domenica 11 gennaio 2009

Dialoghi israeliani - Parte I

(I prossimi post riportano quel poco che mi è rimasto dopo un dialogo con una signora israeliana. Si tratta di una trascrizione con pochi commenti, specie dove si parla di guerra. Semplicemente perchè non mi sento all'altezza.

Il primo post, il meno interessante della serie, parla dell'opinione pubblica israeliana sponda ebrea, tutt'altro che monolitica. Il secondo di alcuni fatti legati all'attacco di Gaza. Il terzo della scelta di lasciare l'Italia per Israele di questa signora. Un quarto forse ci sarà, e sarà sulla legalità ai tempi del muro.)

Lo scorso 3 gennaio, a Gerusalemme, ho avuto la fortuna di essere stato ospite a casa di una ebrea italiana che si è trasferita in Israele 30 anni fa.

Una donna di cultura, docente universitaria, impegnata in un'associazione contro la violenza nel conflitto israeliano-palestinese. Ma allo stesso tempo una persona che si sente profondamente israeliana e che rivendica il diritto di esistere del suo Paese.

Nelle due ore trascorse insieme, ci ha fornito una panoramica sulla società israeliana, raccontandoci di un Paese, dove:
- c'è una consistente parte dell'opinione pubblica molto critica nei confronti del Governo;
- la classe politica nel suo complesso è poco preparata e inadeguata a gestire la situazione;
- la diffusione della corruzione tocca livelli preoccupanti;
- esiste un disinteresse sempre crescente verso i fatti della politica e della società;
- quest'ultimo fenomeno si acutizza tra le nuove generazioni, sempre più individualiste, meno colte e meno legate ai valori tradizionali.

Insomma, sembrava che si stesse parlando dell'Italia. Tante persone che la pensano in un modo, ma con il loro Paese che và da un'altra parte.

Poi c'è il tema dell'ebraismo. Sempre meno osservato come dottrina religiosa, ma radicato come sentimento d'appartenenza e sempre molto importante con le sue frange politicizzate per spostare gli equilibri in parlamento.

Vi ricorda niente?

Comunque, loro in più hanno una guerra, quindi impariamo a non lamentarci troppo.

0 commenti:

Posta un commento

Lascia la tua verità