giovedì 26 febbraio 2009

I veri comunisti sono veramente pochi

Non voglio discutere la qualità dell'iniziativa. Ma porca miseria, questo manifesto... uhm, non so bene che termini usare, ma... ecco... fa schifo al cazzo!



Poi te lo credo che la gente dice che siete fermi agli anni '60. Guarda un po' come vi presentate in giro! Sembra che non c'abbiate nemmeno uno in grado di usare un piccì.

Caro Donato Vena, guarda, se vuoi te la rifaccio io una locandina dell'incontro con la Hack. Aggratis, come atto di carità.

Se passi di qua fammi un fischio.

martedì 24 febbraio 2009

Lunedì al cinema

10 film così a 18 euro, come li vedete?
  • Vuoti a rendere
  • Il giardino dei limoni
  • Changeling
  • The millionaire
  • Stella
  • Yes man
  • Il bambino con il pigiama a righe
  • Home (questo dovrebbe la sorpresa della rassegna)
  • The wrestler
  • Milk
Sono i titoli della prossima rassegna del lunedì sera del cinema Olimpia di Reggio, che inizierà il prossimo 16 marzo. Occhio che gli abbonamenti (almeno quelli per il primo spettacolo) vanno via in una sera, e precisamente (update!) il 5 marzo.

Ah, un ringraziamento agli amici del cinema per avermi fatto vedere, nell'ultima rassegna, una perla come Pa-ra-da. Un film che senza di loro non avrei mai visto nemmeno per sbaglio.

Mi spiace un sacco non poter fare l'abbonamento, questo giro.
(Uh! come mai? ...To be continued)


venerdì 13 febbraio 2009

Segnali di vita

Si trovano all'indirizzo www.bugaz.tumblr.com.
Per il resto, non ho una gran ispirazione. Come al solito, insomma.

mercoledì 11 febbraio 2009

Belli capelli

Dicono che le donne cambiano il taglio di capelli quando attraversano un periodo di grandi sconvolgimenti.

Io che da tagliare non ho molto ho deciso di agire alla rovescia. Li faccio crescere.

Solo che oggi sono andato in crisi. Per colpa di questa roba (che tra l'altro ha fatto crollare anche la mia stima verso tutti i fricchettoni attivisti di Greenpeace).

Avere i capelli lunghi inquina.
Più chioma da lavare significa:
- consumare più acqua
- consumare più shampoo
- consumare più energia elettrica per asciugare i capelli con il phon

Se mi faccio crescere i capelli, in un anno, userò circa 29 boccette del mio shampoo Clear da 3 euro e il mio phon da 2KW consumerà qualcosa come 18 euro di corrente.
L'acqua, quello non so proprio.

I costi differenziali rispetto ai miei consumi standard sarebbero nell'ordine dei 40 euro.

Ordunque, sono pronto io a sacrificare e il mio flebile spirito ambientalista e circa 40 euro sull'altare di una voglia tanto scema quanto vana?
Può essere.

Ma alla fin fine la vera morale di questo post non è che sono completamente andato di testa, o che sono tirchio o che era meglio fermarsi a metà invece di leggere questa stronzata pazzesca.
E' che certi discorsi sui capelli posso ancora permetterli di farli. Che uno non ci pensa, ma sono piccole fortune fortune anche queste, a 26 anni.

lunedì 9 febbraio 2009

Uno schifo

Solo di una cosa mi sono meravigliato in questi giorni.
Di non aver trovato le quote per scommettere sulla data di morte di Eluana sul sito della Snai.

R.I.P.

giovedì 5 febbraio 2009

Buon appetito

Una volta tanto una catena via email che mi ha fatto sorridere...

Sono stati pubblicati i risultati di un recente sondaggio commissionato dalla FAO rivolto ai governi di tutto il mondo.

