sabato 31 dicembre 2011

Tesi 8 - No time for old men

Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni passati senza che prendesse neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio ormai era decisamente e definitivamente salao, che è la peggior forma di sfortuna, e il ragazzo li aveva ubbiditi andando in un'altra barca che prese tre bei pesci nella prima settimana. Era triste per il ragazzo veder arrivare ogni giorno il vecchio con la barca vuota e scendeva sempre ad aiutarlo a trasportare o le lenze addugliate o la gaffa e la fiocina e la vela serrata all'albero. La vela era rattoppata con sacchi da farina e quand'era serrata pareva la bandiera di una sconfitta perenne.
Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare
Con buona pace di badanti, infermieri, fisioterapisti, medici e farmacisti la soluzione finale è sotto gli occhi del mondo occidentale: morte coatta a 80 anni per tutti.
Il Club of Rome, associazione di cervelloni che dal 1968 studia ufficialmente i limiti della crescita e segretamente la via per una sostenibilità della civiltà umana, ha perfezionato il piano nell'ultimo decennio.
Il prossimo anno saranno sospese le cure per gli ultra centenari nei paesi OCSE, e sarà l'inizio.
Entro il 2015, la "soluzione Welby" sarà estesa a chi ha più di 95 anni e saranno sospese totalente le operazioni chirurgiche sugli ultranovantenni.
E così via progressivamente fino al 2025, anno in cui il piano andrà a regime.

Gli sforzi delle case farmaceutiche anzichè volti ad allungare la vita agli anziani, saranno concentrati sul far vivere una vita sempre migliore agli under-80.
Dopo qualche anno di spaesamento, la gente capirà. E avendo la morte pianificata per tempo, gli arzilli vecchietti sempre più in forma, consumeranno gran parte dei loro soldi prima dell'estremo saluto, dando un contributo decisivo all'economia e lasciando eredità sempre più risicate ai loro posteri.
Grazie all'importanza sempre inferiore del contributo ereditario nella vita economica di ogni persona, finalmente ci sarà più spazio per la meritocrazia e sempre meno per le attuali plutocrazie.




venerdì 30 dicembre 2011

Tesi 7 - No time for young men

"Se l'umano non si definisce più in termini di libertà ma in termini di geni, svanisce la definizione dell'uomo e anche dell'umanesimo"
Jean Braudillard, L'illusione della fine
La legge di Dio, a seconda del periodo storico, è sempre stata interpretata in maniera piuttosto elastica dagli uomini.
Se rubare un tempo costava una mano, nella Londra sovraffollata e affamata del 1600 condannava a morte certa, mentre lo stesso furto nell'America dei padri fondatori, dove c'era bisogno di braccia forti per costruire un paese, al più significava una notte in gattabuia.

Il medio oriente sta tracciando una strada con le sue stragi di piazza. La gente protesta perchè ha fame? Togliamo di torno qualche bocca da sfamare con un processo per direttissima, addirittura in diretta TV.

Ma i governi locali non sono abbastanza organizzati per distribuire morte industrialmente. E allora ecco l'intervento di chi il mestiere della guerra lo conosce davvero. I 50.000 morti in Libia sono stati solo un assaggio di quello che può essere.

Ma la morte prenderà altre strade, meno cruente e meno problematiche, mantenendo però i suoi effetti: un calo decisivo della popolazione per tentare di mantenere lo status quo.

Il vero piano si attuerà a partire dall'anno prossimo, e l'Egitto sarà il laboratorio designato, anche se probabilmente i risultati si vedranno solo nel corso di qualche anno.
Impossibile immaginare un palcoscenico migliore: una città di 20 milioni di abitanti, con il sempre più asciutto Nilo come unica fonte di approvvigionamento idrico, +55 milioni in 50 anni, una popolazione fatta all'80% di gente che ha meno di 45 anni, quindi in età "per figliare" (in un paese dove l'aborto è ancora un miraggio) e con una gran voglia di scappare nella vicina Europa.
Una bomba troppo pericolosa da lasciare scoppiare. Il teatro perfetto per il progetto "No hope for egg cell".
Il piano è semplice, distribuire negli acquedotti una sostanza che renda sterili gli uomini (non tutti, ma una nutrita selezione genetica, per non dare troppo nell'occhio). Inodore, incolore e soprattutto non rintracciabile attraverso le analisi microbiologiche attualmente conosciute.
Un killer silenzioso di milioni di futuri bambini che non vedranno mai neppure l'utero della loro madre. Il delitto perfetto.

