venerdì 30 gennaio 2009

Appunti giordani

Il bello
La Giordania è lo stato arabo del medio oriente più tranquillo. Re Hussein prima e suo figlio Abdullah oggi stanno cercando di ammodernare il paese, instaurando rapporti distesi con chi gli sta intorno e contendo i fondamentalismi religiosi.

Una politica fuori dagli schemi, considerato che la famiglia reale è di provenienza dell'Arabia Saudita, dove sono un filo meno elastici.
La Giordania praticamente non ha petrolio, ha poca terre coltivabili, ed è lo stato arabo più a diretto contatto geografico con Israele e quindi potenzialmente il più a rischio di scaramucce (invece è l'unico che non ha grane con gli ebrei dagli anni '70 a questa parte). Loro hanno superato questi problemi con una politica distensiva, che oggi viene riconosciuta in tutto il mondo. E non a caso i turisti arrivano a frotte.

Il turismo è fiorentissimo, frutta il 12% del PIL nazionale. Senza contare la quota enorme di euro che i turisti spendono "in nero" comprando qualsiasi genere di cinafrusaglia.

Il meno bello
Ogni comitiva di turisti ha un suo sbirro personale. Lo stato giordano ti regala un poliziotto da trasportare comodamente sul pullman per tutta la durata del tuo viaggio. Non ho ancora capito (e credo che non lo capirò mai) se lo fanno per trasmettere l'immagine di una nazione che ha a cuore i suoi ospiti oppure se è una forma di assistenzialismo statale per reglare lavoro a tanti giovani.

Il nostro poliziotto era un tipo di 27 anni, anche abbastanza simpatico. Ogni settimana scorrazzava su e giù da Jerash a Petra con i turisti e si fermava a dormire nelle caserme della polizia di tutto il Paese.
Un giorno gli ho chiesto se era lì per proteggerci o per controllarci. E lui mi ha detto "Secondo te?". Secondo me era totalmente inutile e basta. Tranne quella volta che ci indicò un buon posto dove fumare il narghilè a Madaba a 3 euro.
Sta di fatto che girare con un tizio armato sempre al tuo fianco non è 'sto granchè.

Un altra cosa che dopo un po' rompe le scatole è che ogni 300 metri c'è una foto, un manifesto, un'insegna luminosa o un murales che raffigura il re Abdullah. Roba che non lo supera nemmeno Gerardo di Gerardo Mobili, da decenni padrone incontrastato delle affissioni stradali tra Carrara e La Spezia.

Il brutto
La Giordania ha una grande fortuna. Grazie al clima secchissimo monumenti di 1900 anni fa si mantengono quasi come nuovi. L'anfiteatro del II secolo di Jerash è tenuto meglio di una nostra chiesa dell'anno 1000, per dire. Nel tempio di Indiana Jones di Petra addirittura le incisioni dei capitelli sono ancora benissimo definite.

Peccato che i giordani stiano distruggendo questo patrimonio. Petra è diventata meta turistica di massa solo a fine anni '80. E da allora nessuno sta facendo niente per conservarla.
I beduini hanno improvvisato baracche per vendere souvenir anche all'interno dei siti archeologici.
I loro cavalli, asini e dromedari cagano ovunque.
I bambini staccano veri e propri "pezzi di Petra" e te li vendono come souvenir.
Non c'è una transenna, un percorso obbligato, niente. Chiunque si può arrampicare dove gli pare e avvicinarsi ai siti archeologici più antichi, anche solo per fare una foto.
Dove non c'è cacca di animale, trovi piscia di beduino. E' incredibile.

Jerash stessa storia. Se non si danno una regolata tra 80 anni non gli rimane niente.



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