La domanda era: "Dite onestamente qual è la vostra opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo".
- gli europei non hanno capito cosa fosse la scarsità;
- gli africani non sapevano cosa fossero gli alimenti;
- gli americani hanno chiesto il significato di resto del mondo;
- i cinesi hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di opinione;

- il governo Berlusconi si sta ancora chiedendo cosa possa significare l'avverbio "onestamente"

mercoledì 4 febbraio 2009

Gerontofilia

Ho controllato le età dei capi di stato e dei primi ministri di una buona quantità di Paesi (UE, BRIC, Paesi NAFTA + Svizzera, Norvegia, Giappone e Australia, poi mi sono rotto).

Ne emerge che il nostro capo di stato, mediamente, è più vecchio di oltre 18 anni e mezzo dei suoi colleghi degli stati presi in considerazione (per l'UE il valore scende a poco meno di 17 anni e mezzo).
Ma Berlusconi supera Napolitano. Il nostro primo ministro è più vecchio di 19 anni rispetto alla media dei primi ministri dei Paesi campione (dato che schizza a +20 anni e mezzo rispetto all'età media dei primi ministri UE).

Gli altri sono avanti di una generazione. Mentre qui i 50enni continuano ad essere considerati "poco esperti". E i 30enni sono considerati ancora tra i "giovani".

Napolitano è il più vecchio tra tutti i capi di stato del campione, non c'è monarca, regina o imperatore che tenga. Tra i primi ministri Silvio si piazza al posto d'onore, superato per anzianità solo dal premier indiano.

Gli altri Paesi hanno presidenti di 65 anni e tonici premier che di anni ne hanno circa 55, noi affidiamo il futuro del Paese a gente che di futuro davanti ne ha veramente poco. E' la ragionevole conseguenza dell'essere uno dei paesi più vecchi al mondo (secondi in questa triste classifica, dietro al Giappone).

Chicca finale: in realtà c'è uno Stato (anche se fuori dal campione) dove la media delle età delle due principali figure di governo appaia la veneranda quota italiana di 78 anni e mezzo... Indovinate quale.


Italia
Presidente della repubblica: Giorgio Napolitano (1925)
Primo ministro: Silvio Berlusconi (1936)

Altri Paesi UE
Austria
Presidente federale: Heinz Fischer (1938)
Cancelliere: Werner Faymann (1960)

Belgio (monarchia)
Re: Alberto II (1934)
Primo ministro: Herman von Rompuy (1947)

Bulgaria
Presidente della repubblica: Georgi Parvanov (1957)
Primo ministro: Sergej Stanisev (1966)

Danimarca (monarchia)
Regina: Margherita II (1940)
Primo ministro: Anders Fogh Rasmussen (1953)

Estonia
Presidente della repubblica: Toomas Hendrik Ilves (1953)
Primo ministro: Andrus Ansip (1956)

Finlandia (repubblica semipresidenziale)
Presidente della repubblica: Tara Halonen (1943)
Primo ministro: Matti Vanhanen (1955)

Francia (repubblica semipresidenziale)
Presidente della repubblica: Nicolas Sarkozy (1955)
Primo ministro: François Fillon (1954)

Germania
Presidente della repubblica: Horst Kohler (1943)
Cancelliere: Angela Merkel (1954)

Grecia
Presidente della repubblica: Karolos Papoulias (1929)
Primo ministro: Kostas Karamanilis (1956)

Irlanda
Presidente della repubblica: Mary McAlesee (1951)
Primo ministro: Brian Cowen (1960)

Lettonia
Presidente della repubblica: Valdis Zatlers (1955)
Primo ministro: Ivars Godmanis (1951)

Lituania
Presidente della repubblica: Valdas Adamkus (1926)
Primo ministro: Andrius Kubilius (1956)

Lussemburgo (monarchia)
Granduca: Enrico di Lussemburgo (1955)
Primo ministro: Jean-Claude Juncker (1954)

Malta
Presidente della repubblica: Edward Fenech-Adami (1934)
Primo ministro: Lawrence Gonzi (1954)

Paesi Bassi (monarchia)
Regina: Beatrice d'Orange (1938)
Primo ministro: Jan Peter Balkenende (1956)

