blog.
Non voglio dire che un diario fa schifo e un blog è figo, o viceversa.

E' che un diario è una roba dove si scrivono le cose che ti sono successe giorno per giorno, i fatti privati, i pensieri personali e un po' tutto quello che passa per la mente. Quando si scrive un blog, invece, è lui a comandare. Ti lascia credere che il padrone sei tu, poi un bel giorno ti rendi conto dell'amara realtà. E' lui ad essersi costruito nel tempo un suo stile e una sua linea editoriale. Si impossessa dei tuoi spunti si sceglie argomenti e post in autonomia, censurando il materiale che non gli va a genio. E se ne frega di sapere il tuo parere, di solito.
Almeno, questo blog funziona così.

Ah, per tornare alla domanda iniziale, direi che la risposta è sì. Continuo, almeno finchè ci divertiamo insieme.
Magari cambio il tema del blog e scelgo qualcosa di un po' più verde o magari ci ficco semplicemente un trifoglio da qualche parte.

Sempre che a lui vada bene.

PS - Volevo usare qualche parolaccia per rendere meglio il concetto, ma non me le ha lasciate usare.

lunedì 16 marzo 2009

Son piccole cose

Ieri ho conosciuto un ragazzo che gli ultimi 6 mesi li ha trascorsi ad Atlanta. Mi ha detto che negli States, di Silvio che dà dell'abbronzato ad Obama, non gliene sbatte niente a nessuno.

L'avevo già sentito dire, ma una testimonianza diretta è decisamente più confortante.


Il Dylan Dog de noantri

Se c'è una cosa una cosa che mi ha sempre affascinato di Dylan Dog è il suo abbigliamento, che da ventitrè anni prevede inconfondibilmente giacca di Armani nera, camicia rossa, blue jeans e ai piedi un paio di Clark's.
Geniale.

Geniale e inarrivabile, pensavo io...

E invece, dopo mesi di attente e scrupolose osservazioni, posso affermare con certezza che a Reggio Emilia, in Italia, vive un personaggio in carne e ossa che ha deciso di vestirsi tutti i santi giorni allo stesso modo.

Ogni sera, al rientro dal lavoro, passo in bicicletta davanti alla sua agenzia immobiliare in una via del centro e lo vedo, al di là della vetrata, con pantaloni neri e un maglioncino nero. Questa è la sua divisa da borghese. Poi di sera se ne va in giro per locali ad esibirsi e talvolta addirittura si leva il maglioncino, rimanendo in t-shirt, nera pure quella.

La cosa buffa, è che si tratta del personaggio meno nero di tutta la città.
Lui è Max Collini, il cantante (o per meglio dire, la voce) degli Offlaga Disco Pax.

Ecco la celebrità locale con la sua classica mise.

giovedì 12 marzo 2009

Are you ready for fucking rock 'n' roll?

Viste le mie precedenti dichiarazioni e le recenti dichiarazioni dei signori Faith No More, dichiaro che se i Faith No More medesimi il tour in Europa lo fanno per davvero, io ad un loro concerto ci partecipo. E non sarà un problema di distanze (yeah!).

Per ora hanno confermato la loro presenza solo qua.

Senza Heineken, una data in Italia la vedo dura. Però abbiamo dalla nostra che Mike Patton ci è affezionato al vecchio stivale.

(ps - Festival in Irlanda ne esistono?)


Bugaz goes irish

Il 27 aprile ho un volo di sola andata per l'Irlanda.
L'intenzione è quella di rimanere nell'isola per qualche mese, per imparare l'inglese per bene. Al momento conto di ritornare in Italia a settembre-ottobre, ma non intendo porre vincoli al destino. Magari torno prima, magari torno dopo.

