lunedì 30 marzo 2009

Quando il cuggino del ristoratore gioca a internèt

Dalla pagina su 2spaghi del ristorante Vispa Teresa@Ostuni:

Commento mio:
L'ambiente è molto affascinante (in stile orientale), ma per il resto non c'è nulla di particolarmente positivo da segnalare.
Io ci sono stato in estate e non mi sono trovato molto bene. Sia perchè la qualità e soprattutto la quantità delle pietanze lasciava un po' a desiderare, sia perchè il servizio è stato molto lento. Anche i prezzi, seppur non stratosferici, ci erano sembrati più alti del dovuto.
Inoltre ricordo chiaramente che non emisero scontrino fiscale e che uno della compagnia tornò alla cassa e ne fece esplicita richiesta.

Commento di Gioffy:
Ristorante da sconsigliare. Innanzitutto tempi di attesa lunghissimi e mal riferiti. Pizza di qualità medio bassa ma la chicca è la bottiglia di acqua "minerale" arrivata al tavolo (non solo al nostro perchè mi sono informato) già stappata, senza neppure il tappo sopra, con l'etichetta consumata, riempita sicuramente con acqua di rubinetto e fatta pagare come Acqua Minerale...In bocca al lupo

Commento di wivi:
Sconsiglio. Tempi di attesa lunghissimi; dicevano"tra 10 minuti",ogni 10 minuti e alla fine ci siamo seduti dopo53 minuti cronometrati!(Quanto costa dire la verità???). L'acqua è arrivata stappata al tavolo (chi mi assicura che non fosse di rubinetto? L’etichetta era rovinata…). Tovaglioli e tovaglia sporchi. Pizza non particolarmente buona; per fortuna c'erano gli ingredienti (e nemmeno tutti, visto che ad una pizza avevano dimenticato perfino di aggiungerne uno!); l'impasto non aveva sapore. Salvo solo l'habitat nel quale si trova e le salette interne,che sembravano carine, ma il terrazzo non è nulla di che…

Commento di Luna:
VI CONSIGLIO DI ANDARE E NN ASCOLTARE LE ALTRE CONSIDERAZIONI XKE SI MANGIA VERAMENTE BENE ED E MOLTO INTIMO E RAFINATO ANNO DA POCO RISTRUTURATO POI FATEMI SAPERE

venerdì 27 marzo 2009

Le FAQ irlandesi

1. Quando parti per l'Irlanda?
Il 4 maggio (una settimana dopo la data inizialmente prevista, cose che capitano).

2. Quanto tempo rimarrai in Irlanda? Vuoi trasferirti là per sempre?
L'idea di partenza non è quella, conto di tornare in Italia per settembre-ottobre. Ma magari mi rompo le scatole e torno per fine luglio, o magari trovo un contratto di lavoro fino a dicembre e rimango lì qualche mese più del previsto.

3. Ti sei licenziato?
Sì, ho dato le dimissioni. Rimarrò sotto le ali dell'useo confederal fino al 30 aprile.

4. Ma sei rincoglionito?
Credo di no. O comunque non più del solito.

5. Perchè non hai chiesto l'aspettativa?
Perchè voglio cambiare lavoro. Prima è nata l'idea di cambiar lavoro, e poi mi sono convinto a ficcarci in mezzo qualche mesetto all'estero tra un lavoro e un altro. Chiedere l'aspettativa non mi sembrava corretto, di questo ne faccio un punto d'orgoglio. Davvero.

6. Perchè hai scelto l'Irlanda?
Nell'ordine: perchè è un Paese anglofono, perchè è facilmente raggiungibile, perchè lì ho un appoggio (di cui spero di non abusare), perchè Dublino è un po' meno cara di Londra, perchè Dublino è la capitale con l'età media più bassa d'Europa. Però la tentazione di fare qualche mese negli USA è stata forte.

7. Cosa farai in Irlanda?
Studierò inglese un paio di mesi. Il resto sono solo fatti miei, come diceva quel tale.

8. La crisi non ti spaventa?
Sì, è l'unica cosa che mi spaventa. Tutto il resto mi pare fin troppo logico e ponderato.
So anche che in Irlanda la crisi picchia più che in Italia. Ma non vado là per cercare (a tutti i costi) un lavoro.

9. Auspici?
a) Imparare l'inglese
b) Rimetterci pochi soldi in questo soggiorno al confino

10. Considerazioni finali
Ah, quanto mi piacerebbe fare una bella filippica su quello che non va in Italia, come un vecchio catarroso al bar... ma poi divento pesante e dico cose che sanno già tutti. Quindi la faccio breve e saluto così (beh, fate finta che non ci sia il simbolo del PD dai, che non c'ho voglia di star lì a modificare l'immagine):

sabato 21 marzo 2009

Il Parma Workcamp, a caldo

Appena rientrato dal mio primo barcamp, a Parma.

