giovedì 15 gennaio 2009

Dialoghi israeliani - Parte IV

Premessa. Non confondere il termine 'israeliano' con 'ebreo' e nemmeno il termine 'arabo' con 'musulmano'.

Io sono una testa quadra, e di solito ho un'insana passione per i dettagli. Così va a finire che faccio domande del tipo:
- Ma se un palestinese commette un reato in Israele, che cosa succede? Chi lo processa?
- Gli israeliani.
- E se un israeliano commette un reato in territorio palestinese, chi lo processa?
- E' un casino. In Palestina si applica il codice civile e penale della Giordania, quindi chi comette reati in quelle zone dovrebbe essere giudicato con quelle leggi. In realtà se un israeliano viene arrestato dalla polizia palestinese, ogni volta succede una cosa diversa. Dipende molto da chi è, da che cosa ha fatto, etc. Può essere che venga giudicato anche in Israele.

(per incasinarvi ulteriormente le idee leggetevi cosa hanno deciso negli Accordi di Oslo sulle zone B e C della Cisgiordania)

Altra domanda:
- Ma gli arabi che abitano in territorio israeliano fanno il militare (in Israele sono obbligatori 21 mesi di leva anche per le donne)?
- No.
- Ma intendo quelli che sono cittadini israeliani a tutti gli effetti, che non c'entrano niente con la Palestina. Tipo quelli del nord del paese, nati e cresciuti in Israele. Non lo fanno?
- No. Lo fanno solo i Drusi, che sono una minoranza etnica nel nord.
- Quindi se non lo fanno, vuol dire che esiste una classificazione all'anagrafe in base all'etnia o alla religione?
- Quando io ero giovane, sul documento di identità avevo scritto che ero ebrea. Adesso ho notato che hanno sostituito la dicitura per esteso con qualche carattere cifrato, ma la sostanza non cambia. Esiste una classificazione religiosa, più che etnica. Cristiani e musulmani, che poi di solito sono arabi, non fanno il militare.
- Ma questo è discriminatorio. Fin quando gli arabi non saranno trattati al pari degli ebrei, non potranno mai sentirsi israeliani.
- Cosa vuoi che ti dica...
- Niente, però mi sembra che alla base di questa scelta ci sia proprio una logica di divisione. Potrebbero perlomeno destinarli a qualche ruolo di supporto lontano dalle armi. Sarebbe più onorevole per tutti.

Evidentemente la classe politica ebraica le ha interiorizzate bene le leggi sulla discriminazione razziale.


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