giovedì 23 ottobre 2014

Ho culo, Io

Le macchine in fila dal semaforo fino al ponte, come da copione.
In ogni macchina una sola persona, come sempre.

La prima giornata di freddo sicuramente contribuisce ad accentuare la mestizia infinita che oggi è dipinta sul loro volto.
A me questo freddo invece mi sferza la faccia e mi dà una svegliata necessaria, mentre risalgo contromano la via in bicicletta.
Li guardo in faccia uno ad uno e sembrano tutti in coda verso il patibolo, imprigionati nella loro cella su quattro ruote.
Uomini, donne, vecchi, stranieri, che siano su un suv o su una carretta non c'è alcuna differenza. La tristezza di chi alle 8.25 del mattino deve mettersi in macchina è trasversale e democratica.

Solo uno sorride con gusto.
Ha giacca e cravatta nera, la faccia simpatica e guida un carro da morto.

Nei due minuti di pedalate che mi restano, mi chiedo come mai un becchino sia più contento di tutti gli altri.

Il motivo non lo scoprirò mai.
Ma nel dubbio, sorrido anche io.


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