A breve un po' di FAQ, così magari la gente le legge ed evita di farmi le solite domande. Non che le domande che mi fanno tutti siano stupide, anzi sono molto sensate, sono io che ormai mi sono stancato di ripetere le solite cose e va a finire che non rispondo con la verve adeguata.


mercoledì 11 marzo 2009

Il coniglio

Non è che goda molto a raccontare qua sopra fatti privati in stile esclusivamente gossiparo. Ma questa storia ha una connotazione ontologica che denota la mia indole più profonda: sono una gran brava persona.

E se lo dico io che mi conosco più di chiunque altro, allora vuol dire che è vero.

Vabbè... a questo punto, visto che sono già arrivato dove volevo arrivare, la storia sul coniglio diventa superflua.


lunedì 9 marzo 2009

C'è sempre da imparare

Vedere il logo dell'Unilever prima sullo shampoo Clear e poi, a distanza di dieci minuti, sulla confezione dei dadi Knorr, mi ha fatto un po' strano.

Poi ho pensato che forse mi avrebbe fatto più schifo se avessi visto prima il logo sul dado e poi quello sullo shampoo. Che almeno lo shampoo è al mentolo, e nella minestra non poteva poi starci così male.

mercoledì 4 marzo 2009

Acidi e basi

Il concetto di base è che mi sto inacidendo.

martedì 3 marzo 2009

Pino La Monica

In breve: nella zona di Reggio Emilia c'è un tale Pino La Monica, attore/educatore che teneva corsi anche per bambini, che è stato accusato di aver compiuto atti di pedofilia su circa una dozzina di bambine e adolescenti. Questo tizio è sotto processo da più di un anno ormai. Nei mesi scorsi è anche stato in carcere, ma ora è stato rilasciato in attesa di giudizio. La vicenda è controversa. Lui sostiene la sua completa innocenza e in suo sostegno alcuni amici/genitori hanno anche costituito un'associazione (o qualcosa di simile). La sentenza comunque non è ancora arrivata. E preciso che io non ho uno straccio di opinione su queste indagini, non ne so un bel niente.

Poi è successo che un prete di una frazione di Reggio Emilia ha coinvolto Pino La Monica come docente in un corso per educatori adulti. Il vescovo, saputolo, ha deciso di sospendere questo corso. Qui tutta la trippa su questa storia.

Il giorno dopo, ovviamente, polemiche su polemiche. Contro il vescovo, contro il prete, contro Pino, contro il buon senso.
Allora polemizzo anche io.

In Italia tutti coloro coinvolti in un processo ancora aperto devono essere ritenuti innocenti fino alla sentenza (tranne i rei confessi, direi). E' quello che dice la legge e credo che sia giusto. Però credo anche che ci siano delle regole morali, per le quali una persona inquisita dovrebbe evitare di avere a che fare con quello che riguarda il suo processo. Per esempio se un sindaco viene coinvolto in un processo di corruzione, anche se innocente, dovrebbe essere sospeso. Se non altro nei riguardi dei suoi cittadini. Anzi, sarebbe bello se fosse lui stesso ad avere il coraggio di dire "Io non mi occupo di gestire cose pubbliche finchè sono sotto indagine per miei presunti soprusi. Appena cadranno le accuse tornerò a fare il sindaco (o il ministro, l'assessore etc etc.)". Se un medico è indagato per aver prescritto farmaci a caso per avere i viaggi premio delle compagnie farmaceutiche, non deve prescrivere farmaci finchè non si fa chiarezza.

Se Pino La Monica è indagato per pedofilia, dovrebbe astenersi dall'insegnare in un corso sul rapporto tra adulti e bambini, anche se fosse il più bravo del mondo su questa tematica.

Un sacco di gente si è schierata dalla parte di Pino contro la curia. E qualcosa mi suggerisce che in molti casi quelle persone erano le stesse che un anno fa chiedevano le dimissioni di Mastella quando fu coinvolto nell'inchiesta Why not.

Ma un po' di coerenza mai su questi schermi?


Cose molto cattive

Negli ultimi anni di superiori un po' mi facevano invidia tutti quei giovani universitari che ciondolavano davanti alla biblioteca del centro. Avevano un loro fascino.

