sabato 15 agosto 2009

Prove tecniche di cattocomunismo dossettiano

La settimana scorsa dall'Irlanda mi era capitato di incappare in questa notizia, ma mi ero fermato al titolo e poco più.

Poi ieri, al rientro in terra reggiana, ho scoperto che il fattaccio che ha innescato polemiche a ripetizione, una messa in suffragio di un brigatista morto 30 anni fa, si è svolto nella mia parrocchia domenica scorsa.

Ieri ho incrociato il mio prete per strada e mi ha spiegato un po' come sono andate le cose. Tutto molto semplice.

Ha trovato un volantino che ricordava il trentennale della scomparsa del brigatista Fabrizio Pelli con a fianco la poesia di Bertold Brecht "In morte di un combattente per la pace" affisso alla bacheca parrocchiale. Non gli è piaciuto molto il messaggio della poesia, e allora, piuttosto che togliere il volantino, piuttosto che non dire nulla, ci ha aggiunto una sua nota di poche righe (qua sotto).


Poi, nell'ambito della messa domenicale ha fatto una preghiera per le vittime e per i carnefici di quella stagione di sangue. Stop.

Non sembrerebbe nulla di eccezionale, eppure questa storia si è guadagnata articoli sul Corriere e ha scomodato almeno 5 tra deputati e ministri (dalla D'Antona a Rotondi), che hanno voluto dare la loro opinione in merito a questa questione scatenata da un volantino su una bacheca parrocchiale in un'afosa città mediopadana praticamente deserta.

Potenza di agosto.

Anche se una buona parte del merito è da condividere con i soliti moschettieri locali del PdL, che avendo battezzato il mio parroco come "il prete rosso", hanno deciso di bastonare a mezzo stampa con cadenza quindicinnale il nipote omonimo del più celebre Giuseppe Dossetti, con risultati solitamente autolesionisti.

Quel che più conta è che a seguito di questa polemica agostana due delle famiglie coinvolte, quella di Pelli e quella di una delle persone che ha ucciso, hanno contattato don Dossetti per i doverosi chiarimenti del caso, trovando sostanzialente un punto di equilibrio. E lasciando gli scontri agli altri.

Sempre tragicomico, comunque, vedere che quando un politico tira in ballo come un incantesimo Dio o il proprio "essere cattolico", lo fa o per sostenere cose che tipicamente sono diametralmente opposte alla visione cattolica, o per sostenere stronzate in ordine sparso.

E comunque, che si sappia: i panini del McDonald fanno schifo. E lo dico da cattolico.

venerdì 14 agosto 2009

L'onda del vicino è sempre più verde

A Trafalgar Square, proprio davanti alla National Gallery, a Londra, a tutte le ore del giorno si trova un gruppo di iraniani, rappresentanti dell'associazione "Organization of women of March 8th", che distribuiscono volantini informativi sui disordini in Iran di questi ultimi mesi.

Dopo aver scambiato qualche battuta con un paio di loro, mi hanno spiegato che sono quasi tutti iraniani fuggiti dal loro paese quasi 30 anni fa, durante i primi anni della Repubblica Islamica. Insomma, gente con il dente avvelenato contro lil regime degli ayatollah da ben prima di queste elezioni, e forse fuori dal coro rispetto anche a chi sta protestando in Iran.

Ciò non toglie, anche se non sono da prendere come oro colato, che le opinioni di questo gruppo di esuli sono da leggere. In estrema sintesi sostengono che:
  • Moussavi negli anni '80 è stato il braccio armato del regime degli ayatollah, usato per imporre con la forza la Repubblica Islamica;
  • La famosa "Onda Verde" altro non è che una gigantesca misificazione messa in atto dai rappresentanti della fazione politica di Moussavi, che hanno legato il loro brand ai movimenti di piazza, che non sarebbero pro-Moussavi.
Di seguito alcuni passaggi del loro documento.

Su Moussavi:
purtroppo, Ahmadi Nejad non è l solo a minare lo spirito della gente. Dall'altra parte, anche Hossein Moussavi è impegnato a garantirsi la benevolenza dei mullah, salvaguardando il sistema islamico. Nei suoi recenti discorsi, ha infatti dichiarato che [...]: "occorre attenzione a non cadere nella trappola degli slogan contro il regime. Dovremmo convertirci all'Islam, il puro Islam introdotto da Maometto; dovremmo convertirci alla legge, alla costituzione". E ha esemplificato la stessa costituzione partendo dal presupposto che il popolo è come un gregge di pecore e il potere sacro è il pastore; commettendo di fatto discriminazioni religiose (tra sciiti e altre minoranze religiose).

Moussavi, negli anni '80, fu primo ministro e molto vicino a Khomeini; il suo governo fu strumentale nell'affermazione e nel consolidamento della Repubblica Islamica. Era chiamato il primo ministro dei massacri, prchè durante il suo mandato i prigionieri politici venivano giustiziati in massa [...].

Nel corso della campagna elettorale ha dichiarato: "il mio obiettivo è quello di tornare alle origini della Repubblica islamica così come dovrebbe essere"; ha sostenuto che il periodo migliore del sistema islamico era ai tempi di Khomeini, quando l'Iran era all'apice dello proprio sviluppo e della propria giustizia sociale.

Sull' Onda Verde:
Nele ultime settimane, quando giovani radicali erano impegnati nelle strade contro la forza della soppressione, i leader dell'Onda Verde erano nascosti al sicuro nelle loro case o nelle moschee.

Si stanno avvantaggiando della mancanza di conoscenza tra i giovani e l'opinione pubblica. Quasi ovunque hanno decorato i raduni e le dimostrazioni con striscioni verdi esageratamente vistosi, nella speranza di islamizzare la mente e le idee delle persone partecipanti. Hanno fermato, a volte molto duramente, l'uso di slogan anti-islamici.

La maggior parte degli occidentali non sa che il verde è il colore della parte sciita dell'Islam, un colore usato da una fazione contro l'altra.

Sul popolo della rete:
Il suporto alla battaglia del popolo iraniano non si sostiene esponendo una bandiera verde o colorando di verde una manifestazione. Si sostiene chiedendo insieme a loro: la separazione tra stato e religione; l'annullamento delle leggi discriminatorie nei confronti delle donne, dei movimenti sindacali e di altri diritti sociali; libertà di parola e di stampa; rilascio di tutti i prigionieri politici; eliminazione delle leggi discriminatorie contro le minoranze.