venerdì 18 settembre 2009

Tu vò fà l'americano

[un post incredibilmente utile, che se ne sentiva il bisogno]

Una cosa bisogna sugli americani bisogna dirla: c'hanno lo spettacolo nel sangue.
Quando ci si mettono di impegno sanno fare degli show della madonna.

Gli dai un topo e un papero e ti mettono insieme la Disney.
Gli dai un austriaco ipertrofico e ci tirano fuori Terminator uno due e tre e un governatore.
Gli dai delle elezioni che sono già decise in partenza e loro cosa si inventano? Che il futuro presidente, la persona più importante del mondo, sarà scelto tra una donna e un nero. Geniali, c'è poco da dire.

E allora, mi dico, visto che il Partito Democratico made in Italy a parole prende sempre a modello quello a stelle e strisce, magari potrebbe andare a seguire dai cugini americani un corsetto di gestione eventi, che li vedo un attimo spiazzati.

Tipo, loro (gli americani) che non sono scemi, le primarie le fanno qualche mese prima delle elezioni. Così il candidato è fresco, simpatico, non ha ancora fatto girare le scatole a nessuno e al momento delle elezioni la sua popolarità è in parabola ascendente.

Qua da noi, vabbè lasciamo perdere, nemmeno si capisce se (nella pratica, non nella toeria) chi viene eletto alle primarie dovrà fare il candidato premier alle prossime elezioni o il segretario di partito o tutti e due o il capo dei volontari alla festa dell'Unità.

Insomma, se si vota l'amministratore di condominio è una cosa, se si vota il capo della banda è un'altra, direi.

Il segretario dovrebbe essere eletto dai tesserati che hanno a cuore l'andamento giorno dopo giorno del partito, mentre (al più) il candidato premier per le elezioni potrebbe essere scelto da un futuribile "elenco degli elettori" più ampio. Questo avrebbe senso.

Con queste primarie un po' così nè carne nè pesce ne uscirà fuori solo una figura spuria, che verosimilmente arriverà alle prossime elezioni già bollita. Dalle solite divisioni interne, dai reumatismi, dalla bruttezza della società e da Emilio Fede & co.

Poi, spero di sbagliarmi e che si vada alle elezioni anticipate a cavallo delle feste come sostiene qualcuno, con un leader del centrosinistra praticamente nuovo di pacca. Allora tutto più o meno tornerebbe e la gang del PD si dimostrerebbe una manica di strateghi che neanche Eisenhower. E allora giù il cappello.

Ma siccome a Babbo Natale e derivati ho smesso di crederci da un po', penso più semplicemente che ci sia un buon 80% di improvvisazione al potere. As usual.

[saluti, con letture consigliate qui e qui, per capire che anche visto dal di dentro, queste primarie offrono più dubbi che risposte]

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