martedì 16 giugno 2009

Il mio Rock in Idro - Part I

Vi ricordate questo post? Per una strana congiunzione degli astri è sucesso che in un giorno solo, lo scorso 14 giugno, due dei miei desideri che credevo "impossibili" sono stati esauditi, nel corso del Rock In Idro. Sprecare una manciata di byte su questo blog per raccontare l'evento mi sembra davvero il minimo.

In questo post i protagonisti sono i Lacuna Coil e i Limp Bizkit. Stasera o domani arriverà il resto.

Lacuna Coil
Non li conosco molto, ma la loro performance live è stata di assoluto rispetto, soprattutto grazie all'incredibile voce della cantante Cristina. Un bell'esempio di rock made in Italy che sta facendo successo in giro per il mondo ma rimane sconosciuto ai più in Italia. Il mio rapporto nei loro confronti comunque rimarrà di stima e nulla più, sono troppo metallari per i miei gusti.
(Devo ancora capire se la cover di Enjoy the silence mi è piaciuta o se è solo un reato di lesa maestà)

Limp Bizkit
Il chitarrista Wes Borland (più pitturato che mai) è tornato e la curiosità di vedere una delle band tra le principali artefici, ormai 10 anni fa, dello sdoganamento planetario del nu-metal era tanta.
A conti fatti, Durst e compagni il minimo sindacale l'hanno fatto, ma da celebrità simili ci si aspetta sempre qualcosa oltre all'ordinario, e questo è mancato.
Certo My generation e Take a look around (pezzi che hanno rispettivamente aperto e chiuso il concerto) sono state notevoli, come pure Rollin'. Ma in mezzo ci sono anche stati brani storici come Breakstuff e Nookie che sembravano suonati al rallentatore. Inoltre la voce di Fred dopo mezz'ora di concerto ha dato evidenti segni di cedimento, salvo poi riprendersi, ma solo nel finale (cioè: si è deliberatamente risparmiato). La scaletta è stata buona anche se piuttosto scontata, ma per questo credo che a colpa sia degli organizzatori, che hanno incastrato i Limp in uno spazio di un'ora e venti che non lasciava molto margine di manovra.
La cosa forse più deludente è stato vedere come il loro spettacolo live non sia stato studiato nei minimi dettagli. Al termine di ogni canzone c'era una pausa, un po' di cazzeggio, una battuta, qualcuno che accordava uno strumento, e poi si ripartiva con un altro pezzo. Mai uno stacco particolare studiato a tavolino, mai un'intro speciale, sempre e solo i pezzi in fredda serie... e questo sa molto di compitino (leggi marchetta) svolto senza troppa passione per il proprio lavoro e per il proprio pubblico.
Mezza delusione, ma sono comunque contento di averli visti dal vivo, almeno per una volta.


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