giovedì 22 ottobre 2009

The Superenalotto's Theory - Part I

Ho sognato di vincere al superenalotto. 75 milioni di euro vincevo. Ho sognato anche i numeri, ma me ne ricordo solo due: il 6 e l'80.

"Oh, ragazzi. Non ho mica problemi a darvi qualche soldo, figuratevi. Solo che voglio capire che progetti avete per questi soldi. Insomma, voglio capire se questi soldi devono servire a qualcosa" Cercavo di spiegare a chi bussava alle mie improvvisamente munifiche porte.

Con i due zii più anziani che ho, con mille problemi tranne quello di arrivare a fine mese, ci sedemmo al tavolo per un ragionamento su cosa poteva servirgli. Dopo due minuti si commossero, e ringraziandomi, mi dissero che i miei soldi non sarebbero serviti a molto.

Qualche altro parente riuscii ad aiutarlo con poche centinaia di migliaia di euro. Un mutuo estinto, degli investimenti per un negozio, roba così.
A qualche cugino e a qualche amico, grazie ad un piccolo "incentivo all'esodo", diedi l'opportunità di licenziarsi in tronco da un lavoro che odiavano. A una coppia di amici presi una monovolume perchè la loro macchina iniziava ad essere scassata.

Io ero abbastanza contento, perchè mi accorgevo che molti dei miei familiari e dei miei amici non erano in una situazione di necessità e la loro vita gli girava già abbastanza bene senza "additivi" monetari.
Gli amici avevano capito e condividevano in pieno l'idea che non ci fosse bisogno di dare dei soldi a qualcuno solo per comprarsi l'Audi nuova.
I parenti rimasti senza grano invece mi detestavano. Anche se si guardavano bene dal dirmi in faccia qualsiasi cosa che rischiava di farmi incazzare per davvero.

Poi arrivò il momento di iniziare a pensare a come (e se) spendere i soldi per davvero.
"E' un insulto alla morale se non li investi per aprire un'azienda che crei ricchezza anche per la comunità" mi disse Oscar Luigi Scalfaro (!).
"Apri un super locale di musica live e chiama gente figa da tutto il mondo. In culo all'Arci spettacoli" mi suggeriva qualcun altro con una bozza di programma già in mano.
"Goditi la vita senza lavorare e fa feste tutte le sere" fu l'ultimo consiglio che mi ricordo.

Avevo voglia di fare qualcosa di buono, ma non avevo voglia di ritrovarmi pentito nè di sentirmi sotto pressione. Allora mi convinsi a scrivere a tutte le persone che conoscevo, chiedendo loro di aiutarmi a trovare un'idea sensazionale per spendere questo fracasso di soldi.

Decisi di ingannare l'attesa progettando una casa passiva con tutte le tecnologie di risparmio energetiche più fighe del mondo, corredata da campetto da tennis/calcetto in giardino. E girando il mondo mentre la casa era in costruzione.

Il brutto è che subito prima di partire e di ricevere le risposte, sono entrato in quella fase dove ti rendi conto che sei in un sogno e il sogno finisce.

Quindi, caro Morfeo, se stanotte fosse possibile vedere la seconda puntata, mi farebbe piacere.
Grazie.

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