Poi dopo la positiva sperimentazione su larga scala in Egitto, si passerà in quei paesi dove scopano troppo e dove sono ancora troppo ignoranti per accorgersi di qualcosa: il resto dell'Africa, India, Bangladesh, Indonesia, Sud America.

L'obiettivo è di uniformare i tassi di natalità a quelli europeri, statunitensi e cinesi (tra 1 e 1,5 nuovi nati ogni 100 abitanti), sperando che nessuno se ne abbia a male anche se si dovesse scoprire il trucco.

Certo, intervenire tagliando i farmaci occidentali in Africa sarebbe molto più semplice. Ma le perdite per le multinazionali farmaceutiche sarebbero inaccettabili, e le tensioni con gli stati affamati di medicinali insostenibili.

Anche qualche bomba qua e là sarebbe una soluzione con più probabilità di successo, ma il rischio di scivolare verso la quarta guerra mondiale per una mossa sbagliata è troppo alto.
Stesso discorso per il supervirus già pronto in grado di sterminare mezzo mondo, troppo rischioso.


giovedì 29 dicembre 2011

Tesi 6 - Duke Nukem 2k12

«Ma l’occhialuto uomo inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c’è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca a chi li usa. [...] Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie »

Partiamo da una parentesi. La terza guerra mondiale c'è già stata eccome. La cosiddetta guerra "fredda" tra Paesi Nato e Alleati della Russia non si è guadagnata il titolo di "mondiale" solo perché si è svolta in palcoscenici più periferici rispetto ai posti dove si scrivono i libri di storia.
Ma la serie di scontri foraggiati da un lato o dall'altro della cortina di ferro ha coinvolto ben più nazioni della seconda guerra mondiale, con un numero di vittime paragonabile forse a quello della prima. Solo per citare i conflitti più sanguinosi basti ricordare la guerra di Corea, la guerra di indipendenza dell'est-Pakistan, la rivoluzione cubana, l'invasione sovietica in Afganistan, la rivoluzione islamica in Iran e il seguente conflitto con l'Iraq, poi la guerra del golfo, le rivolte sedate nel sangue in Ungheria e Cecoslovacchia, le guerre per l'indipendenza degli stati dell'ex-Jugoslavia, la crisi di Suez e il conflitto israelo-palestinese, le decine di guerre civili in Africa con Nigeria, Angola e Mozambico in testa. E mancano ancora le guerre più cruente, quelle in Cambogia e Vietnam.

Detto questo, l'unica conseguenza logica al sovrappopolamento del pianeta e all'esaurimento delle risorse è una  sostanziale riduzione della popolazione mondiale attraverso la quarta guerra mondiale, unica via per rimettere la demografia mondiale sui binari della sostenibilità, una guerra per capirsi con almeno 2 miliardi di morti e che metta le basi future per un blocco delle nascite negli anni a venire.
Lo scenario più probabile sarà America+Eurasia contro Africa+Cina, con i paesi mediorientali a giocare il ruolo della posta in palio. Ma a prescindere dalle coalizioni, a causa delle tecnologie in campo è alta la probabilità che la situazione sfugga di mano e non ci sia nessun reale vincitore, ma solo l'orizzonte di un futuro postatomico come quelli visti in Ken il Guerriero o Mad Max.

Lo stesso Einstein, parlando delle prospettive di un nuovo conflitto mondiale diceva: "Io non so come sarà combattuta la terza guerra mondiale, ma ti posso dire che cosa useranno nella quarta: pietre!".

Insomma, meglio iniziare a leggere Limes e augurarsi che i cavalieri dell'Apocalisse arrivino prima dell'inizio della guerra.


mercoledì 28 dicembre 2011

Tesi 5 - Calamity world

"Il corso del mondo è un fanciullo che gioca a dadi"
Eraclito, Frammento 52
I poli magnetici si spostano. Di qualche grado nell'esistenza di un essere umano almeno.
E lo studio delle rocce dimostra che nei millenni passati l'orientamento del campo magnetico addirittura era opposto rispetto ad oggi.
Tutto il magma che scorre nel nucleo terrestre crea correnti elettriche, ed essendo i movimenti governati da un certo grado di casualità, è più che normale che il campo magnetico indotto possa variare.

