domenica 22 luglio 2012

La sola dell'Avvenire

Ogni giorno, puntuale come le tasse, il postino recapita nella cassetta postale di mia madre la copia dell'Avvenire del giorno prima, sabato e domenica esclusi.
Peccato che mia madre non abbia mai sottoscritto un abbonamento ad Avvenire e dubito che qualcuno glielo possa aver regalato.

Tralasciando il piccolo giallo, questo fatto mette un dito nella piaga su una delle questioni che più mi sta sui maroni di questa nostra demicrazia: il finanziamento pubblico ai giornali.

Il giornale della CEI si è cuccato, dati 2011, 5.871.082,04 euro di finanziamenti dello stato italiano per 107432 copie di diffusione, che significa circa 15 centesimi a copia, cioè il 15% del costo per copia, cioè circa il 15% del fatturato del giornale.
Sticazzi! Sarebbe bello per ogni azienda in crisi avere una spintarella pari al 15% del fatturato dallo Stato pantalone...

Già questi finanziamenti sono uno sproposito e un fatto da abolire con buona pace di chi li invoca per mantenere il "pluralismo dell'informazione", ma se salta pure fuori che regaliamo soldi ai giornali affinchè questi regalino a loro volta quotidiani a gente che non sa cosa farsene, allora qui siamo arrivati alla farsa totale.

Si parli di Avvenire, Padania, Unità o Manifesto il discorso non cambia di una virgola: basta soldi a questi signori.
Sono populista? Sì, lo so. E anche smaccatamente liberista su questo argomento.
Su questo tema mi viene la schiuma alla bocca come al peggior Beppe Grillo.

domenica 8 luglio 2012

10,3 chilometri

E' la distanza che separa l'ospedale di Correggio da quello di Carpi.

12 i chilometri che ci sono tra l'ospedale di Guastalla e quello di Suzzara.

Ben 14,6 invece tra Sassuolo e Scandiano.

Sarà un'analisi alquanto sommaria, ma sentire parlare di tagli ai posti letto, cinicamente, a me mi piace. E ricordiamo che a me mi è un rafforzativo.

Forse è la volta buona che chi ha la saccoccia dei denari inizia a coordinare gli investimenti sui diversi presidi ospedalieri un tantino meglio.