Durante gli anni dell'Università di tanto in tanto andavo in biblioteca, poi vedevo che non combinavo molto più che a casa, quindi mi risparmiavo il viaggio. Sullo sfondo, quegli stessi personaggi ciondolanti con la paglia in mano, sempre davanti alle porte della biblioteca, solo diventati fuori corso. L'invidia si era trasformata in pena. Erano inguardabili, un monumento all'accidia.

Oggi, ogni volta che passo in biblioteca a consegnare o a prendere in prestito un libro, vedo ancora qualcuno di quelli che ormai sono da considerarsi complementi di arredo urbano viventi. Faccio due rapidi conti e mi spavento a pensare a che età hanno. "Ma fino a quando riusciranno a fare i mantenuti?" mi chiedo.
E la pena ritorna invidia.


giovedì 26 febbraio 2009

I veri comunisti sono veramente pochi

Non voglio discutere la qualità dell'iniziativa. Ma porca miseria, questo manifesto... uhm, non so bene che termini usare, ma... ecco... fa schifo al cazzo!



Poi te lo credo che la gente dice che siete fermi agli anni '60. Guarda un po' come vi presentate in giro! Sembra che non c'abbiate nemmeno uno in grado di usare un piccì.

Caro Donato Vena, guarda, se vuoi te la rifaccio io una locandina dell'incontro con la Hack. Aggratis, come atto di carità.

Se passi di qua fammi un fischio.

martedì 24 febbraio 2009

Lunedì al cinema

10 film così a 18 euro, come li vedete?
  • Vuoti a rendere
  • Il giardino dei limoni
  • Changeling
  • The millionaire
  • Stella
  • Yes man
  • Il bambino con il pigiama a righe
  • Home (questo dovrebbe la sorpresa della rassegna)
  • The wrestler
  • Milk
Sono i titoli della prossima rassegna del lunedì sera del cinema Olimpia di Reggio, che inizierà il prossimo 16 marzo. Occhio che gli abbonamenti (almeno quelli per il primo spettacolo) vanno via in una sera, e precisamente (update!) il 5 marzo.

Ah, un ringraziamento agli amici del cinema per avermi fatto vedere, nell'ultima rassegna, una perla come Pa-ra-da. Un film che senza di loro non avrei mai visto nemmeno per sbaglio.

Mi spiace un sacco non poter fare l'abbonamento, questo giro.
(Uh! come mai? ...To be continued)


venerdì 13 febbraio 2009

Segnali di vita

Si trovano all'indirizzo www.bugaz.tumblr.com.
Per il resto, non ho una gran ispirazione. Come al solito, insomma.

mercoledì 11 febbraio 2009

Belli capelli

Dicono che le donne cambiano il taglio di capelli quando attraversano un periodo di grandi sconvolgimenti.

Io che da tagliare non ho molto ho deciso di agire alla rovescia. Li faccio crescere.

Solo che oggi sono andato in crisi. Per colpa di questa roba (che tra l'altro ha fatto crollare anche la mia stima verso tutti i fricchettoni attivisti di Greenpeace).

Avere i capelli lunghi inquina.
Più chioma da lavare significa:
- consumare più acqua
- consumare più shampoo
- consumare più energia elettrica per asciugare i capelli con il phon

Se mi faccio crescere i capelli, in un anno, userò circa 29 boccette del mio shampoo Clear da 3 euro e il mio phon da 2KW consumerà qualcosa come 18 euro di corrente.
L'acqua, quello non so proprio.

I costi differenziali rispetto ai miei consumi standard sarebbero nell'ordine dei 40 euro.

Ordunque, sono pronto io a sacrificare e il mio flebile spirito ambientalista e circa 40 euro sull'altare di una voglia tanto scema quanto vana?
Può essere.