Nel 2012 è previsto l'inizio di un'anomala attività solare, molto più intensa del solito, che, oltre a provocare disturbi in apparati radio e pericoli per la salute dovuti all'eccessiva esposizione, modificherà il campo magnetico terrestre, fino a portare l'inversione dei poli magnetici del pianeta.

Gli ottimisti dicono che l'inversione dei poli non avrà la benchè minima conseguenza. Vero, se avvenisse istantaneamente. Ma se la transizione dovesse durare mesi, anni o decenni potrebbe significare la fine del mondo per come lo conosciamo oggi.
Come prima drammatica conseguenza, i raggi UVA non troverebbero più l'attuale schermatura e diventerebbero molto più pericolosi per la salute.
In secondo luogo le grandi masse di metallo fuso che scorrono sotto il suolo seguirebbero nuove traiettorie, con la conseguenza di generare nuove correnti oceaniche, una variazione delle precipitazioni e una notevole attività tettonica (leggi terremoti) e vulcanica.
Oltre, chiaramente, a dover mettere in conto che le telecomunicazioni via radio, potrebbero completamente saltare.

Insomma, potremmo anche ritrovarci in questo mondo e finalmente riscoprire Atlantide:


Per capire meglio il tutto, prego guardare questo documentario, tutto da gustare:





martedì 27 dicembre 2011

Tesi 4 - Superenalotto mon amour

9 19 27 53 78 81; Jolly 39; SuperStar 88
Estrazione del Superenalotto del 13/10/2010
13 ottobre 2010. Un paese qualsiasi dell'Italia grande almeno per avere un tabacchino. Un biglietto in tasca con una manciata di numeri scritti a mano, già comunque memorizzati fino all'imbecillità.
Non certo tutti, ma gran parte di chi avesse a disposizione una macchina del tempo sceglierebbe di catapultarsi in queste coordinate spazio-tempo per vincere il superenalotto e passare il resto della sua vita da nababbo.

E finalmente questa fantasia sarà possibile dall'anno prossimo, quando il Cern annuncerà che le sperimentazioni sull'LHC servivano proprio a completare il progetto sulla macchina del tempo, un dispositivo in grado di trasportare nel tempo e nello spazio qualsiasi cosa, esseri umani compresi.
Il problema del sovrapopolamento del pianeta sarà risolto nel giro di una decina di mesi, il tempo di far transitare nelle macchine circa 2/3 degli abitanti del globo.
Per non ritrovarsi ammassati in un'unica dimensione sarà anche possibile selezionare l'universo parallelo in cui approdare, per evitare noiose vincite multiple al superenalotto da dover spartire con altri "transitati". Sarà anche possibile portarsi dietro i propri cari selezionando lo stesso universo parallelo di approdo, anche se è previsto che gran parte delle coppie non usufruiranno di questa "opzione famiglia".
Chi decidesse di rimanere in questi anni si ritroverebbe un mondo forse un po' più noioso ma con abbastanza risorse per garantire alla popolazione rimasta un'esistenza più che florida.
Certo bisognerà tenere qualcuno a forza nel 2012 a fare i lavori di merda, tipo il verniciatore a spruzzo, il minatore o il manutentore degli impianti petroliferi, ma la schiavitù non sarebbe una novità.

L'inconveniente principale è piuttosto un altro. Che fare dell'altro se stesso nella dimensione parallela di approdo? Rintracciarlo per spiegare la situazione a lui e alla famiglia, tentando una complicata convivenza in cui non si potrà mai apparire in pubblico insieme, oppure ucciderlo facendo sparire il cadavere (tanto nessuno si accorgerà dell'assenza)?
Nessuna delle precedenti. Per evitare questi noie, prima del "transito" sarà anche possibile richiedere un nuovo documento di identità con nome, cognome, residenza e cittadinanza a propria scelta, per starsene lontani dalla vecchia vita e ripartire altrove con una montagna di soldi. Sperando di non incrociare mai il vostro gemello originario.

