martedì 27 gennaio 2009

Dialoghi palestinesi - Parte II

(continua)

Il palestinese mi sembra piuttosto moderato e ha voglia di chiacchierare. Mi gioco la domanda che avevo in serbo da un po'.

- Facciamo un'ipotesi. Ammettiamo che Israele definisca dei confini che vanno bene all'Autorità Palestinese, e che questo porti al riconoscimento dello Stato Palestinese e che si arrivi ad una pace duratura, ok?
- Sì
- Se a seguito di questi accordi la tua città fosse inserita all'interno dello stato di Israele, tu acceteresti questa situazione?
- No (poi ha aggiunto cose del tipo 'i palestinesi sono qui da prima che arrivassero gli israeliani', e altre cose simili, ma non è che me le ricordi bene).
- Ok, tu mi hai risposto su come la pensano i palestinesi. Ma io vorrei sapere la TUA opinione. Ti andrebbe bene questa soluzione?
- In maniera definitiva no. Solo se si trattasse di una soluzione temporanea.
- (Ahia, penso) E hai delle proposte per raggiungere la pace?
- Al momento io non vedo nessuna soluzione. L'unica che ho in mente, ma mi rendo conto che è irrealizzabile, sarebbe la costituzione di un unico stato Israeliano-Palestinese, dove entrambi i popoli abbiano degli stessi diritti e gli stessi doveri. Con un parlamento dove tutte le etnie siano rappresentate.

Di fronte a queste belle parole mi sono fermato, sia perchè eravamo arrivati al caffè, sia perchè non volevo fare incazzare il mio dirimpettaio. Ma quello che proponeva credo non abbia senso purtroppo. Perchè dal poco che ho capito esistono un paio un paio di problemi di non poco conto.

1) Il tasso di natalità degli arabi (sia palestinesi che israeliani) è molto più elevato di quello degli ebrei (4,6 figli per famiglia contro 2,5). Le proiezioni al 2050 dicono una sola cosa: anche nel nord di Israele gli arabi sorpasseranno in numero gli ebrei, figurarsi in Palestina. C'è anche un libro interessante che ne parla. Ovvio che gli ebrei e non vogliano portarsi in casa una bomba demografica di questo tipo. Stato congiunto significherebbe, nel volgere di pochi anni, stato arabo.

2) Per quel poco che ho potuto vedere (soprattutto nel nord di Israele), la differenza tra una città araba e una città israeliana è la stessa che ci può essere tra Napoli e Bolzano. Ordine vs. trascuratezza. Rigore vs. caos. Avanguardia vs. arretratezza.
Ora, provando a essere razionali, immaginatevi che l'Italia sia divisa in due Stati: Padania e Meridione. Pensate forse che i padani scalpiterebbero dalla voglia di unirsi ai meridionali? Con tutto l'amore che ho per il nostro sud, credo di no.
E alla stessa maniera non mi immagino nemmeno un israeliano che auspica un'unione con la Palestina.

Pur capendo cosa non li può tenere uniti, però, non riesco a capire le ragioni del conflitto. O meglio, non capisco che cosa frena Israele dal riconoscere a tutti gli effetti lo Stato palestinese e dal (provare seriamente a) far finire questo conflitto.

Mi pare un po' come il Kosovo per la Serbia. Tutti lo schifavano ma nessuno voleva la sua indipendenza.

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