martedì 12 marzo 2013

Il mio presidente del consiglio, ovvero #delriopremier

Oggi, mentre tornavo a casa dal lavoro, tutto è mi diventato chiaro per il futuro di questo Paese.
Graziano Delrio presidente del Consiglio. Semplicemente questo.

Ricapitoliamo un attimo, i punti abilitanti della sua nomination, come dicono quelli che parlano bene.

FACCIA NUOVA E VOCE FUORI DAL CORO
- A differenza di Renzi non si è sputtanato troppo in tv e nel partito. E in questa fase in cui la gente ha bisogno di facce e idee, il basso profilo non è affatto un difetto. E ragazzi, le poche volte che si è visto in tv, ha obiettivamente fatto mangiare la polvere a tutti.
- Può piacere alla gente. Il suo non essere servile alle logiche di partito lo renderebbe una figura facilmente più apprezzata rispetto alla solita rantumaglia; il suo spirito da voce libera lo ha fatto vedere in occasione della sua elezione all'ANCI, dove l'ha spuntata contro il sindaco di Bari Emiliano, candidato "ufficiale" del PD
- E' cattolico nel privato, che in Italia non guasta, ma non confonde culto e con l'amministrazione della cosa pubblica, dimostrando di non avere difficoltà a mettersi di traverso su questioni cruciali come l'IMU sui beni immobili della Chiesa.


- Oltre a non aver paura di nessuno quando crede di essere nel giusto, è uno che ci mette le proposte, oltre alle lamentele. Vedere la battaglia contro i vincoli del patto di stabilità, portata avanti da mesi e arrivata ieri all'apice con l'annuncio che "i comuni sono pronti a sforare il patto".



LE ALLEANZE
- Può piacere alla destra. E' forse tra i pochissimi a sinistra che potrebbe riuscire a strappare consensi tra le fila di PDL e Lega Nord. Più di una volta lo schieramento trasversale dei sindaci ANCI ha visto Alemanno e Tosi uniti a Delrio. E non dimentichiamo che l'elezione ANCI è avvenuta anche grazie a voti della destra, innegabile dunque la stima nella persona, per lo meno.

- Ma soprattutto, essenziale, può piacere a Grillo. E' forse l'unica figura politica attualmente attiva su cui Grillo ha speso parole benevole, magari non elogiandolo direttamente, ma portando in più di un'occasione la realtà di Reggio Emilia come buon esempio di gestione integrata dei rifiuti (qui l'inceneritore ha chiuso a favore della raccolta differenziata spinta, mica come a Parma...), frutto di un cammino intrapreso diversi anni fa e tenuto a battesimo dal comico genovese in un incontro più che cordiale con Delrio nel comune di Reggio Emilia.
Altro momento di intesa con il Movimento c'è stato recentemente sul tema dell'acqua pubblica, destinato a entrare nello statuto del comune reggiano.
Inoltre ricordiamo che Reggio Emilia è la prima città d'Italia per piste ciclabili pro capite. Un minimo di appeal per i cinque stelle questo lo dovrà pur avere!
E' l'unico che può far vacillare Grillo non blandendolo con proposte in politichese ma con proposte sulle politiche.


Obbiettivamente, quello che gli manca sono le competenze spinte su finanza e industria, (non che il salvatore della patria Renzi ne possa vantare molte di più), ma con ministri di alto profilo ce la si potrebbe quasi quasi fare.

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