Poi chiaro, si spera che tutto vada bene visto che basta un battito d'ali di farfalla per eccetera eccetera.
Ma alla peggio se nell'altro mondo doveste ciccare il 6 perchè qualche meccanismo imprevedibile fa pescare il bussolotto sbagliato al bambino di Rai2, potrete sempre buttarvi sullo sport vincendo un sacco di soldi alla Snai o vendendo alla CIA informazioni su dove è nascosto Bin Laden.

L'essenziale però, prima di partire, è toccarsi fortissimo i coglioni, perchè come dalla morte, nessuno è mai tornato indietro per raccontare cosa c'è davvero dall'altra parte.

lunedì 26 dicembre 2011

Tesi 3 - Buona Apocalisse a tutti

"L'apocalisse avviene ogni giorno, per le strade"
Bob Marley
Carestia, guerra, pestilenza e morte: sono i flagelli dei quattro cavalieri dell'Apocalisse che nel 2012 daranno il via alle danze della lotta finale tra Dio e Satana.
Incidentalmente, però, la vittoria di Dio si concretizzerà con la caduta di Babilonia la grande, la madre delle prostitute e delle abominazioni della terra, che in altre parole saremmo noi.

Ora, le uniche due cose che possiamo augurarci sono due, una invero più improbabile dell'altra:
- la prima è che facciano le loro cose in fretta, possibilmente arrivando di notte e senza farci patire una morte particolarmente atroce. Viste le forze in gioco, però sembra più verosimile un Risiko che può durare anche alcuni secoli;
- che il giudizio finale non sia poi così restrittivo come scrive Giovanni nella sua Apocalisse (ipotizza 144.000 giusti). Perchè su 7 miliardi significa circa uno salvo ogni 50.000 persone, quasi 415 in Italia. Insomma, diventerebbe dura. Se poi ci mettiamo nel conteggio anche la risurrezione dei morti è davvero un gran casino vincere questa lotteria della salvezza eterna. Meglio credere all'interpretazione che 144.000 sia un numero molto alto per indicare tutto e tutti. Insomma, banalizzando Dio, lui è buono e alla fine salva tutti.

L'unica cosa certa è che ne verrà fuori uno spettacolo notevole, ahinoi.

domenica 25 dicembre 2011

Tesi 2 - Gli alieni non ci amano poi così tanto

"Se la terra muore, voi morite. Se voi morite, la terra sopravvive"
l'alieno Klatuu, Ultimatum alla terra, 2008

Hollywood ci ha insegnato a pensarli per lo più come conquistatori cattivi, usurpatori di qualcosa che non è loro. E ci ha insegnato a pensare che l'ingegno, la bontà d'animo e la biochimica fossero dalla nostra parte.
In Mars Attacks! gli sterminatori alieni non sopportavano le note basse (quelle che trascinano e che spaccano le casse), in Independence Day il loro attacco finale veniva sventato da un virus informatico, in Signs gli zozzoni non amavano l'acqua, in Evolution l'arma letale era il più ricercato selenio dello shampoo Head & Shoulders, mentre ne La guerra dei mondi in uno dei finali più insulsi che si ricordi in una megaproduzione hollywoodiana, la vita aliena alla lunga risultava incompatibile con non un non meglio precisato microrganismo.

Perfino in un film che si avvicina a raccontare come stanno davvero le cose, Ultimatum alla terra, alla fine basta qualche lacrimuccia di una bella topina per far ricredere l'alieno sterminatore e fargli credere che abbiamo i numeri per cambiare.

Appurato che in pochi millenni di civiltà ci siamo mangiati tutto come nemmeno i nostri poltronari di Montecitorio, il verdetto è scritto: l'unica via per la sopravvivenza delle alle 1,7 milioni di specie viventi ad oggi conosciute sul pianeta terra è lo sterminio della civiltà umana.
Anche perchè, c'è da dirlo, che l'uomo se l'è un po' andata a cercare.