Polonia
Presidente dellla repubblica: Lech Kaczynski (1949)
Primo ministro: Donald Tusk (1957)

Portogallo
Presidente della repubblica: Anibal Cavaco Silva (1939)
Primo ministro: José Socrates (1957)

Regno Unito (monarchia)
Regina: Elisabetta II (1926)
Primo ministro: Gordon Brown (1951)

Repubblica ceca
Presidente della repubblica: Vaclav Klaus (1941)
Primo ministro: Mirek Topolanek (1956)

Romania
Presidente della repubblica: Traian Basescu (1951)
Primo ministro: Emil Boc (1966)

Slovacchia
Presidente della repubblica: Ivan Gasparovic (1941)
Primo ministro: Robert Fico (1964)

Slovenia
Presidente della repubblica: Danilo Turk (1952)
Primo ministro: Borut Pahor (1963)

Spagna (monarchia)
Re: Juan Carlos I (1938)
Primo ministro: José Luis Zapatero (1960)

Svezia (monarchia)
Re: Carlo XVI Gustavo (1946)
Primo ministro: Fredrik Reinfeldt (1965)

Ungheria
Presidente della repubblica: Laszlo Solyom (1942)
Primo ministro: Ferenc Gyurcsany (1961)

Paesi candidati all'ingresso in UE:
Croazia
Presidente della repubblica: Stjepan Mesic (1934)
Primo ministro: Ivo Sanader (1953)

Macedonia
Presidente della repubblica: Branko Crvenkovski (1962)
Primo ministro: Nikola Gruevski (1970)

Turchia
Presidente della repubblica: Abdullah Gul (1950)
Primo ministro: Recep Tayyip Erdogan (1954)

BRIC
Brasile (repubblica presidenziale)
Presidente: Luiz Inacio da silva (1945)

Cina (?)
Presidente della republica: Hu Jintao (1942)
Capo di governo: Wen Jiabao (1942)

India
Capo di stato: Pratibha Patil (1934)
Capo di governo Manmohan Singh (1932)

Russia (repubblica semipresidenziale)
Presidente della repubblica: Dmitrji Medvedev (1965)
Primo ministro: Vladimir Putin (1952)

Paesi NAFTA
Canada (monarchia federale)
Governatrice: Michaelle Jean (1957)
Primo ministro Stephen Harper (1959)

Messico (repubblica federale)
Presidente: Felipe Calderon Hinojosa (1962)

Stati Uniti d'America (repubblica presidenziale)
Presidente: Barack Obama (1961)

Altri
Australia (monarchia)
Regina: Elisabetta II (1926)
Primo Ministro: Kevin Rudd (1957)

Giappone (monarchia)
Imperatore: Akihito (1933)
Primo ministro: Taro Aso (1940)

Norvegia (monarchia)
Re: Harald V (1937)
Primo ministro: Jens Stoltenberg (1959)

Svizzera (repubblica direttoriale ?)
Presidente: Hans-Rudolf Merz (1942)

lunedì 2 febbraio 2009

Italians do it better

SPOILER (o qualcosa di simile) !!! Solo per chi ha visto Vicky Cristina Barcelona.

Vicky Cristina Barcelona ha un finale obiettivamente brutto. Poco fantasioso dal punto di vista della sceneggiatura e sciatto nella realizzazione. Come se Woody avesse finito i soldi o come se si fosse rotto di questo film e volesse toglierselo dalle scatole rapidamente.

Io l'avrei fatto finire così, per esempio.

Vicky incontra Cristina ad un bar per raccontarle i suoi turbamenti nei confronti di Jose Antonio. Cristina va su tutte le furie. Accusa l'amica di non essere stata sincera con lei, che invece ha sempre fatto di tutto per non nasconderle niente.

Poi Cristina ha un repentino sbalzo d'umore e dalle escandescenze passa ad un infantile stato di depressione e si mette a singhiozzare in mezzo tutti. Realizza che lei è stata semplicemente un rimpiazzo per Juan Antonio. Un rimpiazzo al posto della sua amica Vicky. Si sente inutile, anche perchè nel frattempo ha avuto modo di constatare che come fotografa non vale niente e il poco di buono che riusciva a combinare era dovuto al talento innato di Juan Antonio e Maria Elena. Il mondo le crolla addosso in pochi minuti, insomma.