Ma alla fin fine la vera morale di questo post non è che sono completamente andato di testa, o che sono tirchio o che era meglio fermarsi a metà invece di leggere questa stronzata pazzesca.
E' che certi discorsi sui capelli posso ancora permetterli di farli. Che uno non ci pensa, ma sono piccole fortune fortune anche queste, a 26 anni.

lunedì 9 febbraio 2009

Uno schifo

Solo di una cosa mi sono meravigliato in questi giorni.
Di non aver trovato le quote per scommettere sulla data di morte di Eluana sul sito della Snai.

R.I.P.

giovedì 5 febbraio 2009

Buon appetito

Una volta tanto una catena via email che mi ha fatto sorridere...

Sono stati pubblicati i risultati di un recente sondaggio commissionato dalla FAO rivolto ai governi di tutto il mondo.

La domanda era: "Dite onestamente qual è la vostra opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo".
- gli europei non hanno capito cosa fosse la scarsità;
- gli africani non sapevano cosa fossero gli alimenti;
- gli americani hanno chiesto il significato di resto del mondo;
- i cinesi hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di opinione;

- il governo Berlusconi si sta ancora chiedendo cosa possa significare l'avverbio "onestamente"

mercoledì 4 febbraio 2009

Gerontofilia

Ho controllato le età dei capi di stato e dei primi ministri di una buona quantità di Paesi (UE, BRIC, Paesi NAFTA + Svizzera, Norvegia, Giappone e Australia, poi mi sono rotto).

Ne emerge che il nostro capo di stato, mediamente, è più vecchio di oltre 18 anni e mezzo dei suoi colleghi degli stati presi in considerazione (per l'UE il valore scende a poco meno di 17 anni e mezzo).
Ma Berlusconi supera Napolitano. Il nostro primo ministro è più vecchio di 19 anni rispetto alla media dei primi ministri dei Paesi campione (dato che schizza a +20 anni e mezzo rispetto all'età media dei primi ministri UE).

Gli altri sono avanti di una generazione. Mentre qui i 50enni continuano ad essere considerati "poco esperti". E i 30enni sono considerati ancora tra i "giovani".

Napolitano è il più vecchio tra tutti i capi di stato del campione, non c'è monarca, regina o imperatore che tenga. Tra i primi ministri Silvio si piazza al posto d'onore, superato per anzianità solo dal premier indiano.

Gli altri Paesi hanno presidenti di 65 anni e tonici premier che di anni ne hanno circa 55, noi affidiamo il futuro del Paese a gente che di futuro davanti ne ha veramente poco. E' la ragionevole conseguenza dell'essere uno dei paesi più vecchi al mondo (secondi in questa triste classifica, dietro al Giappone).

Chicca finale: in realtà c'è uno Stato (anche se fuori dal campione) dove la media delle età delle due principali figure di governo appaia la veneranda quota italiana di 78 anni e mezzo... Indovinate quale.


Italia
Presidente della repubblica: Giorgio Napolitano (1925)
Primo ministro: Silvio Berlusconi (1936)

Altri Paesi UE
Austria
Presidente federale: Heinz Fischer (1938)
Cancelliere: Werner Faymann (1960)

Belgio (monarchia)
Re: Alberto II (1934)
Primo ministro: Herman von Rompuy (1947)

Bulgaria
Presidente della repubblica: Georgi Parvanov (1957)
Primo ministro: Sergej Stanisev (1966)

Danimarca (monarchia)
Regina: Margherita II (1940)
Primo ministro: Anders Fogh Rasmussen (1953)

Estonia
Presidente della repubblica: Toomas Hendrik Ilves (1953)
Primo ministro: Andrus Ansip (1956)

Finlandia (repubblica semipresidenziale)
Presidente della repubblica: Tara Halonen (1943)
Primo ministro: Matti Vanhanen (1955)

Francia (repubblica semipresidenziale)
Presidente della repubblica: Nicolas Sarkozy (1955)
Primo ministro: François Fillon (1954)

Germania
Presidente della repubblica: Horst Kohler (1943)
Cancelliere: Angela Merkel (1954)