E per vivere serenamente gli ultimi anni, meglio non dire niente alla vulgata e prosperare fino all'ultimo, lasciando l'illusione ai cinesi che possono arrivare a governare il mondo.
Forse, se l'annichilimento sarà imperfetto, ci sarà qualche speranza di sopravvivenza in qualche base sotterranea per i notabili.
Così, per non lasciare nulla di intentato qualche nazione sta costruendo basi sotterranee (solo per i semi, dicono), e se un indomito testimone ne inizia a parlare, finisce nel suo salotto "auto-strozzato" come il povero Phil Schneider.
Come se tenere tutto nascosto cambiasse le carte in tavola. Poveri illusi.


sabato 24 dicembre 2011

Tesi 1 - Gli alieni ci amano

"Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro?"
(Vangelo di Matteo 6, 25-26)

Di cosa vi preoccupate?
Se ci hanno insegnato a non pensare a un domani ci sarà un motivo, no?
E' talmente chiaro, piccoli stolti, che nel 2012 la salvezza arriverà dai nostri padri celesti che ci porteranno le tecnologie necessarie per proseguire la vita su un pianeta altrimenti al collasso

Tera Joule da singoli granelli di sabbia, luce del sole capace di alimentare intere città, innocui batteri mangia schifezze per ripulire aria e oceani.

Lo conferma anche anche un alieno stesso, per bocca della sua squinzia terrestre: nel 2012 Obama ci darà il lieto annuncio che lassù qualcuno ci ama.



Insomma, dopo averci scrutato per secoli, dopo averci dato un sacco di imbeccate tecnologiche e spirituali nei momenti di empasse, dal buddha alle reazioni nucleari, si sono definitivamente resi conto che ogni tentativo di tenderci una mano in maniera silenziosa è stato fin qui vano. Ci siamo giocati ogni bonus, e proprio non ce la possiamo fare senza di loro. Ora c'è bisogno di qualcuno che ci faccia vedere che anche se come civiltà valiamo meno di un calzino bucato, viene lo stesso a darci una mano. Per il solo spirito di solidarietà che dovrebbe caratterizzare una forma di vita senziente.
Facile, no?

Per gli amanti del genere, sono imperdibili questo, questo e quest'altro documento.

domenica 4 dicembre 2011

Welcome 2012

Una cosa piuttosto sconcertante è che gran parte della gente crede che una civiltà capace di generare energia dall'atomo e dalle radiazioni solari, capace di sfruttare le onde elettromagnetiche per cucinare e per comunicare, in grado di atterrare sulla luna e di mandare in orbita satelliti artificiali, possa aver ignorato che ops, siamo un po' troppi su questo pianeta, e che cibo, acqua e combustibili per tutti non ce ne saranno ancora per molto.
Facile.

Se ne sono dimenticati, i signori che tirano le fila del mondo, come no.

E' molto più naturale credere alla tesi di riserva, che poi è quella più verosimile seguendo la logica. Che sarebbe circa quella che segue.
Visto che i nostri cervelloni non sono dei cretini proprio per niente, è con precisione svizzera che hanno deciso di far toccare il picco del benessere in questi anni a cavallo del 2010, per poi infischiarsene della crisi susseguente.
Poi? Poi non conta più un cazzo.
E perchè? Perchè nel 2012 accadrà qualcosa che sconvolgerà il mondo per come noi lo conosciamo, e non ci saranno debiti sovrani, siccità e picco del petrolio di cui preoccuparsi più molto.

Naturale che non dicano cosa succederà, per evitare isterie collettive e collasso anticipato. Ci sta dopotutto.
Le ipotesi? Prossimamente su questi schermi. Sempre che google non decida di chiudere questo blog prima.

venerdì 7 ottobre 2011

Go pussy

"Forza Gnocca".
"Lo chiamo Forza Gnocca".
Il miglior tributo in giro per il mondo al motto "Stay hungry, stay foolish" di Steve Jobs, nel giorno della sua memoria.

Silvio è veramente il più geniale di tutti, come sempre.

mercoledì 21 settembre 2011

Post vacation blues

Se in tempi non sospetti avessi scritto una wishlist, ci avrei messo dentro il desiderio di avere una bici a contropedale, un giorno o l'altro.
Ebbene, quel giorno è arrivato ieri, da quando possiedo uno dei rarissimi esemplari di bici a contropedale che sfrecciano sulle strade italiane.
Il fatto che me la sia dovuta comprare perchè mi hanno rubato la bici di prima, è una discreta fregatura perchè l'amarezza per l'ennesimo furto subito (siamo solo a 6) non mi ha permesso di liberare l'adeguata quantità di endorfine per il memorabile acquisto.
E' un po' come mangiare una cosa che desideravi da un sacco di tempo il giorno che hai un brutto mal di pancia. E' tutto molto medio tendente al malinconico.

