mercoledì 27 gennaio 2010

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Poco prima di capodanno, tra le altre cose, sono stato ad Oświęcim, paesino polacco noto ai più con il suo nome tedesco: Auschwitz.
Oltre ai campi di Auschwitz e Birkenau, sui quali mi sembra quasi irrispettoso aggiungere qualcosa a quello che già tutti sappiamo, ho avuto l'occasione di visitare un piccolo museo-laboratorio che raccoglie le opere di Marjan Kołodziej, polacco prigioniero politico nei campi di sterminio giovanissimo, internato non ancora 18enne e rimasto lì dentro per quattro anni.

Il museo si trova a nemmeno 2 km dal campo di Auschwitz a fianco della casa di accoglienza dedicata a padre Mario Kolbe (gestita da laiche consacrate italiane, che non ho ben capito cosa voglia dire, ma sono delle persone deliziose). Se mai doveste andare o tornare da quelle parti, questo spazio della memoria merita assolutamente una fermata. Personalmente l'ho trovato il momento più interessante del mio viaggio.
Se siete fortunati potrete anche trovare una signora di casa Kolbe che vi accompagnerà durante la visita, descrivendovi le opere e raccontandovi l'incredibile storia di Kołodziej, che ha vissuto e disegnato spalla a spalla con loro fino alla sua morte, avvenuta lo scorso ottobre.

Ah, dimenticavo. Il numero che dà il titolo al post non è altro che la matricola tatuata sul braccio di Marjan, che mi immagino dovesse risuonare nella sua testa come il più beffardo dei conti alla rovescia durante gli anni nei campi, e non solo. Chiusa parentesi.

Detto questo, la notizia è che questa sera, in occasione della giornata della memoria, su tutte le reti del gruppo E'Tv andrà in onda un servizio dedicato proprio alla storia e alle opere di Marjan Kołodziej, e vi assicuro che la sua storia personale è davvero stupefacente. Il video lo ha girato uno dei ragazzi che era con me in Polonia, il mitico Andrea.

Ricapitolando, il servizio andrà in onda questa sera alle 21 dopo i TG locali sulle reti E'tv, ossia: Teletricolore per Reggio Emilia, E' Tv Parma, RETE7 per Bologna, Antenna1 per Modena. nonchè sul canale E7 (?) del digitale terrestre. Poi in teoria c'è anche la diretta streaming sul sito della televisione, ma non ci farei troppo affidamento.
Lo stesso servizio sarà trasmesso anche alle 20.40 (e domani 28 gennaio in replica alle 10.30) sul canale 891 del pacchetto SKY.

domenica 17 gennaio 2010

La relatività della proprietà transitiva secondo Marchionne

Questo è il documento che Sergio Marchionne ha presentato a Palazzo Chigi a Governo e sindacati. Quello, per capirci, dove come regalo natalizio ha annunciato che lo stabilimento Fiat di Termini Imerese chiuderà nel 2011.

La lettura è consigliata a tutti. E' un documento abbastanza breve, con pochi tecnicismi e scritto con taglio divulgativo che comunque contiene numerose informazioni fondamentali per comprendere il presente e soprattutto il futuro del più importante gruppo industriale italiano.

Fatevi un po' l'idea che credete. Personalmente ho trovato più segnali positivi di quelli che mi aspettassi. Si nota chiaramente che il gruppo Fiat non ha voglia di improvvisare e ha una serie di priorità ben definite e sensate, come la sostenibilità della produzione auto in Italia (cosa che mai mi sarei mai immaginato spontaneamente).
Poi, chiaro, c'è anche la pesantissima notizia del sacrificio di Termini Imerese. Ma se non altro si ha l'opportunità di capire, numeri alla mano, di che cosa si sta parlando realmente.

Quello che un po' mi lascia senza parole non è tanto la sostanza di quello che dice Marchionne, quanto piuttosto la spocchia che usa. Forte del suo ruolo e della bontà del suo progetto, si sente in diritto di poter spalare tonnellate di metaforico sterco su tutto e tutti. parte dalle precedenti gestioni del Gruppo Fiat ("è chiaro che se avessimo potuto disegnare da zero la realtà produttiva italiana non l'avremmo mai fatta come quella attuale") per poi accanirsi sul Governo: prima lo invita a proporre qualcosa di sensato per la riconversione di Termini Imerese, poi incredibilmente, ha da ridire anche sugli incentivi auto, bollati seccamente come "semplici anticipi sulle vendite, che causeranno un calo degli ordini nel 2010" e "interventi non richiesti in alcun modo da Fiat".

Chiaro che nessuno di quelli presenti all'audizione era così scemo o impreparato da non sapere che Fiat gli incentivi li ha richiesti eccome. L'obiettivo di Sergione, piuttosto, era quello di umiliare la classe politica. Come se avesse voluto ribadire più volte: "La cosa più intelligente che potete fare è stare zitti e annuire, che le cose da fare le conosciamo noi. E che non vi venga in mente di pensare che ci state facendo un piacere, razza di passacarte" (e lo si può biasimare?).

Fatto sta che però siamo sempre fermi al solito paradosso. Quando serve, lo Stato è la Fiat, ma la Fiat non è mai lo Stato.

Che Fiat che la mandi buona.

sabato 9 gennaio 2010

"Strano che l'Unità non avesse detto niente"

Della serie che la realtà a volte supera la fantasia.

L'imponente circolo Gramsci, avamposto del PCI a Reggio Emilia dal 1947 e sede storica dell'Arci cittadina, cantato anche dagli Offlaga Disco Pax in Cinnamon, ha chiuso e i suoi locali sono stati riconvertiti in una grande filiale bancaria.

A parziale giustifcazione, almeno trattasi di banca di credito cooperativo.

Rettifica (11/01/2010): mi hanno detto che ho scritto una stupidaggine (e fosse il male solo di una...). Mi hanno informato che il circolo Gramsci non ha chiuso e occupa l'ultimo piano dello stabile. Lì pure si trova la segreteria dell'Arci.

Insomma, il circolo mandato in soffitta dalla banca. Ancor più inglorioso, forse.