sabato 29 settembre 2012

Gustare la lentezza

Una notte, senza un perchè, ho deciso di chiudere gli occhi e di condurre il rito della toeletta serale e della messa a letto con gli occhi chiusi, andando a tentoni e ripromettendomi di non aprire gli occhi per nessun motivo, anche a rischio di giocarsi una rotula, usando i polpastrelli al posto delle pupille e con la pazienza come unica alleata.

Sono stati minuti estranianti e incredibilmente rilassanti, dove la mente si è svuotata del tutto dei pensieri della giornata e si è votata interamente all'interpretazione dei segnali nervosi che arrivavano dalle mie dita.

Normalmente prima di andare a letto ci si lava i denti sovrappensiero, tra un'occhiata allo specchio e un pensiero agli impegni del giorno dopo. Quella sera invece ero entrato in comunione con quel gesto, con ogni setola dello spazzolino. Come se non esistesse altro oltre a quella piccola porzione di mondo a contatto con il mio corpo.

Gli altri sensi si erano risvegliati e ogni cosa era più definita. L'acqua era più fredda, il gorgoglio dello scarico più rumoroso, il sapore dl dentifrici più pungente, anche l'aria era più aria.

E soprattutto la testa era leggera.

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