Giusto qualche impressione alla rinfusa:
  • Appena rientrato a casa mi sono iscritto a FriendFeed. Colpa di un mezzo pranzo passato con Nereo e Postoditacco.
  • Faceva un freddo bastardo, e il pranzo era all'aperto. Comunque organizzazione a 4 stelle.
  • C'era un sacco di gente che ha macinato parecchi chilometri per esserci. Pazzesco.
  • Le bloggeurs che sui loro blog sembrano gnocche, sono effettivamente gnocche.
  • A parte un paio di interventi oggettivamente cacofonici, si è sentita della roba interessante. E soprattutto, anche le cose non del tutto condivisibili, sono state presentate da bei personaggi.
  • Si poteva conoscere più gente, ma va bene così. Ho finalmente incontrato Joshuavox e ho almeno stretto la mano al deus ex machina della baracca Fran e alla desaparecida Stella.
  • Ebbene, Paul The Wine Guy non si è manifestato pubblicamente. Credo.

mercoledì 18 marzo 2009

Mettiamo le cose in chiaro

Qualche giorno fa mi hanno chiesto: "Ma poi lo continui il tuo diario on-line quando vai in Irlanda?".
(Eravamo al cinema, prima che iniziasse un film. Così l'autore dell'improvvida domanda si può riconoscere)

Ma questo non è un diario. E' un blog.
Non voglio dire che un diario fa schifo e un blog è figo, o viceversa.

E' che un diario è una roba dove si scrivono le cose che ti sono successe giorno per giorno, i fatti privati, i pensieri personali e un po' tutto quello che passa per la mente. Quando si scrive un blog, invece, è lui a comandare. Ti lascia credere che il padrone sei tu, poi un bel giorno ti rendi conto dell'amara realtà. E' lui ad essersi costruito nel tempo un suo stile e una sua linea editoriale. Si impossessa dei tuoi spunti si sceglie argomenti e post in autonomia, censurando il materiale che non gli va a genio. E se ne frega di sapere il tuo parere, di solito.
Almeno, questo blog funziona così.

Ah, per tornare alla domanda iniziale, direi che la risposta è sì. Continuo, almeno finchè ci divertiamo insieme.
Magari cambio il tema del blog e scelgo qualcosa di un po' più verde o magari ci ficco semplicemente un trifoglio da qualche parte.

Sempre che a lui vada bene.

PS - Volevo usare qualche parolaccia per rendere meglio il concetto, ma non me le ha lasciate usare.

lunedì 16 marzo 2009

Son piccole cose

Ieri ho conosciuto un ragazzo che gli ultimi 6 mesi li ha trascorsi ad Atlanta. Mi ha detto che negli States, di Silvio che dà dell'abbronzato ad Obama, non gliene sbatte niente a nessuno.

L'avevo già sentito dire, ma una testimonianza diretta è decisamente più confortante.


Il Dylan Dog de noantri

Se c'è una cosa una cosa che mi ha sempre affascinato di Dylan Dog è il suo abbigliamento, che da ventitrè anni prevede inconfondibilmente giacca di Armani nera, camicia rossa, blue jeans e ai piedi un paio di Clark's.
Geniale.

Geniale e inarrivabile, pensavo io...

E invece, dopo mesi di attente e scrupolose osservazioni, posso affermare con certezza che a Reggio Emilia, in Italia, vive un personaggio in carne e ossa che ha deciso di vestirsi tutti i santi giorni allo stesso modo.

Ogni sera, al rientro dal lavoro, passo in bicicletta davanti alla sua agenzia immobiliare in una via del centro e lo vedo, al di là della vetrata, con pantaloni neri e un maglioncino nero. Questa è la sua divisa da borghese. Poi di sera se ne va in giro per locali ad esibirsi e talvolta addirittura si leva il maglioncino, rimanendo in t-shirt, nera pure quella.

La cosa buffa, è che si tratta del personaggio meno nero di tutta la città.
Lui è Max Collini, il cantante (o per meglio dire, la voce) degli Offlaga Disco Pax.

Ecco la celebrità locale con la sua classica mise.

giovedì 12 marzo 2009

Are you ready for fucking rock 'n' roll?

Viste le mie precedenti dichiarazioni e le recenti dichiarazioni dei signori Faith No More, dichiaro che se i Faith No More medesimi il tour in Europa lo fanno per davvero, io ad un loro concerto ci partecipo. E non sarà un problema di distanze (yeah!).

Per ora hanno confermato la loro presenza solo qua.

Senza Heineken, una data in Italia la vedo dura. Però abbiamo dalla nostra che Mike Patton ci è affezionato al vecchio stivale.

(ps - Festival in Irlanda ne esistono?)


Bugaz goes irish

Il 27 aprile ho un volo di sola andata per l'Irlanda.
L'intenzione è quella di rimanere nell'isola per qualche mese, per imparare l'inglese per bene. Al momento conto di ritornare in Italia a settembre-ottobre, ma non intendo porre vincoli al destino. Magari torno prima, magari torno dopo.

