martedì 30 giugno 2009

Qualche bit per l'Iran

Senza troppe pretese, linko una storia a fumetti di 10 pagine che ripercorre sommariamente la storia delle elezioni e degli scontri in Iran di queste ultime settimane. Personaggi e ambientazione sono ispirati alla graphic novel Persepolis di Marianne Satrapi, da cui il fortunato film dell'anno scorso.

Non so molto di Mousavi. Non so se sarebbe stato un buon presidente nè so come si sia comportato durante i suoi 8 anni da primo ministro dal 1981 al 1989.

Non ho la certezza che sia lui il legittimo vincitore delle elezioni iraniane, ma i morti quelli sì che sono una certezza, così come gli arresti dei dissidenti.

E qualche bit usato per tornare a parlare di loro e contribuire nel mio piccolo a chiudere la parentesi aperta dai media di tutto il mondo (blog compresi) per il requiem di Michael Jackson mi sembra davvero il minimo.

Altri link sulla questione:

giovedì 18 giugno 2009

Il mio Rock in Idro - Finalmente i Faith No More

Un concerto atteso più di dieci anni si materializza sotto i miei occhi.
Un paio di pezzi bastano per perfezionare i suoi, poi i Faith No More sono semplicemente perfetti. E i "nonnetti" saliti sul palco in giacca e cravatta danno lezioni di concerto rock ai Limp Bizkit, che escono demoliti dal confronto.

Come scrive Valido:
i Bizkit sono il classico esempio di band il cui sound rappresenta un periodo ben preciso, un anno - massimo due - in cui furono la cosa giusta al momento giusto, per poi diventare rapidamente superati. I Faith No More sono invece la storia opposta, sono e rimangono dannatamente avanti, e non solo perché tecnicamente facevano la stessa cosa (crossover rap/metal) da più o meno 15 anni prima. Come si faccia, nel 2009, a suonare più obsoleti di una band che ha oltre il doppio dei tuoi anni di carriera, è esattamente il tipo di domanda davanti a cui Fred Durst probabilmente si tappa le orecchie e spara il suo classico "shut the fuck up".
Tornando ai FNM, lo show è stato studiato nei dettagli e goduto dalla stessa band, e da Mike Patton in particolare, che si è divertito come un matto a sparare idiozie in italiano (lui che abitava almeno 6 mesi all'anno a Bologna).

Piccoli difetti:
- solo 19 pezzi (minimo del tour) per colpa, credo, degli organizzatori (problemi di orari).
- Hanno suonato 13 dei 23 pezzi della mia scaletta ideale, poteva andare peggio. Ma non aver sentito Cuckoo for caca e Falling to pieces ha fatto davvero male.

Alcune perle della serata:

Evidence in italiano (Mike: "Dai, è un po' Eros...però") + Poker Face come intro di Chinese Arithmetic


Midlife Crisis + Introduce Yourself (occhio al min 2:20)

martedì 16 giugno 2009

Il mio Rock in Idro - Intermezzo

Giusto per permettere di identificare le coordinate spaziotemporali di quello che scrivo:

Sì, sono tornato in Italia per qualche giorno per i Faith No More.
E per l'ipotetico ballottaggio + referendum.
E per prendere il sole.
E già che ci sono per ascoltare Daniele Silvestri sabato 20.
E per quello che verrà.*

Tornando al Rock In Idro, come tutti saprete doveva tenersi all'Idroscalo, ma poi pare che la Provincia di Milano non abbia concesso l'utilizzo di quella location. Baruffe, accuse reciproche tra organizzatori e istituzioni, e alla fine si è fatto al piccolo e vecchio PalaSharp. Il Filaforum, più capiente e adeguato, era impegnato per le finali scudetto di basket tra Milano e Siena (che a posteriori, Milano avrebbe fatto più bella figura a non giocare e darla vinta a tavolino).

Risultato: 40 gradi all'interno del palazzo con umidità del 99%.
Ma nonostante le condizioni improbe, io e la mia amica Laura (ci teneva a essere citata), ci siamo fatti tutto il concerto dei Limp Bizkit nella bolgia sudante. Menzione d'onore.
Poi i Faith No More li ho visti dalla gradinata, un po' perchè volevo godermeli da una visuale ottimale, un po' perchè ero rimasto senza energie (il mio weekend era stato un po' troppo pesante tra spostamenti, pomeriggio nella canicola di Milano e troppo poco cibo).

* In realtà avevo anche una cosa un po' più seria da sbrigare, ma per niente poetica.

Il mio Rock in Idro - Part I

Vi ricordate questo post? Per una strana congiunzione degli astri è sucesso che in un giorno solo, lo scorso 14 giugno, due dei miei desideri che credevo "impossibili" sono stati esauditi, nel corso del Rock In Idro. Sprecare una manciata di byte su questo blog per raccontare l'evento mi sembra davvero il minimo.

In questo post i protagonisti sono i Lacuna Coil e i Limp Bizkit. Stasera o domani arriverà il resto.