Poi, ragionando un attimo, se ci aggiungiamo che sta arrivando il freddo, che le ore di luce stanno calando, che il termine del mio contratto di lavoro si sta avvicinando e che i R.E.M. si sono sciolti senza che li abbia visti live, e oltre a ciò nessun altro evento che meriti di essere ricordato, capisco senza troppa fatica come mai oggi sentivo quella pervasiva sensazione di stare vivendo dentro una giornata alquanto media tendente al malinconico.

 E in tutta questa situazione, in questo paese medio tendente al malinconico, il fatto di riconoscere onestamente che rispetto alla media sono uno di quelli che può permettersi (per ora) di "lamentarsi del brodo grasso" non è di grande aiuto, anzi rende anche il contorno grigino stinto.

lunedì 11 luglio 2011

Due sono le cose misteriose

Alla frontiera, la macchina più scadente a parte la nostra era una Audi A8.

Io ero al volante della mia Fiat Bravo 1.2 del 2001 da 80 cavalli e 16 valvole, con i suoi pochi centimetri ancora indenni da ammaccature e con la solita uniforme e consistente patina di polvere. Dentro quattro facce che non vedevano un rasoio da quattro giorni, segnate dalle poche ore di sonno e dai quattro whisky irlandesi a testa della sera prima, unico rimedio trovato per sfuggire alla malinconia di un paesino lacustre in letargo in attesa della stagione turistica.
I ristoranti vuoti, le gelaterie chiuse alle 8 di sera, le puttane davanti al piccolo night club che non tentavano neppure l'adescamento. Aprile sul lago di Costanza è quanto di più inutile la società occidentale può offrire. In ottobre e novembre gli abitanti si godranno il meritato riposo dopo l'abbuffata estiva a base di vecchietti e coppiette con bebè, ma da dicembre a maggio me li immagino ad imprecare cercando lo skip su un telecomando che nessuno gli ha ancora fornito.

Una potenziale carta da giocare per il passaggio del confine ce l'avevamo, anche se ci è voluto poco a capire che era alquanto ipotetica. La quinta faccia della vettura, l'unica non ricoperta di ispida barba, era quella dell'unica donna dell'equipaggio, nonchè traduttrice ufficiale della spedizione. Peccato che esclusa la barba, la nostra compagna di viaggio fosse tanto impresentabile quanto il resto dei passeggeri, con le sue due occhiaie che sembravano voler dichiarare al mondo una tossicodipendenza di lunga data. Come se non bastasse, ci aggiungiamo che quel giorno il suo umore oscillava tra "rotweiller incazzato" e "prozac a colazione", senza offrire troppe speranze per la fase di pubbliche relazioni con la polizia di frontiera, che avrebbe dovuto concederci il lasciapassare per il nostro obiettivo.

Nella migliore delle ipotesi saremmo stati cortesemente invitati a fare retromarcia e ad abbandonare l'idea di entrare nell'esclusivo Principato, poi via via c'era tutta la gamma delle possibilità, che culminava in un quadretto composto da un agente armato di guanto in lattice e un italiano a scelta che piangeva in un angolo invocando la mamma.

Tutto lasciava presupporre che i successivi 20 minuti non sarebbero stati dei più divertenti.

domenica 24 aprile 2011

Il ramo

Le foglie cadono,
i fiori sorgono,
i palazzi tremano
e la vita scorre.

Mangiare, imparare, morire.
Per l'amore ci sarà tempo, forse o chissà.

Piango lacrime a caso,
in attesa di chi le raccoglierà.

lunedì 11 aprile 2011

Sissì, ma non bemolle

Un po' deluso da un crepuscolare ultimo album di Silvestri mi consolo così:


E non dimenticate di mettere da parte il tempo per andare a votare il 12 o 13 giugno. Non mettete il cervello in folle.