A breve un po' di FAQ, così magari la gente le legge ed evita di farmi le solite domande. Non che le domande che mi fanno tutti siano stupide, anzi sono molto sensate, sono io che ormai mi sono stancato di ripetere le solite cose e va a finire che non rispondo con la verve adeguata.


mercoledì 11 marzo 2009

Il coniglio

Non è che goda molto a raccontare qua sopra fatti privati in stile esclusivamente gossiparo. Ma questa storia ha una connotazione ontologica che denota la mia indole più profonda: sono una gran brava persona.

E se lo dico io che mi conosco più di chiunque altro, allora vuol dire che è vero.

Vabbè... a questo punto, visto che sono già arrivato dove volevo arrivare, la storia sul coniglio diventa superflua.


lunedì 9 marzo 2009

C'è sempre da imparare

Vedere il logo dell'Unilever prima sullo shampoo Clear e poi, a distanza di dieci minuti, sulla confezione dei dadi Knorr, mi ha fatto un po' strano.

Poi ho pensato che forse mi avrebbe fatto più schifo se avessi visto prima il logo sul dado e poi quello sullo shampoo. Che almeno lo shampoo è al mentolo, e nella minestra non poteva poi starci così male.

mercoledì 4 marzo 2009

Acidi e basi

Il concetto di base è che mi sto inacidendo.

martedì 3 marzo 2009

Pino La Monica

In breve: nella zona di Reggio Emilia c'è un tale Pino La Monica, attore/educatore che teneva corsi anche per bambini, che è stato accusato di aver compiuto atti di pedofilia su circa una dozzina di bambine e adolescenti. Questo tizio è sotto processo da più di un anno ormai. Nei mesi scorsi è anche stato in carcere, ma ora è stato rilasciato in attesa di giudizio. La vicenda è controversa. Lui sostiene la sua completa innocenza e in suo sostegno alcuni amici/genitori hanno anche costituito un'associazione (o qualcosa di simile). La sentenza comunque non è ancora arrivata. E preciso che io non ho uno straccio di opinione su queste indagini, non ne so un bel niente.

Poi è successo che un prete di una frazione di Reggio Emilia ha coinvolto Pino La Monica come docente in un corso per educatori adulti. Il vescovo, saputolo, ha deciso di sospendere questo corso. Qui tutta la trippa su questa storia.

Il giorno dopo, ovviamente, polemiche su polemiche. Contro il vescovo, contro il prete, contro Pino, contro il buon senso.
Allora polemizzo anche io.

In Italia tutti coloro coinvolti in un processo ancora aperto devono essere ritenuti innocenti fino alla sentenza (tranne i rei confessi, direi). E' quello che dice la legge e credo che sia giusto. Però credo anche che ci siano delle regole morali, per le quali una persona inquisita dovrebbe evitare di avere a che fare con quello che riguarda il suo processo. Per esempio se un sindaco viene coinvolto in un processo di corruzione, anche se innocente, dovrebbe essere sospeso. Se non altro nei riguardi dei suoi cittadini. Anzi, sarebbe bello se fosse lui stesso ad avere il coraggio di dire "Io non mi occupo di gestire cose pubbliche finchè sono sotto indagine per miei presunti soprusi. Appena cadranno le accuse tornerò a fare il sindaco (o il ministro, l'assessore etc etc.)". Se un medico è indagato per aver prescritto farmaci a caso per avere i viaggi premio delle compagnie farmaceutiche, non deve prescrivere farmaci finchè non si fa chiarezza.

Se Pino La Monica è indagato per pedofilia, dovrebbe astenersi dall'insegnare in un corso sul rapporto tra adulti e bambini, anche se fosse il più bravo del mondo su questa tematica.

Un sacco di gente si è schierata dalla parte di Pino contro la curia. E qualcosa mi suggerisce che in molti casi quelle persone erano le stesse che un anno fa chiedevano le dimissioni di Mastella quando fu coinvolto nell'inchiesta Why not.

Ma un po' di coerenza mai su questi schermi?


Cose molto cattive

Negli ultimi anni di superiori un po' mi facevano invidia tutti quei giovani universitari che ciondolavano davanti alla biblioteca del centro. Avevano un loro fascino.

Durante gli anni dell'Università di tanto in tanto andavo in biblioteca, poi vedevo che non combinavo molto più che a casa, quindi mi risparmiavo il viaggio. Sullo sfondo, quegli stessi personaggi ciondolanti con la paglia in mano, sempre davanti alle porte della biblioteca, solo diventati fuori corso. L'invidia si era trasformata in pena. Erano inguardabili, un monumento all'accidia.

Oggi, ogni volta che passo in biblioteca a consegnare o a prendere in prestito un libro, vedo ancora qualcuno di quelli che ormai sono da considerarsi complementi di arredo urbano viventi. Faccio due rapidi conti e mi spavento a pensare a che età hanno. "Ma fino a quando riusciranno a fare i mantenuti?" mi chiedo.
E la pena ritorna invidia.