Lacuna Coil
Non li conosco molto, ma la loro performance live è stata di assoluto rispetto, soprattutto grazie all'incredibile voce della cantante Cristina. Un bell'esempio di rock made in Italy che sta facendo successo in giro per il mondo ma rimane sconosciuto ai più in Italia. Il mio rapporto nei loro confronti comunque rimarrà di stima e nulla più, sono troppo metallari per i miei gusti.
(Devo ancora capire se la cover di Enjoy the silence mi è piaciuta o se è solo un reato di lesa maestà)

Limp Bizkit
Il chitarrista Wes Borland (più pitturato che mai) è tornato e la curiosità di vedere una delle band tra le principali artefici, ormai 10 anni fa, dello sdoganamento planetario del nu-metal era tanta.
A conti fatti, Durst e compagni il minimo sindacale l'hanno fatto, ma da celebrità simili ci si aspetta sempre qualcosa oltre all'ordinario, e questo è mancato.
Certo My generation e Take a look around (pezzi che hanno rispettivamente aperto e chiuso il concerto) sono state notevoli, come pure Rollin'. Ma in mezzo ci sono anche stati brani storici come Breakstuff e Nookie che sembravano suonati al rallentatore. Inoltre la voce di Fred dopo mezz'ora di concerto ha dato evidenti segni di cedimento, salvo poi riprendersi, ma solo nel finale (cioè: si è deliberatamente risparmiato). La scaletta è stata buona anche se piuttosto scontata, ma per questo credo che a colpa sia degli organizzatori, che hanno incastrato i Limp in uno spazio di un'ora e venti che non lasciava molto margine di manovra.
La cosa forse più deludente è stato vedere come il loro spettacolo live non sia stato studiato nei minimi dettagli. Al termine di ogni canzone c'era una pausa, un po' di cazzeggio, una battuta, qualcuno che accordava uno strumento, e poi si ripartiva con un altro pezzo. Mai uno stacco particolare studiato a tavolino, mai un'intro speciale, sempre e solo i pezzi in fredda serie... e questo sa molto di compitino (leggi marchetta) svolto senza troppa passione per il proprio lavoro e per il proprio pubblico.
Mezza delusione, ma sono comunque contento di averli visti dal vivo, almeno per una volta.


mercoledì 10 giugno 2009

Italiani all'estero: risultati elettorali anomali in Europa dell'est - Rischio brogli?


Usualmente la percentuali di affluenza al voto dei cittadini italiani che vivono all'estero sono molto inferiori rispetto a quelle della madre Patria. Per le ultime elezioni europee qui in Irlanda per esempio ha votato il 9,95% degli italiani aventi diritto, in UK, Germania, Spagna e Francia i risultati sono stati anche inferiori, mentre in altri Paesi come Portogallo, Paesi scandinavi, Austria e Slovenia si è superato il 10%, ma difficilmente si è superato il 20% di affluenza.

Poi, andando a leggere le statistiche ufficiali del Ministero degli Interni, si scoprono dei dati che hanno dell'incredibile riguardanti diversi Paesi dell'est Europa.

Nella circoscrizione dell'Italia centrale in Repubblica Ceca, risulta che ha votato più gente di quanta ne avesse diritto (il 103%!). Casualmente in questa circoscrizione il PdL raggiunge la maggioranza assoluta (56%).
Ce n'è abbastanza per parlare di risultati truccati? Decisamente, se qualcuno non è in grado di fornire una spiegazione.

Questo è solo il caso più eclatante, per il quale mi auguro che qualcuno alzi la voce al più presto, ma non è finita:
- In Bulgaria il PdL vola sopra il 60%, e "stranamente" nelle circoscrizioni Italia Centrale e Insulare della Bulgaria vota praticamente il 100% degli aventi diritto (tutti tranne un'unica persona).
- In Lituania, Lettonia ed Estonia i dati sull'affluenza sono rispettivamente 100%, 100% e 77,6%.
- A Cipro vota il 74% degli aventi diritto, con il PdL al 60%

Ok, si tratta in totale di qualche centinaio di voti, ma la questione è ben più basilare. E' possibile che qualcuno abbia manomesso i risultati elettorali?
Se in questa mezza dozzina di casi si è trattato davvero di brogli, chi ci assicura che non è avvenuto lo stesso in altre decine di casi?

Se sono io che mi sono perso qualcosa me lo spiegate per favore?

(grazie a Matia e a CircoloPraga per le info)



lunedì 8 giugno 2009

Il polpettone postelettorale (ma con poche calorie)

Ok, due giorni fa mi ero divertito a sparare numeri come al bingo sui risultati delle elezioni amministrative riguardanti il comune di Reggio Emilia. Un po' per gioco, soprattutto per esorcizzare i miei timori di un ballottaggio.

Sul riconfermato Delrio (52,6%) mi sono sbagliato di circa 6 punti percentuali. 6 punti che si sono spartiti quasi equamente le destre (complessivamente al 32,8%), la lista dell'ex sindaco Spaggiari (6,8%) e gli altri "pesci piccoli" (7,7%).

La cosa che mi ha sorpreso e non poco è stato il sorpasso della Lega (18,0%) nei confronti del PdL (14,8%). Ok che Filippi era un candidato debole e che davvero non si riusciva ad ascoltare quando parlava, ma davvero non me l'aspettavo.

Quasi 1 elettore su 5 a Reggio Emilia ha votato per la Lega Nord.

Non riconosco più la mia città. O forse avevo solo bisogno che qualcuno mi svegliasse.

Come conoscere i Joy Division con troppi anni di ritardo

Se una sera avete voglia di un film biografico, magari su un gruppo musicale, magari con una colonna sonora spettacolare, Control è il film che fa al caso vostro.

E' una pellicola del 2007 sulla vita di Ian Curtis, cantante e leader dei Joy Division.

A chi ha intenzione di guardare il film consiglio di evitare di andare a leggere la storia della band su Wikipedia, se non la conoscesse già.
Si fa in tempo anche dopo.

sabato 6 giugno 2009

Perchè io conosco la mia città

E dico che per il Comune di Reggio la corsa per la poltrona di sindaco finirà così:

Delrio (PD) 58,8%
Filippi (PdL) 17,2%
Alessandri (Lega Nord) 13,5%
Spaggiari (Reggio Città cAttiva) 3,9%
Altri 5,7%
Nulle 0,9%