martedì 9 ottobre 2012

Mangia bene, mangia sano, solo roba dell'ortolano

Dal mio pezzo di orto, che quasi si affaccia sulla strada che tutti i ciclisti reggiani nel weekend fanno per andare in collina, quando il vento tira nella giusta direzione si riesce a sentire molto bene quello che si dicono fra di loro i ciclisti.

Sabato scorso eravamo in tre all'orto, e mentre eravamo chini a levare erbacce e rincalzare i finocchi, un ciclista fa al suo compagno: "Tu ti sarai anche laureato in ingegneria, ma loro hanno capito tutto. Guarda che bello lì!". E ce l'aveva con noi.

Beh, è stata una gran bella soddisfazione. Finalmente qualcuno che capisce la poesia della vita agreste.
Così, per fare lo stupido, avrei voluto urlare al saggio ciclista "Guarda che anche due di noi ce l'hanno la laurea in ingegneria!", ma il vento tirava verso di noi e poi la mia lingua non è stata veloce come la mia testa, e le due bici erano già lontane.

Ora però è arrivato l'autunno che con la pioggia si sta portando via la poesia, le ultime verdure e la luce fino alle 8 di sera, rendendo tutto un po' più complicato. E ci rimane solo il dubbio se continuare con l'avventura del nostro orto anche per il 2013.
Sicuramente sempre biologico, probabilmente in quattro anzichè in sei compagni ortolani, facilmente in un altro posto perchè i 450 metri quadri che avevamo da gestire hanno avuto la meglio sulla nostra inesperienza.

A tutti i cari amici che hanno apprezzato i nostri prodotti e a tutti coloro che sono passati a trovarci per dare un colpo di zappa insieme a noi va un sincero grazie, e forse un arrivederci all'anno prossimo.

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