martedì 14 aprile 2009

BNL Portfolio Immobiliare Crescita - Risparmiatori nel dimenticatoio

Pensavo che l'acquisizione di BNL da parte del gruppo francese BNP Paribas avesse comportato solo vantaggi e potesse portare una ventata di sana concorrenza nel sistema bancario italiano, ma forse mi sbagliavo.

Visto che sono stato così munifico di complimenti quando se li erano meritati, credo che ora sia giunta l'ora di contribuire nel mio piccolo a portare a galla una grossa "falla" del sistema BNL-BNP, falla che si chiama Portfolio Immobiliare Crescita.

Nel 2001 BNL lanciò sul mercato il fondo Portfolio Immobiliare Crescita, gestito da una sua società controllata (BNL Fondi Immobiliari SGR p.a.).
Il prodotto era intelligente: il piccolo risparmiatore sottoscrive piccole quote del valore di 2500 euro (vincolate per 7 anni), il fondo investe in importanti immobili ad uso commerciale in grandi città, il valore degli immobili cresce negli anni, BNL rivende i locali ad un buon prezzo e scaduti i 7 anni (cioè a dicembre 2008) liquida i sottoscrittori delle quote, felici e contenti.
Un prodotto perfetto per l'italiano medio, che è da sempre poco incline al rischio e che ama restare ancorato ai vecchi e sani principi come quello della speculazione edilizia.

Ai quotisti BNL tutti gli anni ha mandato un libricino patinato e aggiornato con le foto di tutti i palazzi acquisiti dal Fondo e il relativo valore stimato della singola quota. A parte la carta sprecata, era tutto molto bello; un po' perchè il valore degli immobili cresceva un sacco di anno in anno (3797 euro a giugno 2008, +52% sul valore iniziale), ma soprattutto perchè uno poteva andare in giro a raccontare che possedeva 1 metro quadro della sede di quel negozio a Milano o il cesso di quel centro commerciale di Firenze.

Poi succede il casino (descritto per bene qui):
- dopo l'estate08 arriva la crisi. Il settore immobiliare è tra quelli più nella melma.
- BNL-BNP non sembra essersi molto organizzata per risarcire i quotisti entro il termine stabilito del 31/12/2008.
- Anzi per essere più precisi a settembre08 non aveva venduto nemmeno un palazzo e si ritrova nella difficile situazione di dover (s)vendere tutti i palazzi nel bel mezzo della crisi.
- BNL-BNP chiede un periodo di grazia di 3 anni alla Banca d'Italia. Cioè in considerazione del difficile momento economico, chiede 3 anni in più per vendere e risarcire i titolari delle quote.
- La Banca d'Italia boccia la richiesta e impone ai signori di BNL-BNP di liquidare i quotisti entro il 30 giugno 2009.
- BNL-BNP decide di non comunicare nulla di tutto ciò ai quotisti (se non attraverso comunicati stampa alla portata di pochissimi addetti ai lavori), che i primi di gennaio 2009 si aspettavano qualche soldino in più sul conto corrente e invece ciccia.

A questo punto la situazione prende una piega ancora peggiore.
Pare infatti che ad oggi, a 3 mesi dalla scadenza del 30 giugno, ancora non siano riusciti a vendere nemmeno un immobile. Ci sono state diverse aste, ma sono tutte andate deserte.
Evidentemente i possibili acquirenti hanno fiutato l'affare e come avvoltoi aspettano che la preda sia esangue.

(ADDENDUM 24 aprile: a Roma uno stabile sono riusciti a venderlo a +36,8% del valore storico. Uno solo su nove, per precisione.)

(ADDENDUM 28 aprile: ad ogni quotista è stato riconosciuto un dividendo di quasi 290 euro a quota, credo riconducibile alla vendita del primo immobile. Evidentemente liquideranno poco alla volta man mano che venderanno gli immobili. E' già un passo avanti, almeno un quotista ha ora una vaga idea di quello che l'aspetta.)

(ADDENDUM 29 maggio: in data 21 maggio i quotisti hanno ricevuto un altro dividendo di 1200 euro per quota. Complessivamente siamo a 1490 euro liquidati per ogni quota., a cui vanno aggiunti 215 euro versati nel 2007. Previsioni finali sulla liquidazione: 2950 euro per quota).

Altro fatto che lascia quanto meno allibiti (via forum di Finanzaonline.com) è che pare che BNL-BNP ad oggi non abbia messo inserzioni di vendita sui principali siti di annunci per grandi investimenti immobiliari (come questo).

(ADDENDUM 24 aprile: qualche pubblicità in giro l'hanno messa, fortunatamente. Sole 24 Ore e altro.)

I quotisti possono solamente rimanere nel dubbio, perchè nessuno è in grado di dire loro con sicurezza come e quando verranno liquidati. Al momento ci sono solo voci e supposizioni che vanno nelle direzioni più disparate.

L'unica certezza è che i signori di BNL-BNP sono stati inefficienti, anche se affermano il contrario. E per questo si è addirittura parlato di commissariamento della società di gestione.

Ora, è chiaro che al mondo ci sono problemi ben peggiori, ci mancherebbe. Ma c'è un sacco di gente che su quei pochi soldi, magari messi da parte con qualche fatica, ci contava per il 2009. Un cassintegrato, uno che si deve sposare, che cavolo ne so.
Il problema non è solamente il valore della quota (comprensibilmente crollato), ma l'incertezza sui tempi e sui modi di liquidazione. Al momento il colosso BNL-BNP non sa dire niente di preciso. Migliaia di famiglie che avrebbero potuto dare una mano a "far ripartire l'economia" che sono impossibilitate a pianificare piccole e grandi spese.

Ripeto, credo che queste inefficienze non siano un dramma per i più. Ma un minimo di ampificazione su casi di disservizio come questo è salutare. Per tutti, clienti e banche.

A tutti i quotisti del Fondo che si troveranno a passare di qua, infine, consiglio di visitare il sito dell'Associazione ATPIC (Associazione Tutela sottoscrittori Fondo Portfolio Immobiliare Crescita) e di valutarne l'adesione, che è gratuita.
L'obiettivo dell'associazione è quello di "intraprendere nei prossimi mesi tutte le iniziative legali e di comunicazione con la finalità di veder valutato il proprio investimento correttamente, prima che l’inattività della SGR pregiudichi l’esito".

Perchè come dice il presidente dell'associazione:
"Se avessero gestito il Fondo senza ridursi all'ultimo momento per vendere gli immobili, a dicembre avremmo incassato tra i 3600 e i 3800 euro a quota. Vogliamo la somma che ci spetta. Anche perchè alla SGR sono stati versati 35 milioni di euro di commissioni di gestione in sette anni, somma pagata perchè svolgessero il proprio lavoro"

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