(Special thanks to Mario Asti e la sua band, che meriterebbero un altro post a parte per quanto spaccano)

mercoledì 16 febbraio 2011

Amen

Ha chiuso il principale negozio di dischi di Reggio Emilia, un piccolo pezzo della storia recente della città per molti, ma la cosa che dà fastidio è che io l'ho saputo solo dopo che hanno fatto diverse settimane di sconti per la liquidazione totale.
Questo è l'unico pensiero triste che associo alla dipartita del buon Tosi Dischi, forse perchè associo il negozio a una infinità di dischi che avrei voluto e che loro non avevano.

Senza sforzarmi più di tanto con la memoria, tra le dozzine di dischi non trovati, abbiamo Afterhours, Marta sui Tubi, Incubus, C
.S.I., Dente, Mambassa, Luci della centrale elettrica, Pearl Jam, Daniele Silvestri e chissà quanti altri, fino ad uno Zeitgeist uscito da pochissimo, dopo l'attesissima reunion degli Smashing Pumpkins.
Per concludere con la chicca finale: niente cd degli Offlaga Disco Pax, nonostante il chitarrista Daniele Carretti lavori proprio lì! Roba da non credere.

L'unica volta che in tanti anni Tosi mi ha sorpreso con una mossa da Mago Silvan fu quando mi tirò fuori da chissà dove un King for a Day dei Faith No More, a tutt'oggi uno dei miei dischi preferiti.

Negli anni avrò comprato qualcosa come 200 euro di dischi da Tosi, niente di eclatante, ma avrei speso tranquillamente più del doppio se solo avesse avuto quello che prometteva sulle sue buste (vedi a fianco).
E invece per avere la mia musica sono stato costretto ad andare dalla concorrenza, a comprare su internet, a cercare in negozi di Parma e Bologna, nemmeno fossi a caccia si animali rari.

Per di più non vendeva biglietti per concerti ormai da diversi anni, forse qualcuno in più, costringendo il povero fan (me) ad affidarsi a internet o ad andare dall'altro capo della città centro commerciale osceno per comprare l'agognato tagliando da Mediaworld.

Provate a moltiplicare il mio ipotetico contributo aggiuntivo alle casse di Tosi per il numero di persone che sono uscite scoglionate dal negozio per non aver trovato quello che cercavano per l'ennesima volta. Pensate alla somma, chiedetevi se sarebbe bastata a tenere in vita l'unico negozio di musica di Reggio Emilia di certe dimensioni, e scegliete in tutta libertà una conclusione tra quelle offerte di seguito:

Conclusione 1) Il mondo di internet, la politica delle case discografiche e i grandi centri commerciali hanno rovinato la musica.

Conclusione 2) Se non sei in grado di mantenere il tuo negozio sul mercato, cambia mestiere.

Ora pare che Tosi risorgerà 50 metri più in là di dov'era prima. In bocca al lupo per la nuova creatura, e speriamo che nasca con uno spirito un po' diverso rispetto al suo genitore.

sabato 22 gennaio 2011

Folgorazione

C'è poco da girarci intorno, i My Awesome Mixtape sono una delle migliori band sentite in circolazione, punto.
E non intendo una delle migliori band italiane, ma esattamente una delle migliori in assoluto che mi siano capitate a tiro di orecchio negli ultimi tempi.
Il fatto che siano nati a Bologna è poco più di un dettaglio, e non solo perchè cantano in inglese.

"Chiiiii!!?" diranno in molti. Beh, questi qua.
E per capire cosa intendo, il compitino è abbastanza semplice. Basta ascoltare un
paio di volte due pezzi superpop come Hearts to lend e Me and the washing machine e la voglia di conoscerli meglio verrà da sè.
Mentre il primo album era solo carino, il loro secondo disco How could a village turn into a town è un autentico gioiello che hanno deciso di condividere un po' ovunque in rete, quindi buon ascolto.

E se i loro pezzi vi piacciono, sappiate che il meglio lo danno dal vivo. Sentiti due
volte a distanza di un anno, con in mezzo un interminabile tour che li ha visti protagonisti dagli
States ai circoletti di casa nostra, oggi si trovano per le mani uno show davvero pirotecnico e che riesce a coinvolgere anche quelli capitati a sentirli per caso che se ne volevano stare in casa a guardare un film sul divano.

Ultimo spot: per chi vuole finanziare il loro prossimo album è partita una colletta su Sellaband.