mercoledì 7 gennaio 2009

Di quella volta che giocai a calcio in Giordania

Tra Israele e Palestina ci siamo concessi un intermezzo giordano di un paio di giorni. Che significa Petra, fondamentalmente. Ma in Giordania è successo anche qualcos'altro da segnare sui miei personali annali.

Il 30 dicembre, nel primo giorno dell'onnipresente re Abdullah, la giornata si è conclusa a Zarqa, seconda città del regno hascemita che ha dato i natali ad Al Zarqawi.

Per l'occasione il nostro pullman fu scortato per le vie della città da due auto della polizia. Una davanti e una dietro. Ufficialmente perchè l'autista non sapeva la strada. Concretamente per altri motivi, suppongo.

Il motivo del passaggio da Zarqa era un incontro con la locale parrocchia cristiana il cui parroco, padre Elia, è un vecchio amico del nostro don Giuseppe Dossetti.

Tra qualche biscotto offerto dalle sciure locali e qualche chiacchiera l'incontro è filato via senza particolari acuti.

Ma ad un certo punto nel sagrato davanti ai locali della parrocchia spunta un pallone. E ovviamente partono i primi tocchi innocenti con i ragazzi giordani. Poi arriva la proposta ufficiale.

- "Passes?"

- "No, teams! Italy vs. Jordan, ok?"

Volevano giocare a "passaggi", loro. Una specie di torello immagino. Ma facciamo capire ai fratelli giordani che non esiste. E' Italia-Giordania che deve andare in onda.
Alla fine era quello che volevano anche loro.

Andiamo a recuperare 2 porte da calcetto da non si sa dove.
Italia-Giordania ha inizio. 6 contro 6. Su campo di asfalto.

Noi giocavamo in jeans, con scarpe inadeguate e venivamo da 4 faticosi giorni di viaggio, di alzatacce alle 6 del mattino e di pasti tutt'altro che soddisfacenti. In più il campo per noi era in salita e due dei nostri migliori uomini erano azzoppati dall'influenza.

Loro erano carichissimi, non vedevano l'ora di farci mangiare la polvere. Correvano come delle bestie e picchiavano come dei fabbri. E come se non bastasse avevano una tecnica decisamente superiore alla nostra.
Ma per nostra fortuna non avevano la più pallida idea di che cosa fosse il gioco di squadra.

Per la cronaca abbiamo portato a casa una vittoria per 4-3, ma dietro al risultato di misura c'è una sonora lezione di calcio impartita dai campioni del mondo ai fratelli giordani.

Dopo mezz'ora il tabellino diceva Italia-Giordania 4-1. Il risultato finale un po' striminzito è dovuto solo al fatto che poi loro hanno iniziato a fare cambi e a inserire giocatori freschi, mentre noi eravamo contati e veramente cotti fisicamente.

Ma quello che conta è che quel pallone ci aiuterà a non dimenticarci di quella dozzina di giovani di Zarqa. E lo stesso spero che valga per loro nei nostri confronti.

(Poi, sarebbe anche il caso che gli rimanesse anche un po' impresso come si gioca a calcio)

P.S. Dodo Zanichelli uber alles
P.P.S. Cocconcelli senior ha un'eleganza unica nel ricevere le gomitate in faccia


0 commenti:

Posta un commento

Lascia la tua verità