Grecia
Presidente della repubblica: Karolos Papoulias (1929)
Primo ministro: Kostas Karamanilis (1956)

Irlanda
Presidente della repubblica: Mary McAlesee (1951)
Primo ministro: Brian Cowen (1960)

Lettonia
Presidente della repubblica: Valdis Zatlers (1955)
Primo ministro: Ivars Godmanis (1951)

Lituania
Presidente della repubblica: Valdas Adamkus (1926)
Primo ministro: Andrius Kubilius (1956)

Lussemburgo (monarchia)
Granduca: Enrico di Lussemburgo (1955)
Primo ministro: Jean-Claude Juncker (1954)

Malta
Presidente della repubblica: Edward Fenech-Adami (1934)
Primo ministro: Lawrence Gonzi (1954)

Paesi Bassi (monarchia)
Regina: Beatrice d'Orange (1938)
Primo ministro: Jan Peter Balkenende (1956)

Polonia
Presidente dellla repubblica: Lech Kaczynski (1949)
Primo ministro: Donald Tusk (1957)

Portogallo
Presidente della repubblica: Anibal Cavaco Silva (1939)
Primo ministro: José Socrates (1957)

Regno Unito (monarchia)
Regina: Elisabetta II (1926)
Primo ministro: Gordon Brown (1951)

Repubblica ceca
Presidente della repubblica: Vaclav Klaus (1941)
Primo ministro: Mirek Topolanek (1956)

Romania
Presidente della repubblica: Traian Basescu (1951)
Primo ministro: Emil Boc (1966)

Slovacchia
Presidente della repubblica: Ivan Gasparovic (1941)
Primo ministro: Robert Fico (1964)

Slovenia
Presidente della repubblica: Danilo Turk (1952)
Primo ministro: Borut Pahor (1963)

Spagna (monarchia)
Re: Juan Carlos I (1938)
Primo ministro: José Luis Zapatero (1960)

Svezia (monarchia)
Re: Carlo XVI Gustavo (1946)
Primo ministro: Fredrik Reinfeldt (1965)

Ungheria
Presidente della repubblica: Laszlo Solyom (1942)
Primo ministro: Ferenc Gyurcsany (1961)

Paesi candidati all'ingresso in UE:
Croazia
Presidente della repubblica: Stjepan Mesic (1934)
Primo ministro: Ivo Sanader (1953)

Macedonia
Presidente della repubblica: Branko Crvenkovski (1962)
Primo ministro: Nikola Gruevski (1970)

Turchia
Presidente della repubblica: Abdullah Gul (1950)
Primo ministro: Recep Tayyip Erdogan (1954)

BRIC
Brasile (repubblica presidenziale)
Presidente: Luiz Inacio da silva (1945)

Cina (?)
Presidente della republica: Hu Jintao (1942)
Capo di governo: Wen Jiabao (1942)

India
Capo di stato: Pratibha Patil (1934)
Capo di governo Manmohan Singh (1932)

Russia (repubblica semipresidenziale)
Presidente della repubblica: Dmitrji Medvedev (1965)
Primo ministro: Vladimir Putin (1952)

Paesi NAFTA
Canada (monarchia federale)
Governatrice: Michaelle Jean (1957)
Primo ministro Stephen Harper (1959)

Messico (repubblica federale)
Presidente: Felipe Calderon Hinojosa (1962)

Stati Uniti d'America (repubblica presidenziale)
Presidente: Barack Obama (1961)

Altri
Australia (monarchia)
Regina: Elisabetta II (1926)
Primo Ministro: Kevin Rudd (1957)

Giappone (monarchia)
Imperatore: Akihito (1933)
Primo ministro: Taro Aso (1940)

Norvegia (monarchia)
Re: Harald V (1937)
Primo ministro: Jens Stoltenberg (1959)

Svizzera (repubblica direttoriale ?)
Presidente: Hans-Rudolf Merz (1942)