giovedì 28 novembre 2013

Caro Silvio, ma perchè il Molise?

Della serie non si finisce mai di imparare, grazie a tutta questa telenovela sulla decadenza di Silvio, ho imparato 3 dettagli simpatici.

Che chi prenderà il suo posto in Senato, tale Ulisse Di Giacomo, è un Alfaniano di ferro. Una colomba che da un po' faceva il gufo insomma.

Che l'unico altro senatore con un tasso di presenza in aula basso quanto il suo era Niccolò Ghedini, e tutto torna visto che i due hanno avuto parecchio da fare insieme ultimamente.
A ben vedere, dopotutto, l'estromissione di Silvio sembra una liberazione da un impegno sgradito. La prenderà bene, appena elaborerà il lutto.
I due, per la cronaca, si sono fermati a 1 presenza su 1803 votazioni, ultimi in classifica tra i senatori eletti.

Ma soprattutto, e qui va dato atto di una certa fantasia, che Silvio era eletto in Molise, una regione che viene dimenticata dalla gente normale dopo la terza elementare, anche dai molisani stessi. Strano che Di Pietro non abbia detto niente.

Ciao, goditi la pensione.

martedì 29 ottobre 2013

Il prediciottesimo, ovvero dell'incapacità di apparire troie pur impegnandosi parecchio

Stavo quasi per pubblicare un sentito post su quanto la condivisione della nostra vita sul web sia diventata prepotentemente importante e sempre più fuori dal nostro controllo, dalla prima foto in braccio alla mamma, fino a ben oltre il funerale.

Poi ho scoperto di essere rimasto indietro, molto indietro, sulla moda del prediciottesimo.
E allora vaffanculo.
Maledetto pivello che non sono altro.









giovedì 23 maggio 2013

Non seguire il percorso, traccialo

In tutte le storie d'amore ci sono i momenti no.
Per noi sono le nebbie e l'umidità,
i posto di lavoro che se ne vanno di giorno in giorno,
i troppi culi al caldo riservati agli amici degli amici
e qualche cattedrale nel deserto di troppo.

Ma come sempre basta poco per ritrovarci, cara vecchia Reggio.



Tante volte, raccontando a non indigeni di cosa fosse il bicibus, mi sono ritrovato di fronte a facce stupite.
E io mi emozionavo, sempre come la prima volta.



E ora vado a festeggiare iscrivendomi ai servizi online, perchè in questa città oggi "Farsi i documenti da soli non è illegale".

Grazie a tutti cittadini, continuiamo così.
In direzione ostinata e corretta.

martedì 14 maggio 2013

Rivoluzioni in corso

martedì 12 marzo 2013

Il mio presidente del consiglio, ovvero #delriopremier

Oggi, mentre tornavo a casa dal lavoro, tutto è mi diventato chiaro per il futuro di questo Paese.
Graziano Delrio presidente del Consiglio. Semplicemente questo.

Ricapitoliamo un attimo, i punti abilitanti della sua nomination, come dicono quelli che parlano bene.

FACCIA NUOVA E VOCE FUORI DAL CORO
- A differenza di Renzi non si è sputtanato troppo in tv e nel partito. E in questa fase in cui la gente ha bisogno di facce e idee, il basso profilo non è affatto un difetto. E ragazzi, le poche volte che si è visto in tv, ha obiettivamente fatto mangiare la polvere a tutti.
- Può piacere alla gente. Il suo non essere servile alle logiche di partito lo renderebbe una figura facilmente più apprezzata rispetto alla solita rantumaglia; il suo spirito da voce libera lo ha fatto vedere in occasione della sua elezione all'ANCI, dove l'ha spuntata contro il sindaco di Bari Emiliano, candidato "ufficiale" del PD
- E' cattolico nel privato, che in Italia non guasta, ma non confonde culto e con l'amministrazione della cosa pubblica, dimostrando di non avere difficoltà a mettersi di traverso su questioni cruciali come l'IMU sui beni immobili della Chiesa.


- Oltre a non aver paura di nessuno quando crede di essere nel giusto, è uno che ci mette le proposte, oltre alle lamentele. Vedere la battaglia contro i vincoli del patto di stabilità, portata avanti da mesi e arrivata ieri all'apice con l'annuncio che "i comuni sono pronti a sforare il patto".