Dapprima Vicky è imbarazzata dalla scenata pubblica di Cristina, poi comprende la situazione e porge all'amica una spalla su cui piangere, si scusa di averle taciuto la sua storia con Jose Antonio e le dice che ha molto da imparare molto da lei, soprattutto per la maniera genuina in cui vive i sentimenti.

Mentre sono fraternamente abbracciate Vicky ha un fremito, si accorge di quanto sia conturbante la sua amica. Basta un suo sguardo un po' troppo languido e Cristina capisce tutto.

Animate dal fuoco sacro della passione ci danno dentro tutto il pomeriggio, senza farsi trope domande sul cosa sia giusto e sul cosa sia sbagliato.

Intanto la zia di Vicky si fa il pittore bohemien Jose Antonio, levandosi uno sfizio vecchio di 30 anni.

Nella scena finale, mentre sono in aeroporto, il coglione (il marito di Vicky) è impegnato in uno dei suoi inutili sproloqui sulla loro nuova casa. Nel frattempo le due amichette si scambiano un'occhiata complice da educande pruriginose.

Si intuisce chiaramente che hanno tutte le intenzioni di andare avanti con la loro storiella alle spalle del cornuto.

Almeno finchè dura, senza troppi calcolì o rimpianti.

Titoli di coda.

(Partorito in 10 minuti. Fiero di me)

domenica 1 febbraio 2009

Mi auguro che uno straniero ti restituisca il portafogli che avevi smarrito con tutti i soldi ancora dentro

Quando va bene mi danno del buonista.
Quando va male mi danno del buonista del cazzo.

- "Mi piacerebbe che un arabo ti rubasse qualcosa*. Così magari cambieresti idea." mi dice una collega.
- "E a me invece piacerebbe che un romeno ti restituisse il portafogli pieno di soldi che avevi appena perso, così magari cambieresti idea tu." Rispondo.

La xenofobia di questa Italia del 21esimo secolo mi ripugna.

Se fosse un fenomeno che riguardasse gli estremi della società capirei, mi adeguerei, li compatirei. Se si trattasse solo di ultraignoranti, di ultrarozzi e di ultraricchi, sarebbe facile incasellare queste tendenze in precisi gruppi socio-culturali.

Invece siamo coinvolti tutti. Il loro collega, suo cugino, tuo fratello, il mio migliore amico, io. Scemi, intelligenti, ignoranti, eruditi, poveri, ricchi. Terroni, polentoni. Non ci sono spartiacque. E' un sentimento condiviso trasversalmente. E dove non è condiviso apertamente è spesso accettato in maniera implicita, fa talmente parte del nostro vissuto che non si prende neppure in considerazione.

Come se le leggi razziali di nemmeno 70 anni fa non ci fossero mai state. Come se la Romania non facesse parte dell'UE. Come se nel secolo scorso migliaia di italiani onesti non avessero mai sofferto l'umiliazione di sentirsi feccia in Germania o in America. Come se la maggioranza degli immigrati non fossero onesti lavoratori che pagano le tasse dovute.

Chi la vede diversamente fa parte di quelli strani, ormai. Fa parte dei fottuti buonisti del cazzo.
Anche la mia posizione è ambigua. In una scala dove i parametri sono completamente sballati è fin troppo facile sentirsi meno xenofobi della media, ma su una scala di riferimento assoluta, non so proprio dove sarei...

* Certe cose bisognerebbe pensare fino a dieci prima di dirle e poi tacere, se fosse stata un uomo l'avrei mandato affanculo senza passare dal via. A parte questo a me nella vita hanno già rubato 5 biciclette, un autoradio (con finestino spaccato incluso nel prezzo) e mi sono anche entrati in appartamento. Per un po' spero di essere a posto.