LE ALLEANZE
- Può piacere alla destra. E' forse tra i pochissimi a sinistra che potrebbe riuscire a strappare consensi tra le fila di PDL e Lega Nord. Più di una volta lo schieramento trasversale dei sindaci ANCI ha visto Alemanno e Tosi uniti a Delrio. E non dimentichiamo che l'elezione ANCI è avvenuta anche grazie a voti della destra, innegabile dunque la stima nella persona, per lo meno.

- Ma soprattutto, essenziale, può piacere a Grillo. E' forse l'unica figura politica attualmente attiva su cui Grillo ha speso parole benevole, magari non elogiandolo direttamente, ma portando in più di un'occasione la realtà di Reggio Emilia come buon esempio di gestione integrata dei rifiuti (qui l'inceneritore ha chiuso a favore della raccolta differenziata spinta, mica come a Parma...), frutto di un cammino intrapreso diversi anni fa e tenuto a battesimo dal comico genovese in un incontro più che cordiale con Delrio nel comune di Reggio Emilia.
Altro momento di intesa con il Movimento c'è stato recentemente sul tema dell'acqua pubblica, destinato a entrare nello statuto del comune reggiano.
Inoltre ricordiamo che Reggio Emilia è la prima città d'Italia per piste ciclabili pro capite. Un minimo di appeal per i cinque stelle questo lo dovrà pur avere!
E' l'unico che può far vacillare Grillo non blandendolo con proposte in politichese ma con proposte sulle politiche.


Obbiettivamente, quello che gli manca sono le competenze spinte su finanza e industria, (non che il salvatore della patria Renzi ne possa vantare molte di più), ma con ministri di alto profilo ce la si potrebbe quasi quasi fare.

lunedì 21 gennaio 2013

Salviamo il salvabile - Vol. 1

Tracciando il sentiero per tutte le altre regioni, nel 2011 il consiglio regionale dell'Emilia-Romagna ha stabilito una riduzione dello stipendio dei consiglieri, niente tagli clamorosi (meno 10-15%) ma sufficienti a indicare l'Emilia-Romagna come regione di riferimento per adeguare gli stipendi dei consiglieri delle altre Regioni.
Non solo, finalmente da dicembre i consiglieri, su base volontaria, possono rinunciare a percepire il vitalizio di fine legislatura (che si aggira su una media di 2200 euro per ex consigliere, per sempre e con reversibilità a vedove/i).
Giusto per farvi andare di traverso quello che state trangugiando, per questa voce si parla di una spesa mensile per la Regione di quasi 395.000 euro.

I termini per la rinuncia al vitalizio scadevano il 15 gennaio, e su 50 consiglieri in 17 si sono persuasi a mollare il malloppo. In particolare: 

10 del PD (su 32 consiglieri)
3 della Lega Nord (su 4), uno manterrà il vitalizio fin qui maturato ma non verserà contributi dal 2013
2 (?) del Movimento 5 Stelle (su 2), uno come la Lega
1 del PDL (su 11), come il suo amico della Lega manterrà il vitalizio rispetto a quanto versatofinora
1 dell'UDC (su 1)
Assenti non giustificati gli eletti tra le fila dell'IDV (4 consiglieri, di cui uno ora nel Gruppo Misto), Federazione della Sinistra (2), SEL (2).
Non pervenuti i consiglieri reggiani Barbieri e Mori (PD), Barbati e Riva (IDV) e Filippi (PDL). L'unico a rinunciare Beppe Pagani del PD.
Standing ovation per la Barbati per questa cosa qui.
Profondo senso di compatimento per l'ignominia dimostrata dai rappresentanti della cosiddetta sinistra radicale, che ha scavato la fossa in cui seppellire gli ultimi grammi di credibilità rimasta.

Tra i consiglieri candidati in Parlamento, a colpo d'occhio, su 4 tutti hanno rinunciato al vitalizio: Richetti (motore di entrambe le iniziative) e Pagani del PD, Noè dell'UDC e Favia oggi con Rivoluzione Civile. Anche se fosse solo propaganda, almeno è buona propaganda.